6 Giugno 1988: Thomas Hearns vs Iran Barkley...
Evento che si preannunciava al fulmicotone quello allestito da Bob Arum il 6 Giugno 1988 all’Hotel Hilton di Las Vegas davanti a 8.541 spettatori ed andato in onda a circuito chiuso in pay-per-view.

In cartellone ben tre mondiali, quello dei Mediomassimi WBA tra il campione Virgil Hill e lo sfidante giordano RamziHassan, la difesa del titolo WBC dei Superleggeri dello statunitense Roger Mayweather impegnato contro il connazionale Harold Brazier, ma soprattutto come mainevent della serata il mondiale WBC dei Medi tra gli americaniThomas “Hit Man” Hearns (29 anni 45-2-0 38 Ko’s) ed il “figlio del Bronx” Iran “The Blade” Barkley (28 anni 24-4-0 15 Ko’s). Alla prima difesa del titolo conquistato otto mesi prima contro l’argentino Juan Domingo Roldan, annientato con un perentorio Knockdown al quarto round, Hearns si presentò sul quadrato da favorito quotato 4 a 1 dai bookmakers e percepì una borsa di 1,5 milioni di dollari contro i 250.000 ricevuti da Barkey, a chiarire se mai ce ne fosse stato bisogno chi dei due fosse la “Star”. Del resto i titoli già conquistati dal pugile di Detroit parlavano chiaro e svariavano dal primo datato 1980 quando distrusse in due rounds la leggenda messicana Pipino Cuevas per la corona WBA dei pesi Welters a quello dei Superwelters WBA conquistato di stretta misura nel 1982 contro un altro mito della boxe come il portoricano Wilfredo Benitez (MD15) per finire con la cintura WBC dei Mediomassimi portata a casa nel 1987 contro l’inglese Dennis Andries, sconfitto prima del limite (KOT10). In mezzo le epiche battaglie contro gli altri tre moschettieri Ray “Sugar” Leonard (1981), Roberto “Mano de Pedra” Duran (1984) e Marvin “The Marvellous” Hagler (1985). I veri match che ne hanno decretato l’ingesso nell’olimpo e dove paradossalmente più ancora della devastante vittoria contro Duran, spedito drammaticamente al tappeto in due riprese, furono proprio le sconfitte contro Leonard ed Hagler a rendergli onore e gloria per come seppe contrastarli. Nominato due volte “Fighter of the Year” nel 1980 e nel 1984 Hearns era dotato di un pugno mortale portato dall’alto verso il basso sfruttando la superiore altezza sugli avversari.Purtroppo “Hitman” dovette anche sempre rendere conto di una mascella se non proprio di vetro quanto meno non certo granitica come quella di Hagler.
Caratteristica che invece apparteneva ad Iran Barkley, pugile pericolosissimo, non particolarmente eccelso tecnicamente ma dotato di pugno pesante e soprattutto di una determinazione e di una resistenza asfissiante, un fighter che per altro fu uno dei pochi a non dover pagare dazio in altezza contro Hearns essendo entrambi alti 1.85cm, mentre rendeva al campione 10cm in allungo.Ultimo di otto fratelli venne spinto a fare il pugile dalla sorella Yvonne, lottatrice professionista che vedeva nella boxe l’unica via d’uscita per allontanare il fratello dai pericoli della strada che nel ghetto del Bronx già avevano tracciato la sorte di altri membri della famiglia. Barkley in realtà non se ne andò mai dal Bronx dove vive tutt’ora, però dando ascolto alla sorella entrò in palestra a diciassette anni nel 1977 e nei cinque anni successivi pur non conquistando titoli significativi seppe farsi onore conquistando nel 1981 la seconda piazza ai prestigiosi “New York Golden Gloves”e l’anno seguente la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo di Monaco di Baviera.

Sbarcato tra i professionisti nel 1982 Barkley, complici tre incidenti di percorso nei primi dodici incontri contro i semisconosciuti Osley Silas (PTI6), Eddie Hall (SD8) ed il fratellastro di Hagler, RobbySims (KOT6), dovette inanellare un’altra striscia di tredici vittorie prima di avere la sua chance iridata, che arrivò nel 1987 contro il nostro Patrizio Sumbu Kalambay che a Livorno dispose dello statunitense a proprio piacimento, impartendogli una vera lezione di tecnica pugilistica premiata unanimamente dai cartellini dei giudici. Ma proprio quando il treno sembrava ormai passato e l’occasione della vita sfumata ecco che la “Lama del Bronx” seppe subito riabilitarsi con due sorprendenti vittorie contro il più quotato Sanderline Williams (SD12) e soprattutto il lanciatissimo canadese Michael Olajde (KOT5) che gli valsero il secondo posto nel Ranking WBC e la sfida impossibile al trono di Hearns.(Roby Maddonini )



