Un occhio chiuso dal jab di Pedraza determina il risultato
Sulla carta il 26enne statunitense Julian Rodriguez poteva costituire un serio ostacolo sulla strada di un pugile da anni affermato come il 32enne superleggero portoricano Jose Pedraza. Ma la carta è la carta e i fatti sono fatti e alla prova proprio dei fatti si è visto che il ragazzo del New Jersey, che aveva all'attivo una ottima carriera dilettantistica a livello nazionale, non aveva ancora fatto una carriera professionistica qualitativamente sufficiente per battere il suo avversario questa notte a Las Vegas. Non che Rodriguez si sia comportato male, tutt'altro, ma nel momento della verità si è vista la differenza che ha portato a una interruzione prima del limite.
La chiave di un match senza emozioni e condotto ad andatura ridotta è stato il jab di Pedraza, soprattutto il jab destro perché il portoricano, che ufficialmente combatte in guardia normale, ha dato una svolta al match cambiando guardia e combattendo da mancino. A ciò aggiungiamo una superiore continuità e una diversa capacità di bloccare i colpi da parte di Pedraza e il risultato del match, previsto sulle 10 riprese, è servito. Rodriguez, che non è riuscito a fare il peso come da contratto, è stato più propositivo a inizio match, ha cercato anche di lavorare al corpo, ha messo a segno qualche buon gancio al volto ma i suoi colpi non facevano più male di quelli di un uomo la cui abilità è stata testata fin dai tempi del dilettantismo. Ricordiamo infatti che Pedraza fu battuto solo in finale ai mondiali AIBA 2009 di Milano dal nostro Domenico Valentino.
Quel jab destro ha chiuso l'occhio sinistro di Rodriguez che ha detto di non riuscire a vedere da quella parte e all'arbitro Kenny Bayless non è rimasto altro che dichiarare concluso il match alla fine dell'8° round. Pedraza è ancora un uomo che solo grandi talenti del ring possono battere, come è già accaduto. Prendere nota.




