Nella gradevole serata pugilistica organizzata al Campo Scuola (circa 400 spettatori, all’aperto) da Massimiliano Duran, i “tre moschettieri” della Padana brillano e adesso si aprono per loro interessanti prospettive. Preoccupa, però, il doloroso infortunio alla mano destra (già operata due volte) del superleggero Zagatti.
di Maurizio Roveri
I “tre moschettieri” della Pugilistica Padana, saliti ieri sera sul ring del Campo Scuola di Ferrara, hanno vinto e convinto.
Mattia Musacchi, Daniele Zagatti e Emanuele Venturelli, accompagnati nelle loro prestazioni dal calore, dalla passione di quattrocento tifosi sulle gradinate della struttura sportiva all’aperto di via Porta Catena, hanno dato a Massimiliano Duran le risposte che il maestro e organizzatore della Padana voleva appunto ricevere. In una serata professionistica programmata sugli 8 round (la prima volta per Zagatti, Venturelli e Musacchi in combattimenti su quella distanza). Che è un passaggio fondamentale per potersi guadagnare la qualifica a sfidanti ufficiali, o co-sfidanti. In proiezione dei match per cintura tricolore: dei pesi massimi (la categoria di Venturelli), dei piuma (la categoria di Musacchi) e dei superleggeri (quella di Zagatti).
“Verso i titoli italiani”. E’ lo slogan che contrassegnava la serata pugilistica proposta da Momo Duran.
Indicazioni decisamente positive, sul piano dell’espressione tecnica e della solidità mentale, per i tre Professionisti emergenti della Pugilistica Padana. Contro avversari impegnativi, che si sono battuti valorosamente cercando di proporre ostacoli sul percorso dei pugili di casa.

Mattia Musacchi
Il successo per knock out realizzato da un Mattia Musacchi attivo e concreto ha fatto effetto. Il ferrarese soprannominato “The Mexican” (è il nickname che in palestra gli hanno attribuito Momo Duran e Venturelli…) ha vinto prima del limite al suo diciassettesimo combattimento da Pro. Non c’era mai riuscito in precedenza, ma forse non l’aveva neanche mai cercato in passato un successo prima del limite. Al suo inconfondibile stile e all’elegante boxe di rimessa, Musacchi - pugile ora veramente maturo per obiettivi importanti - ha aggiunto un cambio di ritmo e di convinzione in fase offensiva. Magistrale quei montanti (a conclusione di combinazioni di colpi) con i quali ha inginocchiato il rumeno Stefan Nicolae per due volte: dapprima il know down al terzo round e poi l’episodio definitivo a 1’28” della quarta ripresa con un perfetto destro corto al volto che ha spento le lampadine all’avversario. Il ventottenne pugile di Bucarest, dignitoso collaudatore che si è fatto apprezzare combattendo in diversi angoli della Spagna e del Regno Unito, è rimasto dolorante inginocchiato. Non in grado di tirarsi su.
Meritati gli applausi della gente e i complimenti degli addetti ai lavori per questa brillante prestazione di Musacchi. Che all’età di 30 anni è ora pugile nel pieno della maturità tecnica, fisica e psicologica. E’ in atto un cambiamento, un salto di qualità, proprio sotto l’aspetto della convinzione, delle certezze. Della concretezza.
Racconta, Mattia. “Sto lavorando proprio su questi aspetti, in palestra, con il mio allenatore Massimiliano Duran. Per integrare il mio pugilato naturale, che è un pugilato di rimessa, fatto di spostamenti, schivate, scelta di tempo, non farmi trovare dal’avversario, con un’azione più intensa, più solida e continua a livello d’attacco. Per diventare, appunto, più concreto. Qualcosa si è visto in questo match contro Stefan Nicolae. Sto lavorando in questa direzione con Massimiliano. Tengo quello che di buono ho fatto fino ad ora nella mia carriera e cerco di aggiungere cose che in passato mi venivano con minore naturalezza. Il titolo italiano? Spero. Aspetto che arrivi quel giorno. Non mi faccio assalire dalla frenesia. Nel pugilato, fino a quando non viene fissata una data precisa, non c’è niente di sicuro. Frattanto, continuerò a lavorare in palestra per dare alla mia boxe una dimensione più ampia. Più concreta”.

"El Loco" Venturelli, l'arbitro Quartarone e Sergio Romano dopo il verdetto
Emanuele “El Loco” Venturelli, nel match che gli serviva per il passaggio da Pro Seconda Serie a Prima Serie, ha affrontato Sergio Romano in un match che fra qualche buffa e spassosa esclamazione dei due colossi, e le malizie dell’esperto pugile campano e un po’ di impaccio iniziale da parte del loianese nell’evitare che l’avo versarlo gli si appoggiasse addosso o lo chiudesse alle corde, è arrivato neanche a metà degli otto round previsti. Prima della conclusione della quarta ripresa l’arbitro internazionale Giuseppe Quartarone (grande referee, 112 match internazionali arbitrati, fra titoli Mondiali ed Europei) ha valutato la ferita di Sergio Romano e ha ritenuto giusto sospendere lì il match. Tecnicamente si tratta di verdetto ai punti per ferita accidentale.
Venturelli era in vantaggio e stava - dalla ripresa precedente - intensificando l’azione. Scaricando pugni ai fianchi di Romano.
Sesto match vinto su sei. Imbattibilità mantenuto per il ragazzone allenato da Massimiliano Duran.
Però Emanuele non è soddisfatto. Voleva essere più brillante. Vorrebbe trovare avversari contro i quali poter esprimere il suo pugilato.
Racconta: “ Non sono contento della prestazione. Quando incontro questi pugili pieni di malizie, che mettono in pratica tutti le armi del mestiere, spingono, trattengono, ti bloccano alle corde, vengono avanti con la testa e non ti lasciano boxare, io fatico a mostrare il mio vero pugilato. Che non è questo. Chi mi vede fare i guanti in palestra lo sa. Il pugilato che insegnano a me, e che io voglio far vedere alla gente, non è questo. Comunque, già nel corso del secondo round avevo cominciato ad intensificare la mia azione portando in particolare due buoni montanti destri . Ho continuato a dare sostanza alla mia azione, seppure non in maniera continua, nel terzo round. Nel quarto ero intenzionato a metterlo giù, mi sembrava già affaticato. Non avrebbe retto. Poi l’arbitro ha deciso di sospendere il match. Per la ferita in sé, poteva anche farlo andare avanti ma per il contesto, per com’era ormai la situazione, ha fatto bene così. Romano aveva già preso dei colpi duri, soprattutto nel terzo round”.
“Diventerò sfidante ufficiale per il titolo italiano dei massimi? Eh sì, adesso spero proprio di sì. Sono imbattuto, ho fatto quest’incontro che era programmato sulla distanza delle 8 riprese, ho sconfitto Sergio Romano che in carriera ha sostenuto tre match per il campionato d’Italia, insomma tutto ciò che serviva per ottenere questa qualifica adesso c’è. Mi sembra d’avere i requisiti per ottenere il ruolo di sfidante ufficiale. Io sono a posto. Datemi questa soddisfazione! Noto che il pugile designato come sfidante ufficiale per il campionato d’Italia, Iannucci, è da due anni e mezzo che non vince un incontro… Io chiedo di avere l’opportunità di farlo, il titolo italiano. Credo di meritare questa possibilità. Tutta la fatica, tutto il lavoro in palestra, tutti i sacrifici di questi anni, li ho fatti per poter arrivare a battermi per il campionato d’Italia. Lo stimolo forte che mi ha accompagnato e sorretto, cominciando a fare la boxe in età adulta, nel 2017 a a 27 anni, è per questo obiettivo. Che è nei miei pensieri, e in quelli di Massimiliano Duran il mio maestro, fin dall’inizio di quest’avventura. Sono pronto ad affrontare chiunque, pur di diventare Campione d’Italia. Sia nei massimi, categoria nella quale ho cominciato la mia carriera regalando chili ad ogni avversario, sia nei massimi leggeri se sceglierò un giorno, più avanti, di passare nella categoria di peso inferiore. Che in realtà è la mia naturale… Io infatti posso tranquillissimamente salire sul ring a 90 chili, senza diete drastiche o tagli del peso o cose di questo tipo, che non mi appartengono. E’ il mio peso-forma. Il sogno è di farli entrambi, questi titoli italiani. L’obiettivo più immediato è quello dei massimi. E poi… dare l’assalto alla categoria dei cruiserweight, dove posso far valere l’’allungo, la prestanza fisica”.

Il dolore di Daniele Zagatti accudito dal tecnico Nico Bonazza
Daniele “Zago” Zagatti stava producendo un combattimento sostanzioso, intenso, solido, impegnativo, contro un avversario giovane - il diciannovenne albanese Kristi Zeka - che evidentemente era arrivato a Ferrara non certo con lo spirito del collaudatore bensì come pugile in cerca di un poco di gloria. Con la voglia di sorprendere. Tre match soltanto alle spalle. Il ragazzo di Pogradec ha fatto un combattimento vero. Non limitandosi a controllare gli attacchi, ordinati e precisi, di un concentratissimo Zagatti. Il giovane albanese ha anche saputo reagire, piazzando ogni tanto qualche zampata improvvisa e pesante. Match per niente semplice, complesso da interpretare. Match che Daniele ha comunque comandato e vinto bene ai punti. Però…
Però l’infortunio alla mano destra nell’ottavo e ultimo round lo ha fatto maledettamente soffrire. Ed è stata una ripresa vissuta con il fiato sospeso in gola al suo angolo (Nico Bonazza il suo allenatore, Massimiliano Duran, Romano Becchetti) e dal pubblico presente.
Con la mano dolorante, praticamente nell’impossibilità di difendersi, Zagatti è stato anche colpito duro e ha accusato. Mancavano circa due minuti al termine. Che sono sembrati eterni. L’ottima preparazione e l’orgoglio hanno permesso a “Zago”, quasi piegato dal dolore, di concludere senza danni un combattimento che già non era semplice e che si è improvvisamente complicato nel round conclusivo.
Resta la vittoria limpida, a conferma delle qualità del superleggero ferrarese.
Ma è la mano a far paura. A caricare di tanti interrogativi e di inquietudine il domani del bravo pugile della Padana.
Quella mano destra che nel 2020 era stata operata due volte. Alle nocche, allora. Adesso il trauma è al metacarpo. Nei prossimi giorni si saprà di più.
La gradevole serata pugilistica a ferrarese all’aperto è stata accompagnata dalla voce e dalla competenza di Marco Marchino, bravissimo ed elegante ring announcer, e anche di più con quella sua speciale sensibilità nel coinvolgere il pubblico. Spiegando, facendo entrare la gente fra le pieghe dell’evento. Il tutto con chiarezza, con passione e competenza. Senza bisogno di urlare o di enfatizzare.
RISULTATI
DILETTANTI
Kg 69: Giacomo Mistroni (Pugilistica Padana Ferrara) batte Francesco Gottardo (Boxe Cavarzere) ai punti.
Kg 60 femminile: Ilaria Sinigaglia (Padana Ferrara) batte Arianna Tonello (Boxe Cavarzere) ai punti.
Kg 91: Adam Rassifi (Olmedo Boxe Tricolore Reggio Emilia) batte Antonio Di Giovanni (Ravenna Boxe) ai punti.
PROFESSIONISTI
Pesi piuma: Mattia Musicchi (Ferrara) batte Stefan Nicolae (Bucarest, Romania) per KO al quarto round.
Pesi superleggeri: Daniele Zagatti (Ferrara) batte Kristi Zeka (Progradec , Albania) ai punti in 8 round.
Pesi massimi: Emanuele Venturelli (Loiano) batte Sergio Romano (Piedimonte Matese) per decisione tecnica (match fermato dall’arbitro per ferita accidentale al quarto round.



