Come era logico e prevedibile dopo la pesante sconfitta per kot alla quarta dello scorso marzo contro Dillian Whyte, all’età di 41 anni, dopo aver vinto tutto quanto era possibile vincere sia da dilettante che da professionista, il russo Alexander Povetkin (36-3-1) ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica.
Da dilettante Povetkin raggiunse l’apice della carriera conquistando la medaglia d’oro ai giochi olimpici di Atene 2004, dopo aver vinto il titolo mondiale nel 2003 e quello europeo nel 2002 e nel 2004.
Il campione russo è stato l’autentica bestia nera di Roberto Cammarelle che sconfisse in tre occasioni su tre incontri disputati, compresa la semifinale di Atene 2004.
Inevitabile il suo successivo passaggio al professionismo che avvenne nel 2005 sotto la tutela organizzativa della potente compagnia tedesca della Sauerland Event.

Nel 2011 ad Erfurt conquistò la versione WBA del titolo mondiale battendo ai punti l’uzbeko Ruslan Chagaev, titolo che difese in quattro occasioni.
Nel 2013 fallisce l’esame di laurea venendo nettamente sconfitto ai punti a Mosca dal campionissimo ucraino Wladimir Klitschko, super campione WBA nonché campione IBF e WBO.
Nel 2018 gli venne offerta l’occasione di combattere nuovamente per il titolo mondiale venendo però sconfitto in sette riprese a Wembley da Anthony Joshua.
L’ultima zampata del campione arrivó nell’agosto 2020 quando conquistò la cintura “ad interim” WBC battendo per KO alla quinta ripresa a Brentwood il giamaicano naturalizzato inglese Dillian Whyte che si prenderà la rivincita a marzo 2021.
È doveroso ricordare che la carriera di Povetkin è stata macchiata da due positività (2016 e 2017) ai controlli anti doping per assunzione di steroidi anabolizzanti.
Max



