di Gualtiero Becchetti

Stasera a Parigi, sul ring del Rolland Garros, un tempio del tennis dove nel 1971 si disputò l'indimenticabile europeo dei medi tra il nostro Carlo Duran e la "stella" transalpina Jean-Claude Bouttier, avrà luogo un'interessante manifestazione con tre titoli in palio.
Per il vacante campionato continentale dei mediomassimi, il 36enne mancino russo da anni residente ad Amburgo, Igor Mikhalkin (24-2-0: 11 ko) cercherà di avere la meglio sull'altrettanto mancino 32enne Mathieu Bauderlique (20-1-0; 11 ko), di Calais, vale a dire non lontano dalla capitale francese e quindi con qualche probabile vantaggio derivante dal "fattore campo".
Mikhalkin si é già cimentato senza fortuna per la cintura iridata Wbo nel 2018 contro il connazionale Sergey Kovalev, tra le corde del Madison Square Garden di New York, ma non gli andò bene perché fu costretto alla resa per una ferita all'occhio destro che, alla settima ripresa gli risparmiò una ben più dura e ormai imminente conclusione. Ed é stata questa l'unica sconfitta subita un carriera.
Bauderligue, dal canto suo, ha egualmente solo un segno meno nel curriculum, impostogli davanti ai propri tifosi dal nostro romeno di Lastra a Signa, Dragan Lepei, che nel 2017 lo batté per kot al 2° round dopo averlo atterrato con un largo gancio destro alla mascella.
I due protagonisti non possono annoverarsi di certo nella schiera dei grandi talenti e per motivi anagrafici é quasi impossibile che possano ancora elevarsi dai livelli raggiunti, comunque è legittimo attendersi una sfida emozionante e serrata, il cui esito incerto potrebbe anche giungere prima dell'ultimo gong.
Sarà quindi la volta del 30enne talentuoso senegalese residente nei dintorni di Parigi, l'imbattuto Souleymane Cissokho (13-0-0; 8 ko), a dovere dimostrare di essere finalmente pronto per importanti traguardi. Con in palio la cintura Interc.le Wba dei superwelter, conquistata ai punti nello scorso maggio negli Stati Uniti e con notevole fatica ai danni del tutt'altro che disprezzabile Kieron Conway, affronterà il russo Ismail Iliev (13-2-1; 3 ko), superato soltanto ai punti dal ben più quotato connazionale Magomed Kurbanov e dallo statunitense Patrick Day. Risultati che, se ne sottolineano i limiti, ne certificano però anche la solidità. Cissokho possiede davvero ottime qualità e tra poche ore dovrà dimostrare che sono finalmente giunte a fioritura.
La medaglia d'oro olimpica di Rio de Janeiro 2006, il 29enne massimo di 202 centimetri d'altezza Tony Yoka (10-0-0; 8 ko) cercherà di conservare integro il proprio record dinanzi all'egualmente imbattuto croato Peter Milas (15-0-0; 11 ko), 194 centimetri, il quale in verità ha incontrato sinora pugili di nessuna rilevanza o ampiamente "finiti" come Francesco Pianeta e Kevin Johnson. Yoka ha detto in conferenza stampa di volersi cimentare al più presto con Joe Joyce, Joseph Parker, Dillian Whyte, Dereck Chisora...Ottimo intento, però alle parole dovranno seguire i fatti. Sono passati oltre cinque anni dall'oro di Rio. A lui e al suo team scegliere se proseguire ancora, a quasi trent'anni, sulla via dell' "eterna speranza" o cominciare a misurarsi con rivali di comprovato valore.
Infine, per la terza cintura internazionale in palio, quella Asiatica Wbc dei massimi, l'invitto 26enne ucraino di Kiev ora residente in Germania. Vladyslav Sirenko (17-0-0; 14 ko), protagonista di ripetuti successi per ko sui ring di varie parti del mondo, se la vedrà con il "vecchio" russo Aleksandr Ustinov (36-4-1; 27 ko), un 44enne che 11 anni orsono battè ai punti anche il nostro Paolone Vidoz ormai sul viale del tramonto. Aveva lasciato ben sperare nei primi anni di carriera, ma poi sono emersi i suoi limiti e oggi, in età ormai da pantofole, conserva orgoglio, mestiere, un colpo forte ma sempre più lento, per cui, se Sirenko vale quanto si dice, si prospetta per lui una serata davvero poco tranquilla.



