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Stevenson domina Herring per 9 round e mezzo, fino alo stop dell'arbitro

 

Match senza storia ad Atlanta

Non sono belli da vedere match come quello fra Shakur Stevenson e Jamel Herring che si è svolto stanotte ad Atlanta. Non sono belli perché dopo 30 secondo si capisce già come andrà a finire e l'unico dubbio consiste nel capire se l'incontro va fino in fondo o se ci sarà una soluzione prima del limite. In questo caso l'arbitro Mark Nelson, ottimo, ha deciso al 10° round che l'esecuzione a cui era sottoposto il 35enne Herring non dovesse continuare, con il coraggioso marine sanguinante da un taglio sopra l'occhio destro, un crescente gonfiore sul sinistro e soprattutto senza nessuna chance di vincere.

Tempismo perfetto quello dell'arbitro con intervento avvenuto pochi secondi dopo che il medico aveva autorizzato la prosecuzione del match. Il medico non aveva probabilmente torto dal punto di vista puramente clinico ma la valutazione pugilistica spettava all'arbitro che ha fatto ciò che doveva.

Sono bastati appunto solo 30 secondi per capire come il jab destro di Herring non servisse a nulla contro il tempismo, la mobilità, la velocità di Shakur Stevenson. Certo c'entrava anche la grande differenza di età dato che Stevenson ha 24 anni ma soprattutto c'era un divario di qualità pugilistica. I giudici hanno assegnato tutti i 9 round combattuti per intero al mancino del New Jersey in questo scontro fra mancini. Si può discutere sul 5° e sull'8° round dove Herring è riuscito spesso a combattere corpo a corpo, unica tattica rimastagli, e a piazzare qualche stretto montante ma è questa probabilmente una benevola valutazione verso un pugile la cui inferiorità era del tutto evidente.

Vi sono stati momenti in cui i ganci al volto e il lavoro sotto e sopra di Stevenson dalla media distanza hanno fatto presagire una conclusione prima del limite per K.O. ma in realtà Herring, che dei marine ha la resistenza e il carattere, ha barcollato solo al 6° round su un gancio destro che non ha visto arrivare.

Ma farlo proseguire oltre avrebbe probabilmente portato a quel tipo di soluzione. Se Shakur Stevenson cercava una prestazione che lo riportasse al centro dell'attenzione l'ha trovata mentre per Herring questo è invece l'antipasto di fine carriera. Il titolo di sigla WBO dei pesi superpiuma passa quindi di mano.

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