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Ugas: “Combatto contro il governo del mio paese, figuriamoci se mi spaventa la WBA”.

Yordenis Ugás (27-4), super campione dei pesi welter WBA, non riesce ancora a capire perché deve essere costretto a prendere parte a un mini torneo che definisca un unico titolare della categoria pesi welter.
Il campione cubano sente, giustamente, di essere il legittimo proprietario della cintura 
conquistata a fronte di enormi sacrifici, e vorrebbe così concentrarsi su avversari che considera livello superiore.
Nei giorni scorsi la WBA ha negato una richiesta presentata da Ugás e dal suo team per un'eccezione ad una delibera che gli impone di affrontare il lituano Eimantas Stanionis (13-0), n. 1 della classifica.
Come noto l’ente presieduto da Gilberto Mendoza da alcuni mesi, dopo anni di completa anarchia, ha intrapreso la politica della riduzione delle cinture, facendo appello a regolamenti che in precedenza sembravano inesistenti, che Ugás ritiene arbitrari e che, oltretutto, rovinano un possibile incontro unificatorio contro Errol Spence, campione WBC e IBF.
Sulla base di queste premesse Ugas ha concesso una intervista a Jorge Ebro del “Nuevo Herald”, che qui riportiamo, nella quale espone le sue (giuste) ragioni.
 aaUGAS
Yordenis come spieghi quello che sta succedendo?
"La WBA, in un atto privo di significato, mi vuole  obbligare a partecipare ad un torneo per definire un solo campione. Tutto questo è irrispettoso. Sono il super campione. Ho già battuto Jamal James, attuale campione regolare. Ho appena sconfitto Manny Pacquiao. La decisione della WBA non ha senso. Che facciano lo stesso per tutte le divisioni di peso. Nella storia nessun “super campione” ha dovuto affrontare una difesa obbligatoria”
È vero che c'era un piano per affrontare Errol Spence?
"Sì, è così. Avevamo firmato un contratto per febbraio 2020. L'abbiamo firmato di nuovo per febbraio 2022, per unificare tre titoli, con la possibilità poi di affrontare il vincitore tra Terence Crawford e Shawn Porter (20 novembre a Las Vegas)”.
Penso che gli appassionati preferirebbero vederti combattere contro Spence piuttosto che contro Stanionis.
"Un match con Stanionis non avrebbe alcun senso. Il lituano è un combattente che è miracolosamente arrivato al posto n. 1 del ranking dopo solo 13 incontri disputati. La sua vittoria più significativa è stata contro Thomas Dulorme, che io sconfissi anni fa. Lo rispetto come pugile come rispetto tutti i combattenti, perché rischiamo la salute e la vita sul ring. Ma è un pugile che, a mio parere, è stato inserito così in alto in classifica per mettere solo i bastoni tra le ruote ad uno dei combattimenti più attesi del 2022”.
La risoluzione della WBA è chiara: o combatti contro Stanionis o rischi di perdere la cintura.
"Questo è un punto molto delicato. Alcuni pugili vincono un titolo con facilità. Io invece ho dovuto aspettare un decennio prima di vincere il mio. Perderlo così mi darebbe fastidio”.
Alla fine, gli appassionati vorrebbero vedere combattimenti di rilievo.
"Spence e io avremmo una grande lotta. Spence è uno dei preferiti dal pubblico, ma tutti sanno che sono un buon combattente, un guerriero, che lascia tutto sul ring”.
Non sei contrario al mini torneo, ma solo al fatto che tu sia incluso in esso.
"Sono un campione legittimo. Pacquiao non combatteva da anni al momento che venni designato super campione. Voleva combattere con Spence e con Conor McGregor ma alla fine ha affrontato me, e in quel match ho dimostrato di essere un campione vero”.
Spence tornerà a novembre.
"Sì, gli hanno già dato il via libera per allenarsi. Il mio team ha inviato alla WBA tutti i documenti per avere un permesso speciale per affrontarlo. È arrivata però la delibera che mi impone di affrontare Stanionis e lì mi sono reso conto che qualcosa non andava, come se la decisione fosse già stata presa. Gilberto Mendoza è un uomo senza parola e senza onore.
Perché? 
"Lo confermo il Presidente della WBA è un uomo senza parola e senza onore, lo dico ora e lo dirò ogni volta che ne lo chiederanno.
Tempo fa al telefono mi disse che avrebbe avuto piacere di vedermi combattere contro i migliori. Se avessi combattuto ancora contro Pacquiao o contro Spence mi garantì che non mi avrebbero imposto nessuna difesa obbligatoria. Da quel momento Mendoza non risponde più ai miei messaggi e quando sono andato a trovarlo in Colombia non mi ha ricevuto”.
Se non avrai scelta, dovrai affrontare Stanionis?
"È molto difficile che io lo affronti. Quasi certamente non combatterò contro di lui.
Vedremo poi cosa succederà. Tutti mi conoscono, sono un combattente umile e rispettoso. Non ho paura di nessuno, sono un guerriero. Sono un nemico pubblico per il paese in cui sono nato. Non posso andare a trovare la mia famiglia perché sono dalla parte della verità, dei diritti del popolo cubano. Figuriamoci se ho paura di battermi per qualcosa di personale. Questa sarà una battaglia che combatterò e non sarà facile per la WBA spuntarla”.
Max 

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