La boxe italiana, a livello europeo ha fatto un ulteriore anche se leggero passo indietro nei risultati conseguiti e da conseguire rispetto agli due ultimi anni. I professionisti di casa nostra chiudono la stagione con il solo titolo EBU dei pesi medi di Matteo Signani, uno sfidante ufficiale nei cruiser con Fabio Turchi, un cosfidante nei leggeri con Gianluca Ceglia e un n.1 nel ranking dei supergallo, con Luca Rigoldi .

E per fortuna che il “Giaguaro” Signani, classe 1979, è stato capace di conquistare il titolo nel 2019, difenderlo in Francia nel 2021 e riconfermarsi in Novembre, altrimenti la nostra boxe avrebbe toccato lo zero assoluto. A livello europeo, tra le nazioni che hanno una storia sportiva importante, siamo tra le meno quotate e tra quelle a cui si prospetta un futuro incerto. Gli organizzatori professionisti sono pochissimi, i manager e i match-maker una razza quai estinta , gli investimenti , e gli incentivi e soprattutto i progetti a favore del professionismo da parte della FPI sono pochi e inefficaci perchè manca la valorizzazione dell’attività sportiva. Anche nelle Classifiche di merito EBU risulta evidente la mancanza di elementi da cui aspettarsi risultati lungimiranti
Anche nella classifiche di merito continentali i professionisti italiani non brillano troppo. Tra i primi dieci classificati nelle rispettive categoria di peso risultano :
Simone Federici sesto nei cruiser
Daniele Scardina quinto nei supermedi
Emiliano Marsini settimo nei leggeri
Devis Boschiero ottavo nei leggeri
Mauro Forte quarto nei piuma
Francesco Grandelli sesto nei piuma
Luca Rigoldi primo nei supergallo
Alessio Lorusso quarto nei gallo
Francesco Barotti terzo nei mosca.
Un deserto...



