Ennesima puntata dell’oramai stancante telenovela del mondiale massimi versione WBA, che dovrebbe mettere di fronte allo statunitense Trevor Bryan 21-0), attuale detentore del titolo “regolare”, il tedesco di origini siriane Mahmoud Charr (32-4).
Secondo le ultime indiscrezioni sembra che il match, fissato per il 29 a Warren nell’Ohio, non verrà disputato.
La WBA ha infatti destituito Charr dallo status di campione “in recesso” in quanto non sarebbe stato in grado di produrre, entro il 29 dicembre, il visto P1, documento necessario agli sportivi per entrare negli Stati Uniti e partecipare ad un evento internazionale.
Da quanto trapela la riunione del 29 gennaio nell’Ohio, organizzata da Don King, nel cui programma figura anche il mondiale massimi leggeri WBC Makabu-Mchunu, dovrebbe andare comunque in scena come previsto.
Ad affrontare Bryan al posto di Charr sarà il semi sconosciuto Jonathan Guidry (17-0-2), n. 13 della classifica, anche lui uomo di King, che era previsto combattesse già nel sotto clou della riunione.
Dopodiché la WBA ordinerà al vincitore del match di affrontare l’inglese Daniel Dubois (17-1), n. 1 della classifica.
Una decisione controversa quella presa dalla WBA, che si porterà dietro strascichi che potrebbero sfociare in una causa legale.
Charr nel corso di un intervista rilasciata a Boxingscene ha denunciato la sua impossibilità a produrre il visto P1 senza avere in mano il contratto firmato per il match mondiale, che Don King si è guardato bene da fargli avere.
Come noto il 90enne impresario si era aggiudicato la gara d’asta con un offerta di 1 milione di $, oltretutto non versando ancora il 25 % previsto dal vigente regolamento della WBA a titolo di deposito cauzionale.
Visto che l’ente presieduto da Gilberto Mendoza si è per l’ennesima volta schierato sfacciatamente dalla parte di Don King, a Charr non resterà altro che adire alle vie legali.
Max



