Due giorni fà la suprema corte dello stato dell'Iran ha condannato a morte un pugile dilettante abbastanza noto essendo stato due anni fa campione di Mashhad una città di 3 milioni di abitanti in una zona nel nord est del paese . . Mohammad Javad Vafaei-Sani è attualmente detenuto nelle carceri della sua città dove lo ha raggiunto la sentenza del tribunale che lo aveva imprigionato per aver preso parte a proteste popolari del 2019 le quali sfociarono in incendi dolosi e danneggiamenti di edifici governativi-

Arrestato a febbraio 2020 Il pugile 26enne secondo quanto afferma l'ONG Iran Human Rights (Iran Human Rights, IHR), con sede in Norvegia è stato a lungo torturato e costretto a sottoscrivere un'ammissione della propria colpa- .
Il suo avvocato, Babak Paknia, ha confermato tutto su Twitter e ha annunciato la sua intenzione di ricorrere in appello alla Corte Suprema. Il Consiglio nazionale della Resistenza iraniana (NCRI), l'ala politica dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (MEK), entrambi banditi in Iran, ha affermato che Vafaei-Sani è stato accusato anche di sobillazione.
Si profila dunque un destino simile a quello del wrestler Navid Afkari, 27 anni, che è stato impiccato nel settembre 2020 nonostante le proteste internazionali e gli appelli a bandire l'Iran dagli eventi sportivi. Afkari, che aveva vinto gare di livello nazionale è stato stato giustiziato per un omicidio le cui prove non sono mai state rese note , ma è bastato, sotto tortura, firmare l'atto di admission of wrongdoing per mandarlo al patibolo .L'Iran giustizia più persone ogni anno di qualsiasi altra nazione tranne la Cina.



