
Sarà probabilmente Ksenija Medic, ventiquattrenne serba nativa di Novi Sad, l’avversaria di Pamela Malvina Noutcho la sera del 27 maggio per il debutto Professionistico della superleggera della Bolognina Boxe. Debutto che era “saltato” la settimana scorsa poiché la inglese Louie Moody s’era presentata a Bologna da… peso medio, circa una dozzina di chili in più rispetto al contratto firmato. Inevitabilmente, non stato possibile mettere in scena il combattimento.
La Bolognina Boxe, che comunque aveva presentato venerdì scorso una appassionante serata dilettantistica, coinvolgendo un bel pubblico (quasi 500 spettatori negli spazi all’aperto di Ex Centrale), si è messa immediatamente al lavoro. Programmando un’altra serata pugilistica, che andrà in scena alla “Corte Tre” di via Nicolò Dall’Arca. Sempre a Bologna. E sarà finalmente la sera dell’esordio Pro di Pamela.
Ad incrociare i guantoni con la pugilessa-infermiera bolognese sarà Ksenija Medic, affidabile collaudatrice, che ha combattuto sabato scorso al Palaboxe Aurelio Santoro di Roma in occasione del debutto professionistica della romana Alessia Vitanza. In un match sulla distanza delle 6 riprese, vinto dalla Vitanza.
Sono quattro attualmente le superleggere professoniste in Italia: la fiorentina Martina Righi, la bolognese Pamela Noutcho e la romana Alessia Vitanza. Oltre alla veneta Silvia Bortot, ex-campionessa d’Europa.
Ksenija Medic è già salita sul ring 28 volte da Professionista (e dunque è evidente la maggiore esperienza rispetto a Pamela Noutcho, la quale ha 30 match alle spalle ma da Dilettante). Tuttavia, Alessandro Danè il maestro della Bolognina Boxe e il direttore sportivo Franco Palmieri accettano questo “rischio”. Ben conoscendo ovviamente le caratteristiche mentali e tecniche della loro pugilessa. Pamela Noutcho - ricordiamo - è stata campionessa d’Italia agli Assoluti Dilettanti 2020 e finalista anche nell’edizione successiva (titolo conquistato dalla brava piemontese Arianna Raffaella Cornio, della asd Manno Boxing Club.
Frattanto, la Bolognina Boxe è intensamente impegnata per cercare di superare un perfido contrattempo. Sarà di vitale importanza poter risolvere in maniera felice il problema capitato fra capo e collo alla Società pugilistica bolognese. La Bolognina Boxe, infatti, sarà costretta ad emigrare ancora. Per la seconda volta in due due anni. Non trova pace. Dopo che il contratto della palestra di via Gandusio non era stato rinnovato, aveva preso in affitto il locale di via del Lavoro: ex-uffici che, con tanto lavoro e una grandissima passione, la Bolognina Boxe aveva saputo trasformare in una linda gradevole palestra. Sede e palestra. Tutto bene organizzato. E tanti tesserati, fra amatori, agonisti e attività giovanile. Società pugilistica molto attiva, sia a livello sportivo sia sul sociale. Ma… sul più bello ecco che deve cercarsi un’altra Casa. E lasciare la palestra che con immenso amore aveva allestito laddove vi erano degli uffici. La Bolognina Boxe è al piano terra di uno stabile. Sopra vi sono appartamenti abitati da famiglie. Da un recente controllo effettuato dall’ARPAE, il rumore degli attrezzi per la boxe sfora di 6 decibel. Un ulteriore lavoro di insonorizzazione (qualcosa era già stato fatto, ma evidentemente non è stato sufficiente) andrebbero a “pesare” in maniera eccessiva sull’economia della piccola società pugilistica. Che a metà giugno dovrebbe andarsene via.
Ricerche e trattative sono già freneticamente avviate.
Il sogno della Bolognina Boxe sarebbe quello di poter tornare nel territorio dal quale ha preso il nome: vale a dire il rione della Bolognina.
E allora credo che sarebbe molto interessante se la Asd condotta da Alessandro Danè e da Franco Palmieri potesse trovare casa, tranquillamente, all’interno dell’Ippodromo di Bologna. All’Arcoveggio.
Credo che sarebbe perfetto.



