
L’incontro che andiamo a proporvi e del quale ricorre oggi il ventinovesimo
anniversario è un match andato in scena l’8 Maggio 1993 al Thomas & Mack
Center di Las Vegas all’interno di una memorabile serata di gala allestita da
Don King e con pochi precedenti nella storia. Basti pensare che solo per
iniziare a scaldare il pubblico vennero scomodati pugili del calibro di Oba
Carr, Meldrick Taylor ed Hector Camacho che in qualsiasi altro evento ne
avrebbero tranquillamente rappresentato il match clou, mentre quella notte
fecero da antipasto non solo alle due sfide iridate che videro Julio Cesar
Chavez e Lennox Lewis impegnati a difendere rispettivamente le cinture
WBC dei Superleggeri e dei Massimi dagli assalti di Terence Alli e Tony
Tucker ma soprattutto al faccia a faccia tra due dei più terrificanti picchiatori
degli ultimi anni, Julian Jackson e Gerald McClellan. 43 Ko’s su 47 incontri
disputati per il primo, percentuali non da meno per i secondo, capace di
vincerne prima del limite 25 su 29.

Julian “The Hawk” Jackson, 32 anni, (46-1-0, 43 Ko’s), era il campione in
carica dei pesi Medi WBC da due anni e mezzo, più precisamente da quando
il 24 Novembre 1990 in terra di Spagna aveva conquistato la vacante cintura
contro il quotatissimo picchiatore inglese Herol Graham, spedito al tappeto
con un devastante e drammatico knockout al quarto round. Per il pugile
originario delle Isole Vergini questa era per altro la seconda cintura iridata
conquistata dopo che nel triennio precedente aveva letteralmente dominato la
categoria dei Superwelters (WBA) sovrastando tra gli altri anche un campione
del calibro di Terry “Terrible” Norris, spedito nel mondo dei sogni in soli due
rounds. L’unica sconfitta di un carriera iniziata dodici anni prima Jackson
l’aveva patita nel 1986 al trentesimo incontro da professionista per mano di
un altro terrificante picchiatore, il giamaicano Mike McCallum, autentico
fenomeno che al tritolo nei guantoni abbinava un ottimo bagaglio tecnico ed
era dotato anche di una mascella di granito. L’allora imbattuto campione WBA
dei Superwelters impartì a Jackson una severa lezione respingendone
l’assalto per Kot dopo due riprese. Dall’anno seguente, conquistata la cintura
lasciata vacante da McCallum battendo il sudcoreano In Chul Baek (Kot2)
iniziò poi il suo regno.

Forse meno quotato ma certamente non meno pericoloso era l’imbattuto
statunitense Gerald “The G-Man” McClellan, 25 anni (27-2-0, 25 Ko’s),
altezza simile al campione sebbene dotato di un maggiore allungo il pugile di
Detroit era considerato dagli addetti ai lavori uno dei candidati più autorevoli a
rappresentare il filo conduttore di una categoria leggendaria ancora in cerca
del degno erede di Marvin Hagler. Dopo una carriera dilettantistica senza
particolari squilli, fatta eccezione per una finale dei Golden Gloves persa ai
punti, McClellan era sbarcato tra i professionisti tra i Medi nel 1988
inanellando dieci vittorie iniziali per Ko’s senza mai superare la seconda
ripresa, prima d’inciampare nel giro di tre mesi nelle uniche due sconfitte in
carriera, sebbene entrambe ai punti e di strettissima misura. In realtà il pugile
nato nell’Illinois finì per pagare una gestione manageriale a dir poco
approssimativa. Le dieci vittorie evidentemente avevavo illuso non tenendo
conto del valore degli avversari affrontati, tutti con record negativo. Ed invece
di alzare la posta per gradi McClellan venne catapultato ancora troppo acerbo
ad affrontare due pugili che registravano uno score di 11-2 e 12-3. Nei due
anni seguenti una conduzione più oculata e bilanciata se da una parte
abbassò lievemente le percentuali di Ko’s dall’altra contribuì ad una crescita
costante del giovane Gerald, che dopo altre dodici vittorie consecutive vide
schiudersi la possibilità di sfidare il leggendario picchiatore John “The Beast”
Mugabi, per la corona della meno prestigiosa WBO lasciata vacante
dall’inglese Chris Eubank. Sebbene dopo l’epico match contro il
“Meraviglioso” il pugile ugandese non era mai stato più lo stesso e le
quotazioni erano in ribasso fama e pericolosità sembravano inalterate e
certamente rinsaldate dalle tredici vittorie per Ko’s ottenute negli ultimi tre
anni a fronte di una sola, seppur bruciante, sconfitta contro Terry Norris. Ma
al di la di queste considerazioni McClellan seppe sgombrare il campo da ogni
dubbio per come ottenne il titolo. In un solo round, costringendo l’arbitro
Roberto Ramirez Sr ad interrompere l’incontro dopo il terzo atterramento.
Lasciata in seguito volontariamente la poco remunerativa cintura McClellan
nei diciotto mesi successivi registrò altre quattro agevoli vittorie prima del
limite senza titoli in palio per poi lanciare il suo guanto di sfida a Jackson.
Per la cronaca ieri, 7 Maggio, è stato anche l’anniversario del match di
rivincita tra i due, andato infatti in scena a distanza di un anno esatto il 7
Maggio 1994 al MgM di Las Vegas e del quale quindi vi proponiamo a
margine anche questo video. Ovviamante da guardare solo dopo aver
gustato il primo.
Roby Maddonini



