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È scomparso Boris Lagutin, oro a Tokyo 64 e a Mexico 68

 
 
 
Laguting russia
Il pugilato russo piange la scomparsa di uno dei suoi più gloriosi interpreti.
Ieri, all'età di 85 anni, è venuto a mancare Boris Nikolaevich Lagutin, medaglia d’oro ai giochi olimpici di Tokyo 64 e di Mexico 68, nonché due volte campione europeo (1961 e 1963) e sei volte campione dell’Unione Sovietica.
Nel 1959, a soli 19 anni, Lagutin vinse il suo primo campionato dell'URSS, successo che gli valse il diritto di rappresentare l’Unione Sovietica ai giochi  olimpici di Roma 60.
Da notare che parallelamente alla pratica del pugilato, Lagutin lavorava in una fabbrica d’armi, motivo per il quale gli fu vietato di viaggiare all'estero per il timore che la sua conoscenza di segreti militari potesse nuocere al suo paese.
Per la prestigiosa circostanza venne fatta un eccezione per permettergli di partecipare ai giochi romani.
Nonostante la giovane età e la scarsa esperienza internazionale il giovane sovietico arrivò a conquistare la medaglia di bronzo, battuto in semifinale di strettissima misura (2-3) dal favorito del torneo e vincitore poi della medaglia d’oro, lo statunitense Wilbert McClure. 
Fù quella la prima ed unica sconfitta di Lagutin in una competizione internazionale.
Dal 1961 al 1964, Boris vinse quattro campionati dell'URSS e due campionati europei (allora non c’era ancora il campionato mondiale), successi che fecero di lui il naturale favorito dei giochi di Tokyo 64 e che avevano creato intorno a lui un alone di invincibilità.
Lagutin rispettò il pronostico vincendo la medaglia d’oro superando in finale (4-1) il francese Joseph Gonzalez.
Il pugile francese non ha mai accettato quella sconfitta e pur passando professionista chiese al suo governo di organizzargli la rivincita.
Si svolse così un confronto senza precedenti ovvero la sfida tra un pugile professionista e un 
pugile dilettante in un combattimento ufficiale. Il nuovo status di "pro" non aiutò González che subì una seconda sconfitta per mano del campione sovietico.
Da notare che nel secondo turno del torneo olimpico Lagutin sconfisse per squalifica alla seconda ripresa l’argentino Jose Chirino, da professionista vincitore di Nino Benvenuti.
Dopo le Olimpiadi di Tokyo, Lagutin si pose un nuovo obiettivo extra sportivo ovvero ottenere una laurea in biologia.
Si rese subito conto che sarebbe stato complicato conciliare l’attività sportiva ad alti livelli con gli studi, motivo per il quale rallentò la sua presenza agli stage della squadra Sovietica e ai tornei internazionali, senza porsi obiettivi a lungo termine.
Il suo posto in nazionale venne preso dal talentoso russo Viktor Ageev, vincitore dei campionati europei del 65 e del 67.
Nel 1967, un anno prima delle Olimpiadi del 1968, Ageev e Lagutin si incontrarono nella finale delle Spartachiadi dando vita ad una sfida di altissimo livello. La vittoria venne assegnata al più giovane e promettente Ageev con un verdetto di strettissima misura (3-2).
Ageev avrebbe dovuto così rappresentare l’Unione Sovietica ai giochi di Mexico C. 68, ma un infortunio subito alla vigilia della rassegna olimpica lo costrinse al forfait.
A prendere il suo posto fu proprio Lagutin che tornò ad allenarsi con impegno e dedizione, presentandosi alla competizione in perfetta forma, anche se non veniva considerato come possibile vincitore della medaglia d’oro. 
Anche in questa occasione il 30enne Lagutin mise in mostra le sue qualità arrivando senza particolari problemi alla finale per l’oro dove si trovò di fronte il cubano Rolando Garbey, favorito dai pronostici della vigilia.
I primi due round videro il pugile cubano più attivo e più veloce del sovietico. La svolta nella terza ripresa quando un diretto destro di Lagutin atterrò Garbey che si rialzò prontamente, senza riuscire però a recuperare lo svantaggio.
Il verdetto unanime dei giudici (5-0) sancì il trionfo di Lagutin che conquistò così la sua seconda medaglia d’oro olimpica, impresa che verrà eguagliata negli anni successivi da Oleg Saitov e Alexei Tishchenko.
Subito dopo i giochi messicani Lagutin annuncio il suo ritiro dall’attività agonistica con lo strepitoso record di 287-11.
Negli anni successivi venne eletto Presidente della Federazione dell’URSS di pugilato.
Max 

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