Un esempio dal Regno Unito
Gli inglesi fondano associazioni per tutto. Conoscevo un inglese che era socio di un club che si occupava di targhe d'automobili, continuava ad annotare su un blocchetto numeri di targa! Ma certe associazioni dovrebbero esistere anche da noi. Stiamo parlando delle Associazioni di ex pugili di cui pullula il Regno Unito. Hanno tutte l'acronimo EBA (ex boxers association) preceduto dall'iniziale che identifica la città dove l'associazione ha sede e tiene le sue riunioni. Ogni settimana un articoletto su Boxing News parla delle attività che alcune EBA hanno fatto nell'ultimo periodo. Quali sono le attività di queste Associazioni? Incontri periodici, perlopiù mensili, con cena, una lotteria, incontri del passato o recenti proiettati su uno schermo, collette per beneficenza. Non è necessario essere o essere stati pugili per far parte di una EBA, basta essere appassionati o anche famigliari di pugili, allenatori ecc ecc. In tempi recenti l'EBA di Londra ha fatto una serata benefica per sostenere Herol Graham, l'ex peso medio che gli inglesi ritengono il loro miglior pugile che non sia mai riuscito a conquistare una cintura definita "mondiale". Graham, già avversario di Sumbu Kalambay che lo battè, soffre di problemi neurologici, manie suicide conseguenti a una carriera che avrebbe dovuto fermarsi prima. Era anche lui presente a quella manifestazione.
Molti ex pugili, citiamo ad esempio John Conteh, hanno anche cariche in queste associazioni, e sono comunque disponibili a incontrare appassionati e discutere con loro. Ma queste associazioni sono rivolte anche al presente e non al passato e pubblicano newsletter dedicate sia alle novità che ai ricordi di un tempo che fu. Ogni tanto qualche EBA chiude ma altre nascono ed è consolante pensare che la stragrande maggioranza di queste associazioni è sopravvissuta al Covid riprendendo regolarmente gli incontri e assistendo chi in questo periodo, come in altri, si sia trovato in difficoltà di salute.
Se una iniziativa di questo tipo prendesse piede anche in Italia sarebbe una gran cosa, ci permetterebbe di stare vicino ai nostri idoli e non li farebbe sentire dimenticati e soli, come troppo spesso accade.



