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29 Settembre 2001 :Bernard Hopkins vs Felix Trinidad, The Final

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29 Settembre 2001…Bernard Hopkins vs Felix Trinidad…The Final
Il 29 Settembre 2001 sul ring del Madison Square Garden di una New York
ancora sotto shock andò in scena l’atto finale di un torneo ad eliminazione
promosso da Don King sotto la regia della HBO volto a riunificare il
prestigioso titolo dei pesi Medi per poter decretare l’unico vero ed indiscusso
campione dai tempi del “Meraviglioso” Marvin Hagler. A questo torneo
newyorchese ad eliminazione parteciparono il campione della WBA William
Joppy (USA), quello della WBC Keith Holmes (USA), Bernard Hopkins per la
IBF e per finire il portoricano Felix Trinidad in qualità di bicampione dei
Superwelters (IBF e WBA). Nei mesi a seguire le semifinali videro quindi
Hopkins regolare ai punti Holmes mentre Trinidad si sbarazzò di Joppy in soli
cinque rounds. A quel punto mancava quindi la finale, per altro largamente
pronosticata fin dalla vigilia del torneo da parte dei bookmakers e da quasi
tutti gli addetti ai lavori. Il match originariamente avrebbe dovuto svolgersi il
15 Settembre ma a seguito delle note e tristi vicende dell’11 Settembre venne
quindi posticipato al 29. Trinidad malgrado fosse l’unico dei quattro pugili a
non essere campione tra i Medi salì sul ring da vera e propria stella
indiscussa, tanto che nella finale contro Hopkins non solo salì sul quadrato da
favorito quotato 2-1 ma intascò anche una borsa di ben 9 mln di dollari, di
gran lunga suoperiore ai 2,5 mln percepiti al suo avversario. Questo match
per altro generò di sole entrate in PPV ben 20,4 mln di dollari a fronte di
475.000 acquisti. Ovviamente per i pochi che ancora non conoscessero il
risultato o semplicemente se lo fossero dimenticato non vi diremo l’esito
dell’incontro, possiamo però dirvi che è presente il “Round of the Year” 2001.

AAAAAAAAAAAAATRINIDAD PREMI 2001
Bernard “The Executioner” Hopkins (39-2-1 28 Ko’s). USA, 36 anni.
Leader indiscusso della categoria da quando nel 1995 si prese la
vacante cintura IBF spazzando via in sette riprese l’equadoregno Segundo
Marcado nella rivincita del match che quattro mesi prima un pareggio aveva
lasciato il caso irrisolto. Per il pugile di Philadelphia non era stata solo una
rivincita contro Marcado ne la chiusura del cerchio nei confronti di un titolo
che gli era già sfuggito due anni prima contro il fenomenale Roy Jones Jr.
(UD12) bensì un vero e proprio riscatto con se stesso. La riabilitazione di un
uomo che dopo un’infanzia difficile ed intrisa di violenza a diciassette anni nel
1982 si era visto inevitabilmente spalancare le porte del riformatorio con una
pesante condanna a 18 anni di carcere per somma di reati e che nei cinque
anni seguenti passati dietro le sbarre imparò non solo i primi rudimenti della
boxe ma soprattutto a sopravvivere tra gli stupri e gli omicidi ai quali dovette
assistere. Il riscatto di chi alla guardia che gli spalancò il cancello dicendogli
“..tanto ci rivedremo presto” rispose “ Io qui non ci tornerò mai più”. Un anno
più tardi nel 1988 esordiva con una sconfitta tra i professionisti. Ma non si
scoraggiò di certo. Un anno per riprendersi dalla falsa partenza e poi 22
vittorie consecutive per arrivare a giocarsi il titolo contro Roy Jones Jr. nel
1993. Assalto al titolo solo rimandato e poi conquistato nel 1995 nella
sopracitata vittoria contro Marcado per la , che diede inizio ad un vero e
proprio regno visto che nei sei anni successivi Hopkins difese il titolo in ben
tredici occasioni, tra le quali vanno rimarcate quella del 20 Luglio 1997 contro
l’imbattuto giamaicano Glen Johnson (Kot 11), quella del 31 Gennaio 1998
contro il giamicano Simon Brown (Kot6), già campione Superwelters per finire
con l’ultima sfida contro l’altro campione di categoria Keith Holmes, detentore
della cintura WBC regolato agevolmente ai punti in dodici riprese. Ma non ci
fu il tempo per festeggiare perche all’orizzonte già si stagliava l’ombra
minacciosa di Felix Trinidad.
Felix “Tito” Trinidad (40-0-0 38 Ko’s). Portorico, 28 anni. Esordio tra i pro
ancora diciassattenne per questo portoricano di Cupey Alto con il tritolo nei
guantoni che fin dagli esordi seppe mantenere le promesse di predestinato
con una artenza a razzo condita da 19 vittorie consecutive delle quali ben 16
prima del limite. Successi ottenuti quasi tutte entro le mura amiche.
Curiosamente la prima sortita fuori dai confini nazionali avvenne il 27 Luglio
1990 in Italia e più precisamente in Sicilia a Capo d’Orlando nel suo quarto
incontro da professionista. Questa sequenza di vittorie valse per Trinidad il
biglietto per San Diego dove lo attendeva il campione degli Welters IBF
Maurice Blocker, un quotato lungagnone statunitense in carica da due anni
che venne però spazzato via in soli due rounds il 19 Giugno 1993. Nei sei
anni successivi la grandezza di Trinidad prese forma e si amplificò vittoria
dopo vittoria. Quindici per la precisione, e solo due avversari ebbero in sorte
di sentire il suono dell’ultima campana. Sotto i sui colpi caddero campioni del
calibro di Hector Camacho, Luis Campas (che prima di finire ko al quarto
round riuscì a mettere a sua volta al tappeto Trinidad nel corso della seconda
ripresa), Oba Carr e Pernell Whitaker. A quel punto per il portoricano non
restava che la supersfida contro lo statunitense Oscar De la Hoya, non tanto
per riunificare il titoli IBF e WBC così da stabilire chi fosse il vero re della
categoria quanto per determinare una volta per tutte chi potesse fregiarsi
dell’emblematico titolo di miglior pugile Pound for Pounds. Ed il 18 Settembre
1999 a scendere dal ring del Mandala Bay di Las Vegas con la doppia cintura
dopo dodici equilibratissime riprese fu proprio Trinidad. Questa vittoria fu per
altro solo il preludio ad un biennio di successi senza precedenti, che videro il
portoricano salire di categoria e conquistare in sequenza la corona WBA dei
Superwelters contro l’imbattuto americano David Reid (UD12), riunificare
quindi i titoli strappando al feroce quanto quotato ed imbattuto Fernando
Vargas la fetta IBF per poi procedere spedito nella sua scalata andando a
prendersi anche la corona iridata WBA dei Medi annientando il soli cinque
rounds il campione statunitense William Joppy. L’incontro seguente a quel
punto si programmava da solo perché era l’unico scenario possibile. La sfida
all’incontrastato Re della categoria Bernard Hopkins, che dopo 6 anni e 13
difese vedeva il suo regno messo seriamente in discussione.

 

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