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Floyd Patterson

Una volta i grandi match si facevano al momento giusto

 

Piccolo excursus sugli obblighi dei grandi campioni

Non sono un grande frequentatore di social, ho un account facebook, non ho instagram e per me tik-tok è ancora qualcosa che ha a che fare con l'orologiaio.  Però ogni tanto l'occhio cade su facebook ed è abbastanza sconfortante vedere le stupidaggini che tanti scrivono e, peggio ancora, le carrettate di odio che la gente vomita credendo di essere al riparo dietro il presunto anonimato della propria tastiera.  Ogni tanto si trova però qualche spunto interessante, uno di questi è dato da chi scrive di pugili che ne hanno evitati altri o che lo hanno affrontati troppo tardi. 

Partiamo dal presupposto che per noi tifosi la boxe è passione, per i pugili può anche esserlo ma è anche, a volte soprattutto, business. E se consideriamo questo, il problema è che le troppe cinture a disposizione permettono ai pugili e ai loro manager e organizzatori di fare i propri comodi. Generalmente si indicano l'attesa, condita di false accuse di doping,  cui Floyd Mayweather Jr costrinse Manny Pacquiao che era sicuramente in discesa e pure menomato quando potè affrontarlo perdendo ai punti e, recentemente, l'attesa cui Canelo Alvarez, che secondo la maggior parte degli osseratori non aveva vinto nè primo nè secondo match con Golovkin, ha costretto il kazako  portandolo oltre i 40 anni e raccogliemdone più o meno i resti in un deludente terzo match.

Guardiamo un po' al passato senza dover essere per forza nostalgici. Joe Louis ha affrontato tutti i possibili sfidanti fino al punto di dover combattere contro pugili mediocrissimi perché erano rimasti solo quelli. Si racconta che Rocky Marciano abbia avuto vita facile per vari motivi da campione del mondo ma ha battuto il meglio che allora c'era in giro. Ali ha fatto sempre lo stesso, l'unico fuori tempo massimo da lui affrontato fu Zora Folley ma non era certo colpa sua.  Discorso uguale per Frazier, Foreman, Holmes... Si può dire che Ray Sugar Robinson ha evitato Charley Burley ma in quel caso il discorso era diverso, se Burley fosse stato in giro 10 o 20 anni dopo lo stesso Robinson o Tiger o Giardello lo avrebbero affrontato.

L'eccezione alla regola che funzionava un tempo può essere considerato il pur ottimo Floyd Patterson a cui la prudenza di Cus D'Amato impose di tenere alla larga i vari Nino Valdes, Zora Folley, Cleveland Williams, la miglior versione di Eddie Machen e, il più a lungo possibile, anche Sonny Liston.

Allora quasi sempre il titolo mondiale era un vero titolo mondiale, adesso le sigle si inventano cavolate assurde per incassare la loro percentuale.  E un Crawford-Spence fra i pesi welter continua a non farsi. I due possibili protagonisti hanno già 67 anni in due...

 

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