Cartellini comunque troppo larghi
Tre verdetti decisamente larghi, due in particolare, e un bizzarro avvertimento dell'arbitro Jack Reiss ci fanno pensare che l'altissimo superwelter Sebastian Fundora abbia qualche santo in Paradiso con un occhio benevolo. Intendiamoci, Fundora ha senza dubbio nettamente vinto il match contro il messicano Carlos Ocampo ma che il signor Reiss abbia minacciato, fra 8° e 9° round, di fermare il messicano è davvero ridicolo dato che Ocampo era ben dentro il match.
La cosa strana di questo incontro di Carson, California, che vedeva Fundora mettere in palio un titolo minore è che Ocampo ha dato il meglio di sè in una fase, quella iniziale, combattuta a distanza, il che sembra paradossale considerata l'altezza del mancino Fundora e lo sterminato allungo del suo jab destro. Ocampo infatti lo evitava spesso con un piccolo spostamento sulla destra e un rientro con il gancio destro al corpo e il gancio sinitro alto. Non sempre questa azione andava a buon fine ma Fundora appariva meno preciso di altre volte e non aveva ancora in mano il match.
E' un paradosso fino a un certo punto che quando Ocampo è arrivato dove voleva accorciando la dstanza e costringendo Fundora a un match d'attrito (bellissimo il 4° round) alla fine sia stato proprio Fundora a prevalere. Il fatto è, e l'avevamo segnalato altre volte, che Fundora a corta distanza è tutt'altro che sprovveduto e brilla nel lavoro stretto laddove la sua fisicità lascerebbe pensare il contrario. Egli è infatti in possesso di un ottimo montante e di velocità nei colpi corti mentre Ocampo sbraccia quel tanto di troppo da essere preceduto.
In ogni caso Ocampo è rimasto ben dentro il match anche se nella parte finale, quando la lunga distanza è stata ristabilita, non aveva più forza e tempismo di riprendere il lavoro iniziale.
Punteggi di 119-109, 118-110 e 117-111. Per noi Fundora aveva vinto con un 116-112



