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Professionisti domenica a Bologna. Sul ring del PalaPilastro Oulare, Mustafaj e Sazzini

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di Maurizio Roveri
Un altro appuntamento con la boxe Professionistica a Bologna. Domenica 13 novembre. La location sarà il PalaPilastro di via Pirandello 11. Alle ore 18 il primo gong di un pomeriggio pugilistico che si annuncia stimolante.
La proposta porta la firma della Boxe Le Torri. Come sempre quando va in scena lo sport della “Noble art” nel popoloso e popolare quartiere periferico del Pilastro, che si estende a nord est della città. Un rione che si porta dietro cicatrici del passato, cronache amare di trenta, quaranta, cinquant’anni fa. Oggi il Pilastro è un rione con i suoi equilibri, ancor povero e tuttavia orgoglioso dell’identità che ha saputo raggiungere. Un territorio che non ha dimenticato certe ferite, ma dove la gente - guardando avanti e attivandosi - è riuscita a proporre la faccia di un “altro Pilastro”. Pieno di apprezzabili iniziative e di vitalità, come stanno a indicare l’energia creativa del teatro Dom la Cupola del Pilastro, e i diversi suoi spazi culturali come, ad esempio, la Biblioteca Luigi Spina e Casa Gialla. Il Pilastro attuale è un territorio ben fornito di servizi. E soprattutto caratterizzato da tanto tanto verde. Ampio e suggestivo, in particolare, il Parco Pier Paolo Pasolini. Con l’Arena Pasolini, confinante proprio con la struttura sportiva della Boxe Le Torri. Prezioso punto di riferimento a livello sportivo e sociale, questa palestra che era della Sempre Avanti prima del Duemila e già la gestiva - a livello tecnico - Paolo Pesci. Quando la Sempre Avanti rinunciò per fare altre scelte, il maestro Pesci (campione d’Italia da Pro dei pesi welter nel 1989 e 1990, allievo di Romano Rubini) continuò l’attività fondando nel 1999 la Boxe Le Torri. Attiva, attivissima associazione sportiva dilettantistica, è andata a costruirsi nel tempo un’apprezzabile credibilità.
 In questa palestra è stato valorizzato il crotonese Giuseppe Tobia Loriga nel lungo periodo in cui ha vissuto a Bologna, fino alla conquista del titolo italiano de3i superwelterui si è allenato per alcuni anni Simone Rotolo, qui è stato lanciato Arblin Kaba il superleggero in possesso del titolo italiano dal 2019 al 2021 e attuale detentore del titolo WBC del Mediterraneo.
Oulare con olmo PesciOulare con Olmo Pesci
Attualmente la Boxe Le Torri è l’unica palestra di Bologna ad avere sei pugili Professionisti: Kaba, Zgurean, Oulare, Mustafaj, Sazzini e Nawab Ali Khan. 
Per loro, per metterli sul ring, per farli crescere e maturare, per dare una continuità alla loro attività, Paolo Pesci ha programmato due riunioni ravvicinate: la prima è quella che andrà in scena domenica, l’altra è stata fissata per il sabato 3 dicembre. Uno sforzo organizzativo, ed economico, fuori del comune per il maestro della Boxe Le Torri. “Allestire l’evento pugilistico in programma domenica è stato faticosissimo. Non avevo mai fatto tanta fatica in occasione di precedenti organizzazioni. Mi hanno… frustato e demolito”, racconta Paolo Pesci. Senza alcuna polemica, ma colorando la frase con due verbi espressivi per sottolineare le difficoltà che ha incontrato e i costi assurdi che è stato costretto a sopportare. Non trovando in Italia alcun avversario disponibile ad affrontare il peso massimo leggero Morike Oulare (5 match combattuti, a partire dal 25 settembre 2021) né il superwelter Kevin Mustafaj (3 match, dal dicembre 2021), il maestro della Boxe Le Torri s’è trovato nella necessità di rivolgersi al territorio estero. Sì, ha trovato. Un tunisino-francese di Marsiglia, tipo decisamente bellicoso. Poi un altro francese tosto, proveniente però dal Lussemburgo. E per questi due pugili (e i loro manager) ha dovuto accettarne le condizioni. In particolare il peso massimo di Marsiglia. Altrimenti non sarebbero venuti. Il terzo straniero ingaggiato, un collaudatore serbo che arriva da Loznica, è stato meno esigente.
Pesci assicura che la sfida fra Morike Oulare e l’omaccio di Marsiglia, Sadok Sebki, sarà appassionante e molto impegnativa per il ventiquattrenne ragazzone imbattuto della Boxe Le Torri. Olulare è un ragazzone decisamente interessante, un cruiserweight con fisico armonioso, bella impostazione tecnica, rapido nei colpi. un destro che fa male, apprezzabile mobilità. E’ giovane, ha bisogno di fare esperienza per migliorare con tempismo le “letture” tattiche sul ring. Insomma, deve diventare più veloce e più istintivo nell’interpretare le situazioni che gli verranno proposte. 
Oulare ha 5 match, tutti vinti. Ha battuto Enea Keci, Stefan Stankovic, Ricky Gamble, Stefan Mihailov e, nel suo ultimo combattimento, Ovidiu Enache il 13 luglio a Mantova.
L’insidioso avversario, Mohamed Sadok Sebki, ha 39 anni. In attività Pro dal gennaio 2008. Sul ring c’è già stato 21 volte, quattro di più rispetto al suo giovane avversario.  Pugile aggressivo, è uno che mena. Sulla carta rappresenta un severo t est di maturità per il ventiquattrenne Oulare.
Kevin Mustafaj, il gioiellino della palestra del Pilastro, ha 20 anni. Tre match, 3 vittorie. Una per knock out. Ha sconfitto Vojislav Bjelica, l’inglese Callan Herley demolito al primo round, e Milan Delic. 
Domenica pomeriggio sul ring del PalaPilastro troverà siulla sua strada il francese Remi Sholer, pugile alto 1,80 con quattro combattimenti alle spalle (2 vinti, 2 persi).
Giampaolo Sazzini è al rientro dopo 1 anni, 1 mese e 18 giorni. Da quando, la sfortunata sera del debutto, si fratturò la mano. Era il 25 settembre 2021. Perse ai punti contro Xhelal Tata. L’infortunio nel condizionò il rendimento, ma il superwelter della Boxe La Torri si fece apprezzare per il coraggio e la resistenza. 
Per il match del ritorno, Sazzini incrocerà i guantoni con il serbo Bozidar Ilic, che ha già combattuto 16 volte (mentre Sazzini sarà solamente al secondo incontro). 
Nella riunione del 3 dicembre gli interpreti Professionisti saranno il mediomassimo Pavel Zgurean, pugile generoso e sempre molto coinvolgente dal punto di vista emotivo, il pakistano Nawab Ali Khan (recente acquisto della Boxe Le Torri) e Arblin Kaba in versione peso leggero (e non superleggero). Se la valutazione sarà positiva, è probabile che il campione WBC del Mediterraneo cambi di categoria lasciando i superleggeri per diventare peso leggero. 

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