L'anno si chiude con un verdetto sbagliato
Un bel furtarello in salsa teriyaki priva Joshua Franco di una meritata vittora sul ring di Ota City. Intendiamoci, non una vittoria debordante, ma una vittoria sì ed ha avuto ragione il giudice veterano Hall of Fame sudafricano, Stanley Christodoulou a vedere un verdetto di 115-113 (contro due politici 114-114) per il "professore " texano. Si conferma così una malinconica consuetudine, in Giappone se l'andamento del match lo consente il verdetto va comunque al pugile di casa, tutto il mondo è paese e anche, purtroppo, palese, ne sa qualcosa anche il nostro Devis Boschiero.

Franco ha condotto il match per gran parte delle 12 riprese combattendo sul piede avanti, probabilmente consapevole di dover vincere con un margine molto ampio, lui che picchiatore certo non è. Non crediamo che Ioka fosse soddisfatto di dover pedalare all'indietro e di trovarsi spesso spalle alle corde, comunque si è adattato e ha cercato di sorprendere, e qualche volta ci è certamente riuscito, il texano con il gancio destro portato al volto e soprattutto di lavorare lo statunitense al corpo, anche con colpi sotto la cintura. L'arbitro signora Melva Santos si accontentava del consueto invito gestuale ad alzare la traiettoria del colpo ma un intervento più deciso sarebbe stato meglio anche se a onor del vero il texano non si è mai lamentato.
Forse i colpi di Ioka davano l'impressione di una potenza leggermente maggiore ma non si può negare la maggire continuità, l'uso migliore e più continuo del jab, l'iniziativa tenuta nelle mani da Franco, che è un parametro anche quello per aggiudicare una ripresa a un pugile o meno. Il match è stato bello e nelle riprese finali anche molto intenso ma va detto che Franco non è fortunato visto anche il verdetto scandaloso subito per ferita nel secondo incontro con Andrew Moloney.
A Ioka rimane il titolo di sigla WBO , a Franco quello di sigla WBA oltre sicuramente all'amaro in bocca.



