Vediamo chi sono gli attuali Campioni e quali gli avversari più temibili per il 2023
Terza Parte…Dai Gallo ai Paglia…
Con questa terza ed ultima parte chiudiamo la nostra rassegna dedicata agli attuali campioni del mondo (43) ed ai loro sfidanti più accreditati.

A cominciare dai pesi GALLO che attualmente si vanno ad identificare con uno solo unico nome…Naoya Inoue (24-0-0 21 Ko- foto sopra ). Il ventinovenne tornado giapponese negli ultimi sei mesi ha infatti saputo aggiungere ai due titoli WBA e IBF già in suo possesso anche le cinture WBC e WBO, distruggendo rispettivamente il filippino Nonito Donaire (KOT2) e l’inglese Paul Butler (KO11) chiarendo una volta per tutte perché viene soprannominato “The Monster”. E’ quindi verosimile immaginare che dopo aver vinto tra i Minimosca ed i supermosca e sbaragliato il campo nei gallo il mostro di Zama voglia ora puntare l’obiettivo sulle categorie superiori. Se così fosse il pugile più qualificato a raccoglierne almeno le cinture (visto che l’eredità è impossibile) ad oggi sembra essere ancora il vecchio Nonito Donaire, (42-7-0 29 Ko’s) che malgrado le 40 primavere dà ancora qualche garanzia in più rispetto al ventiseienne connazionale filippino Reymart Gaballo (25-1-0 21 Ko’s), all’ex campione portoricano Emmanuel Rodriguez, 30 anni (21-2-0 13 Ko’s), sconfitto un anno fa di misura proprio da Gaballo, ed al britannico Paul Butler, 34 anni (34-3-0 15 Ko’s). In questo panorama non certo irresistibile possiamo quindi inserire anche il trentunenne australiano Jason Moloney (25-2-0 19 Ko’s). Se tra i Gallo la situazione è stata semplificata a suon di cannonate da Inoue decisamente più ingarbugliato riuscire a capirci qualcosa tra i SUPERMOSCA.

Vediamo di fare chiarezza andando per ordine. Al trentaduenne messicano Juan Francisco Estrada (44-3-0 28 Ko’s) erano state tolte le cinture WBC e WBA (Super) per essere rimasto inattivo senza difenderle per diciotto mesi. Un mese fa battendo di stretta misura (MD12) il nicaraguense Roman Gonzalez è andato a riprendersi almeno la vacante fetta WBC, mentre per quanto riguarda la porzione WBA bisognerà attendere ancora per conoscere il nome del proprietario, in quanto la sfida del 31 Dicembre tra il campione WBO Kazuto Ioka, 33 anni (Jap), (29-2-0 15 Ko’s) ed il ventisettenne texano Joshua Franco (18-1-3 8 Ko’s) si è conclusa con un nulla di fatto (due pari ed un cartellino per Franco). Quest’ultimo dovrà quindi attendere l’inevitabile rivincita se da campione “minore” vorrà provare a diventare Supercampione WBA. L’imbattuto trentunenne argentino Fernando Daniel Martinez (15-0-0 8 Ko’s) chiude il cerchio con la cintura IBF intorno alla vita. In un torneo ad eliminazione tra i quattro punteremmo su Estrada. Due nomi su tutti promettono però di sbaragliare il campo a breve. Il ventiduenne statunitense Jesse Rodriguez (17-0-0 11 Ko’s), che in realtà aveva vinto la vacante cintura WBC orfana di Estrada salvo poi mollarla a sua volta clamorosamente (consentendo così al legittimo proprietario messicano di riprendersela) per scendere tra i Mosca ed affrontare l’8 Aprile prossimo il messicano Cristian Gonzalez, con in palio la cintura WBO lasciata libera dal venticinquenne mancino giapponese Junto Nakatani (24-0-0 18 Ko’s), nel frattempo salito tra i Supermosca non solo per farci venire il mal di testa ma probabilmente anche per portarsi a casa altre cinture.

Posto quindi che la corona WBO dei MOSCA è vacante curiosa la situazione nella WBA dove la cintura di “Supercampione” è praticamente sparita, non essendo stata più difesa dal lontano 2015 e quindi il campione in questo caso è il più che legittimo possessore del titolo “normal”, il trentacinquenne picchiatore ucraino Artem Dalakian (21-0-0 15 Ko- foto ), inattivo da più di un anno e che a fine mese andrà a difendere il titolo a Wembley contro l’imbattuto costaricano David Jimenez. Saldo da tre anni sul trono WBC è invece il ventisettenne messicano Julio Cesar Martinez (19-2-0 14 Ko’s), che dopo una sfortunata sortita nella categoria superiore ha appena difeso il titolo contro lo spagnolo Samuel Carmona senza entusiasmare. Decisamente di altro livello è invece l’inglese Sunny Edwards (18-0-0 4 Ko’s), forse il migliore della categoria, che ha da poco difeso il titolo IBF per la terza volta in un anno e mezzo, respingendo l’assalto del quotato picchiatore nicaraguense Felix Alvarado, 33 anni (38-3-0 33 Ko’s) ex imbattuto campione dei Minimosca, in un match molto equilibrato (UD12). Proprio il pugile centroamericano si candida ad essere l’avversario più ostico anche per il 2023.

Chi invece si è ripreso alla grande tra i MINIMOSCA è il giapponese Kenshiro Teraji, 30 anni (20-1-0 12 Ko’s), che ha definitivamene archiviato come un incidente di percorso la sconfitta (KOT11) di sedici mesi fa contro il connazionale Masamichi Yabuki che lo aveva privato del titolo WBC dopo oltre quattro anni ed otto difese vittoriose. Il fighter di Kyoto non solo si è ripreso il titolo mettendo KO il rivale in meno di tre rounds nell’immediata rivincita ma due mesi fa in un altro derby del Sol Levante ha strappato la cintura WBA dalle mani dell’imbattuto Hiroto Kyoguchi, 29 anni (16-1-0 11 Ko’s) che la deteneva da tre anni e che automaticamente è così diventato il principale sfidante alle quattro corone. Soprattutto di quella IBF attualmente in possesso del portoricano del Bronx Jonathan Gonzalez, 30 anni (27-3-1 14 Ko’s) che sembra non avere le armi, nè la mascella, per regnare a lungo. Qualità che per contro sembra possedere il fresco campione WBO Sivenathi Nontshinga (11-0-0 9 Ko’s), un ventiquattrenne sudafricano che a discapito della poca esperienza quattro mesi fa è andato a prendersi la cintura vacante nel catino messicano di Hermosillo in un match durissimo contro l’imbattuto Hector Flores Calixto, che oltre al pubblico di casa poteva godere dei favori di gran parte della giuria. Teraij comunque per ora resta fuori dalla portata degli altri due. Chiudiamo il nostro tour in giro per il mondo con i pesi PAGLIA partendo da quello che dei quattro diversi campioni sembra essere il più completo, il thailandese Panya Pradabsri, 31 anni (39-1-0 23 Ko’s). Soprattutto dopo che due anni fa è riuscito nell’impresa di strappare il titolo WBC ad un mostro sacro come il connazionale Chayaphon Moonsri, (55-3-0 19 Ko’s) allora imbattuto e poi respinto anche nell’attesissima rivincita. Il trentasettenne ex campione rimane per altro l’avversario più pericoloso e consistente con il quale dovranno fare i conti gli attuali Re di categoria. L’unico altro pugile capace di battere Moonsri è stato il campione WBA Thammanoon Niyomtrong, 32 anni, (24-0-0 9 Ko’s), che tra titolo “Ad Interim”, di Campione e di Supercampione sono ormai nove anni che siede su un trono iridato mentre i non irresistibili Daniel Valladares, 28 anni, Mex, (26-3-1 15 Ko’s) e Masataka Taniguchi , 28 anni, Jap, (16-3-0 11 Ko’s) saranno chiamati il giorno della Befana a difendere i rispettivi titoli IBF e WBO.(Roby Maddonini)



