Un grande italiano d'America
Lou Ambers (1913-1995)
Campione del mondo pesi leggeri (1936-38 e 1939-40)
Se si parla di pugil italo-americani, figli o nipoti di uomini e donne nati nella nostra terra, i primi nomi che vengono in mente, agli americani e non, non comprendono quello di Lou Ambers, che è invece stato indubbiamente uno dei più grandi fighter della storia. Figlio di ristoratori italiani (ma guarda...) l'Ambers pugile è uno dei tanti figli della depressione causata dal Venerdì nero di Wall Street. Il nome di battaglia, scelto al posto di Luigi Giuseppe D'Ambrosio, fu invece scelto per nascondere quella che sarebbe diventata la sua professione a una madre contraria (ah le mamme italiane...).
Se vi domandate perché Ambers faccia parte del mio elenco e non ne sapete il perché date un'occhiata al suo record. Boxrec parla di 104 incontri, ma probabilmente sono stati di più spalmati in un arco di 8 anni e mezzo, fate un po' voii calcoli di quanto di media combattesse all'anno. Anche per via del nomignolo (Hermiker Hurricane) Ambers viene ricordato come un furibondo attaccante ma si trattava di un incontrista d'attacco anche se sembra un paradosso. Non un picchiatore ma un incassatore incredibile che combatteva tenendo le mani basse. Sono solo 2 le sconfitte prima del limite e sono arrivate entrambe contro Lew Jenkins, uno che sarebbe stato un grande se non avesse avuto una grande passione per la bottiglia, e quando Ambers non era più lo stesso.
L'elenco degli uomini da lui battuti comprende Cocoa Kid, Frankie Klick, Baby Arizmendi, Tony Canzoneri, Davey Day, Pedro Montanez, Henry Armstrong, Al "Bummy" Davis. C'è un pareggio col grandissimo Enrico Venturi. Mi sembra che basti e avanzi.



