Il peso welter che si scusava con gli avversari...
Una delle cose che mi danno particolarmente fastidio a bordo ring è l'avvertimento all'arbitro che consiste nell'urlo: "Arbitro! La testaaaaa!" . Generalmente lo emettono parenti e amici di uno dei due pugili impegnati sul ring, a volte di entrambi, a volte invece proviene dagli angoli degli stessi pugili, spesso del tutto a sproposito. Se dipendesse da loro un Joe Frazier, pugile correttissimo, non avrebbe mai potuto finire un incontro e sarebbe stato squalificato esattamente come gli interpretti statunitensi della difesa detta peekaboo, leggasi fra gli altri Archie Moore e Floyd Patterson. Però i pugili scorretti sono sempre esistiti e ce ne sono anche adesso. Un esempio? L'uso della testa negli ultimi incontri del peso piuma inglese Josh Warrington è diventato davvero irritante.
Giusto o no che sia il pugile più scorretto della storia è giudicato Fritzie Zivic, statunitense di origine croata, che nonostante questo è un Hall of Famer. Per intenderci era uno in grado di diventare campione del mondo dei pesi welter battendo un "certo" Henry Armstrong che, per inciso, era un altro maestro di colpi proibiti. In una lunga grande carriera Zivic, che aveva altri 4 fratelli pugili di vari livelli, si è segnalato per tutta una serie di scorrettezze che andavano dall'uso del pollice negli occhi degli avversari alle testate, spinte e gomitate. La cosa divertente è che dopo ogni scorrettezza, assolutamente volontaria, chiedesse immediatamente scusa ai rivali! La sua specialità era però commettere scorrettezze, tipo colpi sotto la cintura, quando l'arbitro aveva la visuale coperta. Un vero professionista insomma.
Fuori dal ring esistono versioni contrastanti sul carattere di Zivic che, tra l'altro, faceva anche da manager ad altri pugili fra cui, per un breve periodo, del grande Charley Burley che battè, e dal quale fu battuto, in carriera. Alcuni dicono fosse un simpaticone ma Saverio Turiello era di parere contrario. A suo dire quando nel 1941 andò a Pittsburgh, la città di Zivic, per incontrarlo, fu colpevole di averlo impegnato quando l'accordo, tacito o meno, era di lasciarlo vincere in fretta. Invece la cosa andò per le lunghe fino alla vittoria ai punti dello statunitense. Dop il match Turiello dichiarò di essere stato circondato negli spogliatoi dai fratelli Zivic e di esserne uscito sì intero ma senza i dollari dovutigli. Ma si sa, Turiello amava anche spararle grosse...



