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5 Febbraio 2005…Cory Spinks vs Zab Judah 2…La Rivincita- Video

 

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di Roby Maddonini

A dieci mesi di distanza dal match del Mandala Bay Resort di Las Vegas, che
vide Cory Spinks respingere a fatica l’assalto di Zab Judah dopo un incontro
equilibrato deciso ai punti (114-112, 114-112, 116-111) dopo un atterramento
a testa nei due rounds finali che avrebbero potuto ribaltarne le sorti, ecco
arrivare puntuale l’inevitabile rivincita sempre sotto la regia di Don King. In
palio le stesse tre corone WBA, WBC ed IBF dei pesi Welters. Cambia invece
lo scenario, infatti questa volta i due mancini statunitensi si trovano faccia a
faccia sul ring dello Savvis Center di Saint Louis, nel Missouri, che torna così
ad ospitare un grande evento pugilistico dopo oltre 40 anni. 22.000 biglietti
spazzati via in poche ore con conseguente Sold Out ed il rapper Nelly ad
intrattenere la folla in trepidante attesa.

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Cory Spinks, USA, 26 anni (34-2-0 11 Ko’s), figlio e nipote rispettivamente
di Leon e Michael, entrambi ex iridati dei pesi Massimi, nacque proprio cinque
giorni dopo la clamorosa vittoria di suo padre contro Muhammad Alì che lo
laureò campione del mondo. Secondo di tre fratelli, tutti pugili. Il più anziano
Leon Calvin venne assassinato nel 1990 agli albori della sua carriera da pro
(2-0) mentre il più giovane Darrell si ritirò nel 2000 con un tabellino di (15-4)
dopo un’anonima carriera senza particolari squilli degni di nota. Cory seppe
invece distinguersi già tra i dilettanti vincendo i prestigiosi Golden Gloves tra
gli Welters per poi togliersi il caschetto con uno score di 78 vittorie e 3
sconfitte e sbarcare tra i pro sul finire del 1997. Pur non essendo dotato di
particolare potenza seppe supplire a questo handicap con una tecnica di
qualità superiore, che abbinata ad una discreta velocità ma soprattutto ad
una mobilità e colpo d’occhio di assoluta eccellenza gli consentirono di
trovarsi subito a proprio agio, tanto che nei primi quattro anni seppe vincere
29 dei 30 incontri disputati, inciampando solo contro Antonio Diaz, tra l’altro
per Split Decision, nel Dicembre del 1998 per il fantomatico titolo IBA dei
Superleggeri. Ben più prestigiosa invece la cintura IBF vacante dei pesi
Welters messa in palio a Campione d’Italia il 13 Aprile 2002 e da disputarsi
tra Spinks ed il nostro Michele Piccirillo. Ne uscì un incontro poco
spettacolare e più equilibrato di quanto non dissero i cartellini dei giudici che
premiarono all’unanimità l’italiano, abile ad imbrigliare ed irretire in più di
un’occasione il più inesperto americano. Fatto tesoro degli errori commessi il
pugile di Saint Louis un anno dopo si prese la rivincita sullo stesso ring con
verdetto unanime stavolta a suo favore, laureandosi così campione del
mondo IBF dei pesi Welters. Pur con queste credenziali Spinks salì sul
quadrato di Atlantic City il 13 Dicembre 2003 contro il nicaraguense Ricardo
Mayorga, campione WBA e WBC, dato sfavorito 1-5 dalle quote dei
bookmakers. Risultato..pronostico sovvertito, vittoria a maggioranza (114-
112, 117-110 e 114-114) e polemiche a non finire per i due punti di penalità
inflitti a Mayorga nel quinto ed undicesimo round, senza i quali il match
sarebbe terminato con un pareggio. Spinks seppe comunque zittire gli scettici
e dare sostanza alla legittimità dei suoi titoli quando quattro mesi più tardi
respinse, alla prima difesa, l’assalto del quotatissimo e favorito connazionale
Zab Judah nell’incontro citato in apertura. Dopo una seconda comoda difesa
contro il messicano Miguel Angel Gonzalez (UD12) ecco quindi la rivincita
contro il fighter del Bronx.

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Zab Judah, USA, 27 anni (32-2-0 23 Ko’s) Figlio di Yoel, un israelita nero
che è stato sei volte campione del mondo di Kickboxing e che lo allenerà per
tutta la carriera, Judah nasce a Brooklyn e cresce nel Bronx insieme a quattro
sorelle e dieci fratelli, cinque dei quali pugili ma solo tre, Josiah,Joseph e
Daniel, professionisti. Iniziò a boxare all’età di sei anni e solo un’inopinata
sconfitta contro David Diaz durante i Trials Olimpici gli precluse di coronare
una carriera dilettantistica di tutto riguardo, coronata da 3 Golden Gloves
dello stato di New York e due titoli nazionali e chiusa con ben 110 vittorie a
fronte di sole 5 sconfitte. Tra le sue vittime illustri anche pugili del calibro di
Hector Camacho Jr. Esordì tra quindi tra i professionisti nel 1996 e nei due
anni seguenti tra i Superleggeri raccolse 18 vittorie consecutive, quindici delle
quali prima del limite, che lo portarono il 16 Gennaio 1999 a disputarsi il titolo
IBF Interim, che si portò a casa spedendo al tappeto al quarto rounds il
portoricano Wilfredo Negron. Dieci mesi più tardi Judah si prese pure la
vacante cintura principale regolando sempre alla quarta ripresa il picchiatore
sudafricano Jan Piet Bergman, non senza brividi essendo finito a sua volta al
tappeto durante il secondo round. Un episodio questo apparentemente poi
risolto agevolmente ma in realtà da non sottovalutare in quanto iniziò a far
intravvedere agli occhi dei più attenti una mandibola non certo d’acciaio come
i suoi pugni. Un segnale manifestato poco tempo dopo anche nella vittoriosa
difesa contro l’ex campione Terron Millet del 5 Agosto 2000, che Judah
sconfisse alla quarta dopo aver assaggiato il tappeto alla prima. Altre tre
vittoriose difese prima del limite portarono comunque l’imbattuto
newyorchese il 3 Novembre 2001 a disputarsi il supermatch per la
riunificazione dei titoli IBF,WBA e WBC all’MGM di Las Vegas da favorito (3-
1) contro il picchiatore russo naturalizzato australiano Kostya Tszyu. Per
Judah dopo una prima ripresa vinta le cose nel secondo round presero una
svolta drammatica. A pochi secondi dal termine del round venne
improvvisamente colpito da un destro di Tszyu alla mascella che lo spedì al
tappeto ma che lo vide anche rialzarsi subito con altrettanto tempismo. Forse
anche troppo velocemente tanto che per la foga di rimettersi subito in piedi
finì per barcollare ancora per qualche istante prima di stabilizzarsi. A quel
punto mancava comuque solo un secondo al suono del gong ma l’arbitro
Nady, senza alcun senso, invece di procedere al conteggio decise
d’interrompere direttamente l’incontro scatenando le ire di un estrefatto Judah
che fuori dalla grazia di Dio raccolse il suo sgabello e lo scagliò verso il
centro del ring. Nella confusione che si scatenò mentre veniva trattenuto da
suo padre riuscì a liberarsi e mettere il guantone al collo dell’arbitro venendo
fermato prima che le cose degenerassero ulteriormente.. Pochi minuti dopo,
alla lettura del verdetto da parte di Jimmy Lennon Jr. Judah dovette
nuovamente essere trattenuto da un numero crescente di guardie di
sicurezza ed in seguito venne Judah multato di $ 100.000 e sospeso per un
anno dalla Nevada State Athletic Commission. In realtà gli vennero poi
scontati alcuni mesi ed il 13 Luglio 2002 nel test match vinto ai punti contro
Omar Gabriel Weis potè riprendere la sua rincorsa ai vertici. L’incontro
seguente contro il connazionale DeMarcus Corley che gli consegnò il titolo
WBO dei Superleggeri (SD12) avvenne però ad un ulteriore anno di stanza e
confermò una certa ruggine accumulatasi negli ultimi venti mesi che lo videro
salire sul ring solo due volte. Dubbi non certo dissipati dalla resistenza del
colombiano Jaime Rangel, capace di rimanere in piedi solo 72 secondi nella
prima difesa volontaria, ma che senz’altro si ripresentarono puntuali quando
Judah salì di categoria nella sopracitata prima sfida contro Cory Spinks che
costò la seconda sconfitta in carriera. Ora, dopo altre due vittorie utili ad
oliare ulteriormente i meccanismi, l’attesa rivincita.

 

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