L'inglese era avanti sui cartellini
Si chiamano picchiatori. A loro basta un colpo ben messo per rimediare a una serata storta o a una forma scarsa. E' quanto accaduto a Nottingham dove il messicano Maurizio Lara ha gelato i tantissimi fan di Leigh Wood con un colpo solo portando via al pugile inglese il titolo di sigla WBA dei pesi piuma e doppiando la vittoria a sorpresa ottenuta a suo tempo a Leeds sul favorito Josh Warrington. Eppure le cose non si erano messe bene per il 24enne di Città del Messico, lento, impreciso e sottotono. A noi è venuto il sospetto che non fosse preparato a dovere o magari, chissà, ha faticato a fare il peso. Fatto sta che al momento dell'interruzione dell'incontro sul nostro cartellino Wood era avanti di 2 punti, esattamente come sul cartellino di due giudici mentre il terzo ne aveva addirittura 4 per il beniamino di casa.
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Il match era iniziato a ritmo blando, Wood attentissimo a non offrire spazio ai colpi di Lara al quale bastavano un paio di colpetti per guadagnarsi il round, poi nel secondo il messicano lavorava con montanti tremendi al corpo doppiati da ganci sopra e l'ultimo mezzo minuto era pura sofferenza per un traballante Wood per giunta ferito al sopracciglio sinistro sia pure in modo non grave. Ci si aspettava che il 3° round fosse quello della possibile fine e invece si assisteva a una sorta di ciclistico surplace dove Lara non faceva assolutamente nulla per approfittare della situazione e permetteva a Wood di riprendersi. A partire da quel momento l'inglese prendeva coraggio e il suo destro, preparato dal jab, procurava seri fastidi allo sfidante, arrivando a segno con precisione al volto e facendolo persino traballar in una occasione.
Lara aveva le braccia lente, quando attaccava lo faceva frontalmente esponendosi ai colpi d'incontro dell'inglese, caricava a pallettoni i suoi colpi col risultato di andare clamorosamente a vuoto perché quando il colpo partiva Wood si era già tolto dalla traiettoria. Inoltre respirava dal 3° round a bocca aperta e aveva bisogno, lui più giovane di ben 10 anni, di lunghe pause.
Proprio quando si cominciava ad avvertire aria di clamorosa sorpresa ecco entrare in scena il picchiatore. L'unico istante di disattenzione di Wood gli costava carissimo, Lara lo trovava con la guardia un po' aperta e scaricava un colpo a metà fra gancio e montante sinistro al mento che metteva Wood lungo disteso al tappeto. Il coraggioso inglese si rialzava in tempo su gambe barcollanti, l'arbitro, inglese, Michael Alexander, vcercava di concedergli un po' di respiro con le solite manfrine, Lara cercava persino di spostarlo come a dire "levati di mezzo e in fretta che devo finire l'opera" e a quel punto dall'angolo arrivava sul ring l'asciugamano in segno di resa.
Intervento affrettato? Nemmeno per sogno, Wood aveva le gambe traballanti e nessuna possibilità di prosguire senza correre rischi tremendi. Quando capirà, a freddo, ringrazierà il suo allenatore. Ma questo Lara non è stato quello che eravamo ormai abituati a vedere. E non era solo questione di prendere troppi colpi perché di questo ci eravamo già accorti altre volte, ma di sembrare non perfettamente a posto per un match del genere. E non sempre quel colpo micidiale di cui è in possesso può mettere le cose a posto.
Tra l'altro il messicano ha rischiato di causare una rissa con una esultanza scomposta scavalcando le corde, ma il pronto intervento della sicurezza evitava il peggio. Anche questo forse era il segno che c'era qualcosa di non perfettamente a posto.



