L’imbattuta Pamela Noutcho, dopo il successo per KO a Massa, aspetta la chance per il titolo italiano

di Maurizio Roveri
Un minuto e trentasette secondi. Come un lampo di tempo. Quel che è bastato alla bolognese Pamela Malvina Noutcho Sawa per mandare al tappeto la serba Dunja Bocan in un match di contorno, sul ring di Massa. Nella magica “notte dell’orgoglio massese” per le performances - l’una dopo l’altra - di due duri guerrieri cresciuti nella palestra del Boxing Team Pugilistica Massese: Davide “Deiv” Tassi, che ha conquistato per KO il titolo Internazionale Silver WBC dei pesi piuma e Claudio Grande che in un match intenso, aspro, equilibrato, emozionante ha fatto suo il titolo italiano (vacante) dei pesi gallo prevalendo ai punti sul livornese Jonathan Sannino (già campione italiano due anni fa nei supergallo). A completare la grande festa della città toscana alle pendici dell’Amiata la vittoria ai punti di Francesco Barotti, tornato ad assaporare il gusto del successo dopo due stop (uno in Spagna, l’assalto andato male al titolo dell’Unione Europea dei mosca).
Una serata straordinaria, che ha riempito di soddisfazione Talamoni e Gassani i tecnici della Pugilistica Massese.
Organizzata dalla Promo Boxe Italia di Mario Loreni, la riunione di Massa ha proposto anche la determinazione e il pugno pesante del supermedio Mattia Domenico Vinciguerra, ventunenne, un ragazzo di Marcianise - terra di pugilato - che si è trasferito al nord, in Emilia, scoprendo nel reggiano tanta bella e tradizionale passione per la Noble Art. Quel montante al fegato ha afflosciato il serbo Jovan Smilic alla seconda ripresa.
E poi lei, Pamela Malvina Noutcho Sawa, l’infermiera professionale del Pronto Soccorso all’ospedale Maggiore di Bologna. Il suo quarto combattimento da Pro è durato il breve spazio di novantasette secondi, il tempo di prendere il controllo del match, inquadrare la sua avversaria - la mancina Dunja Bocan - e metterla KO con una combinazione di tre colpi conclusa con perfetto gancio destro alla punta del mento. Portato incrociando con tempismo il sinistro della ragazza serba.
Il primo successo per kappao di Pamela è arrivato nella sera in cui la pugilessa cresciuta nella palestra della Bolognina Boxe ha “debuttato” per il team della Promo Boxe Italia. Avendo firmato un triennale con Mario Loreni, per la gestione della carriera professionistica.
La conclusione così repentina ha sorpreso la stessa Pamela. Quel KO al primo round è arrivato inatteso anche per lei, che non insegue necessariamente il knock out ma ha per obiettivo primario combattere bene, fare una bella boxe e portare colpi tecnicamente apprezzabili. Poi… succede che ti trovi davanti un’avversaria modestina modestina e ti parte un gancio destro rapido, caricato, incisivo a conclusione d’una combinazione di colpi come Pamela è abituata a preparare e collaudare tutti i giorni in allenamento, nella palestra della Bolognina Boxe, ed ecco… quel gancio destro partire con la massima naturalezza. Così, d’istinto. Troppo. Troppo, per la Dunja Bocan. Che non era avversaria all’altezza. Penso che si sarebbe dovuto sceglierne una più impegnativa. Pamela Malvina aveva già affrontato avversarie migliori. Una, Alessia Vitanza, tosta e credibile. Battuta ai punti, nel giugno 2022, in una di quelle due serate bolognesi all’aperto, in Corte Tre, da 1200 spettatori.
Tuttavia, debbo immaginare che un manager-organizzatore importante ed espertissimo come Loreni abbia avuto validi motivi per scegliere Dunja Bocan.
Un KO fa effetto. Un KO conta nel record. Può aiutare a salire, lungo la strada verso un titolo.

Ecco, quali prospettive si aprono ora davanti alla imbattuta pugilessa di Bologna?
L’obiettivo di Mario Loreni è di portare Pamela a battersi per il Campionato d’Italia dei leggeri prima dell’estate.
Però la Campionessa italiana in carica, la fiorentina Martina Righi, difenderà il titolo a Padova il 5 maggio dall’assalto di Nadia Flalhi, l’interessante ventinovenne di San Benedetto del Tronto (5 match vinti, 1 sconfitta) del Ruffini Team. Nel sottoclou dell’Europeo di Silvia Bortot, in palio il titolo EBU dei superleggeri.
Potrebbe slittare all’autunno l’assalto di Pamela Malvina Noutcho al Tricolore dei leggeri?
In tal caso, diventerebbe necessario per la bolognese disputare un match tra aprile e maggio (e forse un altro nel corso dell’estate) per mantenere ritmo e condizione.
Quel buon ritmo e la bella condizione tecnica e fisica che si è comunque vista, in quei novantasette secondi, sul ring di Massa.
Pamela si allena intensamente tutti i giorni. E’ molto metodica, rigorosa, professionale. Possiede grande costanza. In questi anni è cresciuta tanto dal punto di vista tecnico-tattico lavorando efficacemente con il maestro Alessandro Danè, ed è diventata anche più esplosiva atleticamente seguendo il lavoro programmato per lei dall’ottimo preparatore atletico Elvis Acunzo.



