Tutto sul “Tricolore” di Ferrara: le caratteristiche e le differenze dei due pugili che questa sera al PalaPalestre si batteranno per il titolo italiano dei pesi massimi. Il loianese della Pugilistica Padana Ferrara pesa 15 chili meno del ciociaro di Cassino
di Maurizio Roveri

Hanno la stessa età, 33 anni. E quasi la stessa altezza: Venturelli 1,93( foto ) e Cardillo 1,90. E sono entrambi imbattuti a questo punto delle loro carriere: 10 vittorie e 1 pareggio per Gianmarco Cardillo (già campione d’Italia, nel 2017), 7 combattimenti ed altrettanti successi per Emanuele Venturelli. Queste le sole cose che accomunano i due personaggi pronti a battersi con in palio il titolo italiano dei pesi massimi. Per tutto il resto, Venturelli e Cardillo sono molto differenti. Sia sotto l’aspetto pugilistico, sia a livello personale e di vita.
Il Tricolore della categoria dei colossi va in scena sul ring del PalaPalestre di Ferrara. In un sabato che sarà vibrante di passioni, gonfio di emozioni, acceso di tifo, trepidante d’apprensione.
E’ pronta ad accendersi, la bellissima città emiliana dalle architetture medievali e rinascimentali, per una edizione straordinaria del “Memorial Carlo Duran”. Una kermesse di 6 ore di boxe, otto combattimenti Professionistici. In fondo, il main event. Il match per il titolo italiano (attualmente vacante) della categoria dei pugni pesanti. La categoria che, per tradizione, eccita in modo speciale il pubblico.
Emanuele Venturelli, di Loiano, ora residente a Bologna, ma pugilisticamente cresciuto nella Pugilistica Padana Vigor Ferrara e Gianmarco Cardillo ciociaro di Cassino, città da visitare per un viaggio fra storia e natura, si affronteranno questo sabato in una sfida che si annuncia aspra e spigolosa. Un combattimento non semplice da decifrare e sul cui esito ogni soluzione si annuncia possibile. Nella lunga storia del Campionato d’Italia dei pesi massimi si sono registrate 55 conclusioni prima del limite: per knock out, oppure KOT.
Cerchiamo di valutare i punti forti e quelli presumibilmente vulnerabili dei protagonisti. Dove teoricamente è migliore l’uno e dove potrebbe avere un vantaggio l’altro.
Emanuele Venturelli regala 15 chili all’avversario. Avendo fatto registrare, alle operazioni di peso, 93 chili (salendo vestito sulla bilancia!). E dunque, praticamente in linea con gli altri sette match che ha disputato nella sua attività professionistica (debuttò al palazzetto dello sport di Loiano l’1 dicembre 2012). La massima competizione pugilistica in Italia è riservata ai pugili Professionisti il cui peso è oltre i 90,718 chilogrammi. Praticamente il pugile della Padana Ferrara è più un cruiserweight, un massimo leggero, che un peso massimo tradizionale. Tuttavia, Venturelli ha dimostrato - in alcuni precedenti match - di sapersi destreggiare anche contro avversari più grossi e pesanti. Riuscendo a vincere.
Gianmarco Cardillo ha portato l’ago della bilancia a 108 kg. Struttura fisica e peso da vero peso massimo, quella del ciociaro. Saprà trarre vantaggio dai 15 chili in più? Avendo messo su massa muscolare negli ultimi anni, si può pensare che abbia aggiunto potenza. Che gli servirebbe, avendo vinto due sole volte per KO in 11 match.
Però c’è anche l’altra faccia della medaglia. Aumentando di peso e diventando più massiccio, potrebbe essere diventato più lento. Dubbi ci possono essere sul ritmo di Cardillo: sia perché è stato chiamato ad appena dieci giorni dal match, cioè dopo la rinuncia per infortunio di Pietro Cappelli che in origine doveva essere l’avversario di Venturelli, sia perché Cardillo non sale sul ring dal 13 giugno 2021. Vale a dire, da un anno e nove mesi. E’ vero che il Granatiere ciociaro ha continuato a frequentare la palestra ed è sempre stato in allenamento, però è ipotizzabile che a causa della lunga assenza dal ring possa presentare dei limiti sul piano del dinamismo.
Di sicuro, Emanuele Venturelli deve impostare un match di intensità. Essere molto attivo e rapido, muovendo tanto quel suo veloce jab sinistro e doppiando il più possibile i colpi. Il gioco di piedi, la mobilità di gambe e la reattività di braccia dovranno essere le sue preziose alleate. Muovere le mani, e le gambe. Se non riuscisse a portare avanti questo tipo di lavoro e di tattica, rischierebbe di scontrarsi con Cardillo sul territorio preferito al pugile di Cassino.
Venturelli ha una missione: essere intraprendente, positivo. E non lasciare mai spazio ad un avversario più grosso, più pesante e - presumibilmente - dai colpi più potenti.
La domanda, allora, è questa: il pugile loianese del maestro Massimiliano Duran saprà gestire le energie e la conseguente fatica dopo un certo numero di round all’insegna della mobilità, del ritmo, del combattere d’anticipo, senza fermarsi mai davanti all’avversario? Sappiamo che il pugile di Loiano è prontissimo. Ha avuto tutte le situazioni giuste per una preparazione eccellente: il lavoro tecnico e tattico con Massimiliano Duran, l’intensa preparazione atletica con l’esperto trainer Romano Becchetti nella Padana Training Center. E poi uno sparring partner collaudatissimo come Domenico Bentivogli, che ancora una volta - e stavolta più che mai - ha fatto i guanti in maniera solida, dura, efficace con il suo amico Emanuele. Tra l’altro Bentivogli - anche lui impegnato nella kermesse pugilistica del 25 marzo - viene annunciato in grande forma. Al top della condizione.

Essendosi allenati insieme, c’è da credere che anche Venturelli sia fisicamente e atleticamente al massimo. Pertanto dovrebbe essere in grado di avere fiato ed energie per arrivare fino in fondo (se necessario) con una strategia basata sulla dinamicità, sulla velocità dei colpi, sul muoversi attorno a Cardillo e anticiparlo. Una tattica in grado di dare buoni frutti, ma anche alquanto faticosa e dispendiosa di energie con il passar delle riprese.
Ciò che Emanuele Venturelli dovrà tassativamente evitare sarà il “corpo a corpo”, sarà il farsi portare alle corde da un pugile più voluminoso che lo spingerà, lo terrà lì e gli farà sentire tutto il peso dei suoi 1. chili.
Attenzione: la differenza di chili si sente e fa effetto. Però Gianmarco Cardillo non è soltanto struttura fisica importante. No, il ciociaro è pugile che possiede anche una apprezzabile tecnica. Potrà forse avere qualche problema di ritmo, ma se trova le misure e porta il match su distanze a lui più congeniale, può essere pericoloso poiché sa portare bene i colpi. Sa stare sul ring, Gianmarco Cardillo: altrimenti non avrebbe vinto 10 match su 11 e soprattutto non sarebbe diventato campione d’Italia dei massimi già più di cinque anni fa. Era il 21 luglio 2017. E ad Avezzano sconfiggeva l’abruzzese Ivan Di Berardino, soprannominato Nervoso, ai punti con decisione unanime (98-91, 99-91, 98-92 i cartellini dei giudici).
Cardillo, dunque, ha già provato l’emozione e l’avventura di battersi per il titolo italiano. Le 10 riprese le ha fatte (almeno una volta) e le ha rette bene. Venturelli invece non è arrivato neppure a fare gli 8 round. Non ne ha avuto l’occasione. Sergio Romano, l’ultimo pugile affrontato, il 19 novembre 2022, è stato fermato al secondo round (KOT) in un match comunque programmato sulle 6 riprese.

Cardillo è pugile più collaudato, si porta dietro l’esperienza acquisita in una carriera da 44 match: 33 da Dilettante (17+, 14-, 2=) e 11 da Professionista (10 vittorie e 1 pari). Dunque, pugile con maggiore abitudine a stare sul ring.
Venturelli è l’uomo che viene dal nulla. Cominciò all’età di 27 anni a frequentare la palestra ferrarese di Massimiliano Duran, dopo essersi messo in testa la strana idea di imparare la boxe a quell’età. E pugile è riuscito a diventarlo per davvero. Non limitandosi al Dilettantismo (soltanto 10 incontri, con 8+ e 2=) ma diventando Professionista. Fino ad arrivare, da imbattuto (7 combattimenti, 7 vittorie) a battersi per la cintura di Campione d’Italia. Complessivamente, il peso massimo da 91 chili allenato da Massimiliano Duran ha combattuto 17 volte (senza mai perdere). Cardillo - sottolineo - ne ha in totale 44.
Venturelli con Bentivogli
Ultime considerazioni. A Ferrara il prodotto della scuola pugilistica della Padana avrà il sostegno, il supporto, l’incoraggiamento di gran parte del pubblico (si annuncia il sold out al Palapalestre). E per un boxeur che ha fuoco nelle vene, il tifo del bordoring e quello che scenderà dalle gradinate - dove vi sarà un nutrita presenza di suoi conterranei loianesi - diventerà un fattore importante. Il calore della gente gli trasmetterà carica e sicurezza. Tuttavia Venturelli sarà chiamato a gestire la pressione. E’ il “match della vita” per questo ragazzone dalla “vida loca”, un po’ pazza, che nel 2017 volle tuffarsi in un’avventura che sembrava quasi quasi impossibile: imparare la boxe da ventisettenne. Sobbarcandosi tutti i giorni il viaggio da Loiano, nell’Appennino Tosco-Emiliano a Ferrara. Andata e ritorno. Sostenuto da un sogno, da una sfida. In linea con il “personaggio: scanzonato, ribelle, fiero: uno che ha sempre preso la vita a modo suo, andando a volte fuori dalle righe e commettendo anche degli errori.
Gianmarco Cardillo è un uomo tranquillo. Semplice, umile, rispettoso delle regole. Ha una bella famigliola. E’ un militare dell’esercito italiano.
Se Emanuele Venturelli “ferrarese acquisito” dovesse vincere, nel sabato di uno speciale “Memorial Duran”, diventerebbe il secondo pugile della boxe estense a diventare campione d’Italia dei pesi massimi.

Chi è stato il primo? Uber Bacilieri, il vigile urbano, nativo di Copparo, salì sul trono tricolore dei massimi il 20 aprile 1952. Quando a Ferrara sconfisse ai punti Giorgio Milan. Storia di 71 anni fa! Quando imporsi, superando una severa concorrenza per diventare Campione, era un cammino lungo, paziente, difficile. Nel 1954 Bacilieri perse il titolo co
ntro Checco Cavicchi, il colosso di Pieve di Cento che per undici intensi anni e 88 (dal 1952 al ’63) infiammò Bologna regalando alla città delle Due Torri il titolo Europeo in una memorabile serata del giugno 1955 allo Stadio Comunale.
Uber Bacilieri, dopo quella sconfitta contro Cavicchi, seppe recuperare il titolo italiano nell’agosto 1956 mantenendolo fino al dicembre 1957. Sconfisse Antonio Crosta, poi Federico Friso gli impose il pari ma Bacilieri conservò la cintura perché era il campione in carica. Poi, ancora un successo su Crosta e una vittoria ai punti sul valoroso Federico Friso. A Lavis il 14 dicembre 1957.
Otto combattimenti Professionistici rappresentano un record per l’Organizzazione del “Memorial”, dedicato al ricordo di un “grande” Pugile, un sublime Artista del ring, Carlos Duràn, argentino di Rosario, un talento che sul finire degli Anni Cinquanta illuminò la scena a Mar del Plata e nel leggendario Luna Park di Buenos Aires dove il 26-12-1959 fece perdere la testa al temibile Andres Selpa,
uno che aveva 71 match vinti ma si fece assalire dalla frustrazione quando si trovò nell’impossibilità di contrastare il jab, la rapidità, il tempismo, le schivate del “Fofro”. E poi il “Fofro” argentino ha fatto strada in Italia (il primo match proprio al PalaPalestre di Ferrara nel giorno di Santo Stefano del 1960) facendo inorgoglire l’Italia della boxe quando Carlos, nel frattempo diventato Carlo per cittadinanza italiana, vinceva per 6 volte l’Europeo dei pesi medi e poi tre volte l’Europeo dei superwelter.
Il grande Carlo morì in un incidente stradale il 2 gennaio 1991. All’età di 54 anni. Se fosse ancora qui, credo che ammirerebbe profondamente il pugilato di quel giovane superleggero italo argentino - Federico Schinina - attesissimo interprete in uno dei sette match Pro che faranno da contorno al campionato d’Italia dei pesi massimi.
Ad “accompagnare” il pubblico in questa kermesse, presentando i match e i pugili sul ring, lo stile e la voce competente dello speaker e ring announcer Marco Marchino.
IL PROGRAMMA DEL MEMORIAL DURAN
(Sabato 25 marzo, PalaPalestre di Ferrara via Tumiati 5)
PROFESSIONISTI
Dalle ore 18
Pesi superleggeri: Mohamed Nasri (Ferrara, Pugilistica.Padana) contro Simone Vanni (Capraia Fiorentina, Leonica Boxing Club San Pierino).
Pesi superleggeri: Reynier Palmero (Parma, Team Delle Fave) contro Nicolò Amore (Rimini, Ring Side).
Pesi mediomassimi: Domenico Bentivogli (Galliera, Pug. Padana Ferrara) contro Luca Di Loreto (San Benedetto del Tronto, Team Ruffini).
Dalle ore 21
Pesi mediomassimi: Aleksander Ramo (Recanati, Pug. Padana Ferrara) contro Giorgi Kandelaki (Gori, Georgia)
Pesi mosca: Ahmed Obaid (Ferrara, Pug. Padana) contro Estefano Guerrini (Savigliano Boxe).
Pesi superleggeri: Federico Schinina (Genova, Team Delle Fave) contro Maycol Escobar (Vicenza, Team Promo Boxe Italia).
Pesi welter: Antonio Licata (Ferrara Boxe) contro Nassim Boussadra (Mirabella Eclano, Irpinia Pro Ring)
Campionato d’Italia pesi massimi:
Emanuele Venturelli (Loiano, 7+0-, kg. 93, Pugilistica Padana Ferrara) contro Gianmarco Cardillo (Cassino, 10+1=, kg. 108, ASD Marsica Boxe Avezzano, manager Armando De Clemente) in 10 round.



