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Il titolo italiano dei massimi rimane vacante- Pari tra Venturelli e Cardillo

 Ramundo contro Metoyenkpon a Lanciano

Di Maurizio Roveri

Una battaglia intensa, aspra, anche caotica in certi momenti, è terminata senza un vincitore. Al PalaPalestre di Ferrara la vibrante sfida fra Emanuele Venturelli e Gianmarco Cardillo finisce con un verdetto di parità.
E ancora la categoria dei pesi massimi non ha un campione.
Cardillo ha risalito la corrente, dopo che la prima parte del match era stata nelle mani di Venturelli.

In avvio Ventutrelli lavora con il sinistro in velocità, poi affonda il destro al corpo. E ripete l’azione altre due volte. La tattica del pugile di Loiano, prodotto pugilistico della Padana Ferrara di Massimiliano Duran, è chiara fin dall’inizio: mobilità, girare intorno al massiccio avversrario, anticiparlo, non farlo partire. Gianmarco Cardillo attendista nel primo round. Nella seconda ha un’improvvisa accelerazione, esce dal guscio, la battaglia si accende. Venturelli non si fa sorprendere. Deve boxare in scioltezza, portando colpi rapidi e tenere la distanza. Non avvicinarsi. Dalla media distanza è attivo e sufficientemente incisivo. Il ciociaro di Cassino, più grosso è pesante, appare alquanto lento. Cerca la corta distanza, il corpo a corpo dove la sua massa muscolare costringe Venturelli a fare fatica per divincolarsi. Di tanto in tanto lampeggia il jab sinistro di Cardillo, però è Venturelli a mantenere una maggiore attività. Venturelli evita con abilità il montante destro, che è il colpo più pericoloso del ciociaro. E’ il loianese che invece fa uso del gancio destro.
Cardillo sul finire quinto round accelera, aumenta la sua intensità. Venturelli ha bisogno di prendere fiato. La sesta ripresa vede Cardillo in attacco e portarle più colpi, che sono pesanti. E’ un momento delicato per Venturelli, il pubblico lo incoraggia. Il pugile di Momo Duran recupera gioco di gambe e ripropone il diretto sinistro. Con il quale toglie il tempo a Cardillo. Il pugile di Cassino è un volpone, ha parecchia più d’esperienza rispetto all’Emilia-Romagna. Si accende la battaglia. S’incrociano i colpi. Vednturelli allunga il jab e talvolta doppia con il destro. Però Cardillo lo porta sulla strada del “fare a cazzotti”, che è una strada insidiosa per Venturelli.
Il pugile della Padana Ferrara regge con apprezzabile energia l’ottava ripresa, una distanza dove non è mai arrivato nella sua ancor breve carriera. Di nuovo Venturelli in velocità. Respira, mantiene lucidità (cosa che non era scontata…), Accetta anche il corpo a corpo, che Cardillo sfrutta a suo favore. Com8incia il decimo e ultimo round. Venturelli è affaticato e sente la tensione. Cardillo porta Venturelli alle corde, poi porta una serie di colpi dritti. L’inizittiva è nelle mani del pugile arrivato a Ferrara da Cassino. Però Venturelli ha un sobbalzo d’orgoglio e va a segno con efficacia con le ultime energie, le ultime gocce di sudore di un “Tricolorfe” vibrante, gonfio di emozioni ed trepidazioni. Non un combattimento semplice da interpretare.
E il verdetto è di parità. Due giudici hanno assegnato un 95-95, l’altro giudice aveva nel proprio cartellino 96-94 per Cardillo.
Delusione per Veturellli che si sentiva vincitore e nuovo campione d’Italia. Invece… non c’è un Campione d’Italia dei pesi massimi. Il titolo era vacante. E rimane ancora senza un padrone.

BELLA NOTIZIA. Domenico Bentivogli è stato rilasciato subito dall'ospedale  ed è tornato al Palapalestre  per tifare per il suo amico  Venturelli .

Campionato d’Italia dei pesi massimi: Emanuele Venturelli (Loiano, kg 93, Padana Ferrara) e Gianmarco Cardillo (Cassino, kg. 108, Team De Clemente) incontro pari.

 

 

 

 

 

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