David Light senza speranze in un brutto match
"Che barba! Che noia!" era il tormentone della più famosa coppia. intesa proprio nel senso di marito e moglie, dello spettacolo leggero italiano. Si adatta perfettamente al match fra i massimi leggeri Lawrence Okolie e David Light che sul ring di Manchester si sono battuti per il titolo di sigla WBO detenuto dal primo. Okolie ha dominato un match che non aveva senso fosse in qualche modo titolato perché il neozelandese Light è un paio di livelli sotto al britannico ma le sigle raschiano il fondo del barile e ci consegnano roba come questa con la differenza che, rispetto alla coppia televisiva, quella sul ring non fa nemmeno ridere.
Okolie ha il fisico del peso massimo di oggi ma rimane nei cruiser, è alto, muscolato e senza un etto di grasso. Si muove come un ballerino, jab sinistro e ogni tanto il destro che doppia. L'altro cercava inutilmente di tagliare il ring non sapendolo fare e quando i due arrivavano al corpo a corpo erano solo tenute e spinte. Le cose si sono un po' movimentate nell'ultimo terzo del match quando l'arbitro Bob Williams si è scocciato anche lui e ha fatto un fervorino, il secondo, ai due atleti. Era il 9° round e nel 10° Okolie ha messo in difficoltà Light con tre destri al volto prima di tornare a combattere come prima.
Nell'11° round l'arbitro toglie un punto a Okolie per avere spesso tenuto Light sotto con il braccio sinistro quando il neozelandese arrivava vicino, Okolie si scuote e scuote a sua volta Light con un destro a cui fa seguire una serie. Tutto qui e alla fine meritati buuu del pubblico.
Ancora una volta Okolie manca il bersaglio, vince ma si accontenta di farlo così. Alla gente non basta. Verdetto ovviamente unanime con punteggi di 119-1108 e due assurdi 117-110 e 116-112 laddove trovare una ripresa per Light era una impresa apparentemente impossibile ma non per i signori Michael Alexander e Jean Gauthier



