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8 Luglio…storicamente un grande giorno per la boxe

 di Roby Maddonini

L’8 Luglio è evidentemente una data che si addice alla grande boxe se è vero che alcuni degli eventi più importanti degli ultimi decenni si sono disputati proprio in tale giorno. Ben dieci titoli mondiali solo tra il 1959 ed il 2011; ma dove vogliamo andare a focalizzarci oggi è in special modo nel decennio a cavallo tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni novanta. Tra il 1979 ed il 1990 infatti andarono in scena quattro match iridati accompagnati,ognuno per motivi differenti, da enormi aspettative. Proprio per questo oggi abbiamo voluto fare un’eccezione decidendo di lasciare a voi la scelta proponendoveli tutti e quattro, non prima di averveli ovviamente introdotti, sebbene in modo molto più sintetico del solito. Andiamo quindi per ordine…

0001Bazozoka Limon

1979… New York, Mondiale Superpiuma WBC: Alexis Arguello, Nicaragua, 27 anni (58-5-0 48Ko’s) vs Rafael Limon, Messico, 25 anni (43-8-2 31Ko’s). Quinta difesa per Arguello contro il mancino Limon, N°1 delle classifiche. Il terribile picchiatore nicaraguense aveva conquistato il titolo nel 1978 contro il portoricano Alfredo Escalera, per altro battuto nuovamente nella rivincita andata in scena a San Remo cinque mesi prima della sfida contro Limon, doppiando così la cintura iridata conquistata nel 1974 tra i Piuma (WBA) contro il messicano Ruben Olivares, abbandonata nel 1976 dopo quattro vittoriose difese per salire di categoria. Per contro prima sfida iridata per il quotato e pericoloso Rafael Limon, reduce da un controverso verdetto nella battaglia di Los Angeles contro il picchiatore statunitense Bobby Chacon. Il match venne infatti fermato alla settima ripresa per una profonda ferita all’arcata sopracigliare del messicano causata da una testata di Chacon ritenuta involontaria. Essendo lo statunitense in vantaggio sui cartellini dei giudici si optò quindi per un pari tecnico.

 

 0001988 rosi vs Curry

1988: San Remo, Mondiale Superwelters WBC: Gianfranco Rosi, Italia, 30 anni (43-2-0 17Ko’s) vs Donald Curry, USA, 26 anni (29-2-0 23Ko’s).

Allestita nell'arena all'aperto del Portosole, uno dei porti turistici più prestigiosi del Mediterraneo, la seconda difesa iridata dell’italiano arrivava a sei mesi di distanza dalla significativa vittoria contro il temibile e quotato statunitense Duane Thomas, già giustiziere di pugili del calibro di John Mugabi e del nostro Patrizio Sumbu Kalambay, letteralmente scaraventato fuori dal ring del palazzo dello Sport di Genova da un Gianfranco Rosi in grande spolvero. Per la seconda difesa, se possibile l’avversario era ancora più pericoloso visto che parliamo di un gigante del calibro di Donald Curry, già Re incontrastato nei Welters tra il 1983 ed il 1986, periodo durante il quale ebbe modo di ridimensionare drasticamente le ambizioni del popolare idolo tricolore Nino La Rocca prima di perdere inopinatamente la cintura per mano dell’inglese Lloyd Honeyghan (lo stesso che l’anno prima aveva inflitto una delle due sconfitte in carriera a Rosi). Salito quindi di categoria lo statunitense era al secondo tentativo iridato tra i Superwelters dopo che esattamente un anno prima era stato respinto dall’imbattuto e devastante picchiatore giamaicano Mike McCallum, capace di ribaltare l’esito dell’incontro al quinto round con un uppercut destro che mandò nel mondo dei sogni Curry e gli valse il premio di Ko dell’anno.

VIDEOhttps://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=Gianfranco+Rosi%2C+vs+Donald+Curry%2C+8+july++boxing+video++highlights+#fpstate=ive&vld=cid:87503662,vid:5Pw0O9c7vww

000Jaquot bugabi

1989: Cergy-Pointoise, Francia. Mondiale Superwelters WBC: Rene Jacquot, Francia, 27 anni (24-9-1 12 Ko’s) vs John Mugabi,Uganda, 27 anni (33-2-0 33 Ko’s).Un match significativo soprattutto per verificare se il picchiatore ugandese sarebbe riuscito a coronare il sogno di raggiungere la tanto agognata cintura iridata, come tutti gli appassionati speravano.  Un pugile che solo sedici mesi prima aveva saputo entusiasmare il mondo intero mettendo in difficoltà The Marvellous Marvin Hagler come nessun altro aveva mai fatto, prima di cedere l’onore delle armi dopo undici rounds uscite dalla storia per entrare direttamente nella leggenda. Va ricordato infatti che dopo il fallito assalto al titolo dei Medi Mugabi rientrò nella sua categoria naturale dei Superweltersper sfidarelo statunitense Duane Thomas con in palio la vacante cintura WBC. Purtroppo una brutta ditata nell’occhio all’inizio della terza ripresa quando era già in vantaggio su tutti i cartellini dei giudici costrinse l’ugandese non solo ad abbandonare l’incontro ma anche a stare lontano dal ring per oltre un anno. Tornato a combattere ad inizio 88’ gli ci vollero altre otto vittorie, ovviamente per Knockout, per scalare le classifiche e tornare ad avere un’altra meritata chance iridata. Titolo nelle mani del francese RenèJacquot, un onesto mestierante che cinque mesi prima era però stato capace di far saltare il banco detronizzando sul ring di Grenoble il favoritissimo Donald Curry, sconfitto di misura ai punti ed apparso l’ombra del pugile che fù. Il match tra l’altro venne considerato sorpresa dell’anno dalla prestigiosa rivista The Ring. Probabile che l’americano avesse sottovalutato l’impegno preparandosi in modo approssimativo, sebbene il francese dopo un inizio di carriera poco meno che disastrosa era stato capace di ritagliarsi uno spazio internazionale conquistando l’allora prestigioso Titolo Europeo di categoria contro il nostro Luigi Minchillo per poi difenderlo in altre tre occasioni, l’ultima delle quali contro l’italiano Romolo Casamonica.

Il video

https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=Rene+Jacquot%2C+vs+John+Mugabi+8+July+Video+Youtube+#fpstate=ive&vld=cid:340beca0,vid:8lcIdt3E4mE

 

 000Breland Cover

1990: Reno, USA, Mondiale Welters WBA: Mark Breland, USA, 27 anni (27-1-1 20Ko’s) vs Aaron Davis, USA, 23 anni (29-0-0 17Ko’s). Terza difesa del titolo per l’ex ragazzo prodigio di Brooklyn Mark Breland, già medaglia d’oro a Los Angeles 84’ dopo aver sconfitto in semifinale il nostro Luciano Bruno (5-0) e capace di vincere tutto tra i dilettanti, compreso un Mondiale e 5 Golden Gloves consecutivi, unico a riuscirci. Sbarcò tra pro sul finire del 1984 dopo 110 vittorie ed una sola sconfitta ai punti (2-3) contro il connazionale Darryl Anthony, per altro poi demolito in 3 rounds nell’Aprile del 1986 . Con tali credenziali da predestinato non fu difficile per LouDuva traghettarlo sapientemente fino al titolo iridato in poco più di due anni, 22 vittorie e 15 Knockouts. E così il 2 Febbraio 1987 sbarazzandosi in sette rounds del sudafricano Harold VolbrechtBrelandsi portò a casa la vacante cintura WBA dei pesi Welters. Tutto secondo programma per questa stella di prima grandezza destinato alle più alte sfere del firmamento. Ed infatti come da copione alla prima difesa ecco arrivare tre diretti al corpo seguiti da un gancio sinistro alla mascella ed addio sogni di gloria. Il tutto all’undicesimo round di un match fin li dominato contro il connazionale Marlon Starling, un solido pugile dalle credenziali non certo irresistibili ma capace evidentemente di entrare nella testa di Breland al punto da conservare il titolo anche nella rivincita otto mesi più tardi imponendogli un pareggio. Tutto da rifare quindi.Dieci mesi più tardiBreland riuscirà comunque a riprendersi la cintura, nel frattempo divenuta vacante, sconfiggendo a Las Vegas il Sudcoreano SeungSoon Lee, spedito al tappeto in 54 secondi. Quattro perentorie difese per Knockouts, l’ultima delle quali contro l’inglese Lloyd Honeyghan, allontanarono una volta per tutto le scorie ed i fantasmi del recente passato. Anche Aaron Davis era un figlio della Grande Mela, veniva dal Bronx e si allenava alla Gleason’sGym, probabilmente la palestra di Boxe più iconica che sia mai esistita. Dopo un’onesta carriera dilettantistica priva di particolari squilli passò tra i professionisti nel 1986. Ventinove vittorie consecutive condite da diciassette soluzioni prima del limite lo portarono quindi a giocarsi la sua prima carta iridata, sebbene con tutti i favori del pronostico contrari.

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