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Ecco perchè Arblin Kaba ha accettato di sfidare Sandor Martin lo sfidante numero 1 al titolo WBC

 Sabato sera sul ring di Verbania il superleggero di Bologna torna sul ring affrontando lo spagnolo di livello mondiale. E’ l’avversario più difficile e prestigioso fino ad ora incontrato. Non c’è un titolo in palio, ma tanta eccitazione per una sfida che Kaba non immaginava di poter fare

di Maurizio Roveri

Il primo combattimento del suo 2023 trasporterà Arblin Kaba in una dimensione mai conosciuta prima d’ora in carriera. L’avventura che il pugile bolognese della Boxe Le Torri vivrà questo sabato, sul ring di Verbania, sarà suggestiva ed eccitante. E al tempo stesso gonfia di trepidazione ma ovviamente anche di sogni, proprio come deve essere la vita dei combattenti. Non ci sarà alcun titolo in palio per l’ex-campione d’Italia dei pesi superleggeri (nonchè detentore anche della cintura del Mediterraneo WBC)e neppure reggerà il clou per gli organizzatori  il  main event 12  sarà la sfida fra Ivan Zucco l’imbattuto mediomassimo di Verbania !17+, 0-) e il francese Baptiste Castegnaro.  Ma che importa! Vuoi mettere le sensazioni, il prestigio, il fascino, le vertigini che potrai provare, Arblin, trovandoti faccia a faccia con un pugile fra i migliori al mondo nella tua categoria di peso?

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Kaba l’ha accettata con entusiasmo la proposta partita dalla OPI 82 di Salvatore Cherchi. Stimolato dalla prospettiva di affrontare un “grande”. Kaba numero 15 nella graduatoria europea dei superleggeri contro Sandor Martin il numero 1 fra i contenders al trono mondiale della WBC.

Lo spagnolo di Barcellona, già campione d’Europa dal 30 settembre 2017 al 23 aprile 2021, ha successivamente scalato la classifica della World Boxing Council sconfiggendo Miguel Angel “Mickey” Garcia, californiano che viaggiava con 40 match vinti (30 KO’s) e poi il messicano José Felix.

Vantando un record di 40 successi e 2 sconfitte (dopo il match con Felix) Sandor Martin, detto “Arrasandor”, ha sfidato Teofimo “The Takeover” Lopez il 10 dicembre 2022 sul ring del prestigioso Madison Square Garden di New York. Sulla distanza delle 10 riprese. WBO International Super-Light. Combattimento equilibratissimo. Lopez knock-down nel secondo round. Verdetto contrastato. Sul cartellino di Guido Cavalleri c’era un 95-94 per Sandor Martin, mentre Max DeLucca assegnava 3 punti a Teofimo Lopez (96-93) e Pasquale Procipio 5 (97-92) allo statunitense di Las Vegas che pertanto vinceva per “split decision”. Sei mesi più tardi, il recente 10 giugno, Teofimo Lopez ha sconfitto Josh Taylor in 12 riprese. Conquistando il titolo mondiale superleggeri per la sigla WBO (World Boxing Organization).

Sandor Martin punta al trono della WBC. Il titolo dei superleggeri, per l’Ente guidato da Mauricio Sulaiman, è nelle mani forti di Regis Prograis statunitense con 28 vittorie (24 per KO). Sandor Martin è collocato come sfidante numero 1, lo scozzese Josh Taylor al numero 2.

Rientrando dopo la sconfitta di dicembre, Sandor Martin ha necessità di un incontro di collaudo. Per verificare lo stato di forma. Anche per lo spagnolo sarà, questo di sabato, il primo match del 2023.

E a collaudare il pugile di Barcellona c’è Arblin Kaba, che invece ha per obiettivo arrivare a battersi per il titolo Europeo. Nella categoria dei superleggeri, quella al limite dei kg. 63,500. Deve recuperare un po’ di terreno perduto, il pugile di Bologna. Attualmente viaggia al quindicesimo posto nel rating europeo. Il campione in carica è il francese Franck Petitjean, che il 10 giugno scorso ha sconfitto lo spagnoloSamuel Molina con verdetto di Majority Decision. Lo sfidante numero 1 l’ancora imbattuto Enoch Poulsen.

Albanese di nascita, arrivato da ragazzetto con la famiglia a Rocchetta Sant’Antonio nel foggiano, i primi preziosi insegnamenti di pugilato nella palestra di Luciano Bruno a Foggia, poi la scelta di trasferirsi a Bologna per frequentare la prestigiosa Alma Mater Studiorum, continuando al tempo stesso la sua crescita pugilistica nella palestra guidata da Paolo Pesci. Con costanza, lavorando rigorosamente ogni giorno alla “Boxe Le Torri”, Kaba ha progressivamente capito d’avere la mentalità e la solidità fisica per diventare un pugile “vero”. La cittadinanza italiana fra il 2018 e il 2019, il passaggio al professionismo. E una serie di match vincenti e convincenti a farne un pugile lanciatissimo. Era ancora imbattuto quando il 24 maggio 2019 al PalaBoni di Mantova sconfiggeva Massimiliano Ballisai,pugile di valore e tanto più esperto. Diventando Campione d’Italia dei superleggeri. Al primo tentativo. Cintura Tricolore mantenuta fino al 26 marzo 2022. Quando gli venne portata via da un verdetto strano, a mio parere incomprensibile, pur con tutto il rispetto per  il suo avversario, Charly Metonyekpon, che è giovane, emergente, forse troppo contratto quella sera di marzo del 2022 sul ring di casa, a Osimo, poi cresciuto e decisamente più brillante e convincente nei successivi match: le difese della cintura tricolore, contro Jacopo Fazzino a Roma e contro Stefano Ramundo a Lanciano.

Perso il titolo italiano, Arblin Kaba è ripartito da un altro territorio di caccia. Andando ad afferrare la cintura di campione del Mediterraneo. In un’altra intensa e drammatica battaglia con il valoroso ferrarese Daniele Zagatti.

A tutt’oggi, Kaba da Professionista ha raccolto 15 successi (solo 2 KO’s). Tre le sconfitte: una per knock out sul destraccio maligno di Mohamed Khalladi, un’altra che è un KOT “misterioso” in Repubblica Dominicana, e poi il discutibile verdetto in terra marchigiana.

Arblin è il super lèggero numero 212 al mondo, in base alle valutazioni di BoxRec.

Sarà in grado di impensierire un tre volte campione europeo e attualmente sfidante numero uno del campione del mondo superleggeri della WBC?

L’interrogativo è legittimo.

Paolo Pesci, l’esperto Maestro che gestisce (assieme al figlio Olmo) la preparazione di Kaba, racconta:

“Mi telefonò Cherchi un giorno e mi disse: vuoi fare, con Arblin Kaba, un match contro Sandor Martin? Sul momento io pensavo ad un titolo Europeo o a qualcos’altro di pari valore. La proposta mi parve eccitante. Pur rendendomi conto del grande valore dello spagnolo. No, no, precisò Cherchi, si tratterebbe di un incontro sulle 8 riprese. Ma a quel punto fui io a dire no. Che senso ha se non c’è un titolo in palio? D’istinto ho pensato così. E gli risposi che avrei parlato con Arblin e che poi gli avrei fatto sapere. Quando ho detto a Kaba di questa proposta, i suoi occhi si sono illuminati d’entusiasmo. Pronto ad accettare una durissima preparazione, con tutta la fatica e i sacrifici che richiede. Eccitato all’idea di sfidare Sandor Martin. Anche se solo per un combattimento sugli otto round, e comunque duro e difficile. Senza alcun titolo. Ci siamo resi conto che era una opportunità da prendere al volo. Avere davanti un avversario che è stato più volte campione d’Europa e che in questo momento è il numero 1 nel ranking della WBC fra gli sfidanti del campione del mondo, è un’occasione che non càpita tutti i giorni…”.

“Conosciamo il valore di Sandor Martin. Al tempo stesso, io so quanto spirito agonistico Arblin  Kaba possiede. E so che, a questo punto della sua carriera, ha bisogno di forti motivazioni. Quelle motivazioni che le sfide di prestigio contro i migliori della categoria gli possono dare. Da lì si impara, si cresce. Chiaro, puoi perdere. Ma combattendo in maniera valorosa, con il coraggio che ad Arblin non è mai mancato, ti fai apprezzare. E guadagni ancor più credibilità. Kaba sa che facendo una bella figura sabato sul ring di Verbania potrà rilanciarsi a livello europeo. Ha perso qualche posizione nel Rating dell’EBU dopo quel verdetto di Osimo. Ecco allora che la sfida con Sandor Martin, il quale  è stato un re a livello europeo, può farlo ripartire. L’Europa è l’obiettivo di Kaba. Ha la maturità per raggiungere i vertici. Una missione, dunque, che comincerà proprio dal match con lo spagnolo”.

E poi Paolo Pesci, spingendo più su l’asticella dell’ambizione, esclama. “E poi, dove sta scritto che Arblin Kaba sabato possa fare soltanto bella figura? Certo, è un aspetto fondamentale. E’ ciò che vogliamo vedere. Però la boxe sa essere anche imprevedibile. Sul ring tutto è possibile. Questo è uno sport strano. Molto strano. Una giornata storta per un pugile e una giornata di vena per l’avversario, o una giornata fortunata per uno e meno felice per l’altro. Basta anche un pugno messo bene…”.

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