Dominio quasi imbarazzante di chi aveva perso il primo match prima del limite

Senza nulla togliere alla vendetta perfetta di Chris Eubank Jr (foto a dx )c'è qualcosa che non mi ha convinto di questo match. Non mi è mai captato di vedere prima un Liam Smith così passivo, inconcludente, fuori totalmente da un match fin dalle primissime battute, cosa strana per un uomo che ha battagliato con onore con gente come Canelo Alvarez e Jaime Munguia e che aveva messo K.O. Eubank Jr nel primo incontro. Non posso sapere ora se qualcosa è andato storto nella preparazione o ci fosse qualche altro motivo ma io, se fossi stato all'angolo dell'uomo di Liverpool, lo avrei costretto a smettere dopo metà match per motivi precauzionali.

Dicono che ciò che un pugile perde come prima cosa quando è finito sono le gambe e qui certo le gambe non c'erano più. Fatto sta che Smith non ha vinto un nanosecondo di questo match in cui era favorito visto l'esito del primo incontro con Eubank. Quest'ultimo, dopo un primo round ingiudicabile e fatto solo di lotta libera, ha dominato in lungo e in largo con un jab implacabile e con l'uso del montante destro, il colpo che portato al volto ha atterrato Smith nel 4° round con paradenti volato via e interruzione, conteggio compreso, di almeno 20 secondi. Smith è pervenuto solo nel 5° round ed esclusivamente per il movimento del tronco alle corde che ha impedito a un arrembante Eubank di metterlo a terra. Per il resto nebbia totale e assoluta.
Ho avuto l'impressione che neppure Eubank credesse ai propri occhi e se la sia presa con una certa cautela, timoroso forse di una improvvisa reazione, altrimenti questo match non avrebbe visto la seconda metà con uno Smith poggiato su quelle gambe malferme. Gambe che non l'hanno più retto al 10° round quando è stato prima contato e poi poco dopo fermato dall'arbitro senza che vi fosse un colpo apparentemente decisivo. Intendiamoci, l'arbtro ha fatto benissimo, sul ring in quel momento c'era un uomo solo.
Eubank può gustarsi ora la più dolce delle rivincite dopo la più amara delle sconfitte. Di Smith non so che dire. Spero solo stia bene.



