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Emozioni e festa per Gianluca Picardi e per Pamela Malvina Noutcho

Commento e interviste dopo la appassionante serata organizzata dalla Promo Boxe Italia a Casoria. Gianluca, vittorioso nell’IBF del Mediterraneo, si toglie un peso e può finalmente  esclamare: “Ora non c’è più un Picardi non titolato”. Tredicesimo titolo professionistico in famiglia.

E Pamela, conquistando il Tricolore, entra nella storia del pugilato bolognese e riceve i complimenti del Sindaco Lepore

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di Maurizio Roveri

 

Una pizza, finalmente. Dopo i settanta giorni di lavoro massacrante in palestra, in piena estate, in una Bologna di calcio torrido da 38-39 gradi, mesi di sacrifici e rinunce, e dopo dieci round combattuti con straordinaria intensità sul ring del “Palacasoria”, Pamela Malvina Noutcho si è concessa una mezza giornata di meritato riposo, di libertà. In giro per Napoli, città splendida che ti entra nel cuore. Napoli è un abbraccio, è un sorriso, è un sentimento forte e autentico. Passeggiando in mattinata per Spaccanapoli, l’iconica strada che va dai Quartieri Spagnoli fino a Forcella, Pamela ha incrociato persone che l’hanno riconosciuta. Gente che le ha fatto i complimenti per il titolo italiano appena conquistato e per la spettacolare prestazione espressa sul ring di Casoria. C’è chi le ha voluto offrire le sfogliatelle, chi il caffè.

Poi all’ora di pranzo Pamela Malvina, la neo-campionessa italiana Pro dei pesi leggeri, s’è concessa finalmente una vera pizza napoletana. Con melanzane, provola affumicata, zucchine, mozzarella.

Nel pomeriggio la ripartenza per Bologna. In auto, con il suo allenatore Alessandro Danè e gli altri dello staff tecnico. L’arrivo in tarda serata. E domani l’Infermiera dell’Ospedale Maggiore sarà già al lavoro. Per il turno pomeridiano al Pronto Soccorso.

Di questa trasferta in terra napoletana Pamela si porta dietro la fortissima emozione che ha percorso tutto il suo corpo quando l’arbitro del combattimento per il campionato d’Italia femminile dei leggeri, Rosario De Rosa, le ha sollevato il braccio all’annuncio del verdetto. 

Noutcho CINTURA TRICOLORE

Il titolo italiano. Era il suo desiderio più forte, per lei che vive in Italia da ventitré anni. E che in Italia è cresciuta, ha studiato, si è laureata e lavora (fra l’altro dentro un ospedale, un lavoro che richiede grande professionalità e la massima attenzione). Quando negli anni scorsi Pamela era già pugilessa, e ancora in attesa dell’italianizzazione, il sogno che sognava era proprio quello di poter vincere - da cittadina italiana finalmente - il Campionato d’Italia Professionisti. Quel sogno ora è diventato realtà.

Sì, in verità un titolo italiano Pamela lo aveva già vinto. Gennaio 2021. Nei Dilettanti. Era l’edizione 2020 degli “Assoluti”. E agli Assoluti possono partecipare anche pugili stranieri ma tesserati per società pugilistiche italiane e con almeno tre anni di affiliazione alla Federazione Pugilistica Italiana. Andarono in scena ad Avellino, quei campionati Dilettanti Assoluti. 

Da Avellino a Casoria. Evidentemente la Campania porta fortuna alla ragazza cresciuta nella palestra bolognese della Bolognina Boxe. E da quest’anno tesserata, come Professionista, dalla Promo Boxe Italia di Mario Loreni.

Pamela da questa indimenticabile trasferta in Campania si porta dietro, oltre al titolo vinto sconfiggendo chiaramente la valorosa Nadia Flahli, anche un altro ricordino. Un occhio gonfio. Quasi chiuso. No, non un pugno (di quelli ne ha presi pochini…). La responsabilità è di una testata accidentale. Può succedere quando si combatte a distanza ravvicinata. E’ accaduto nel corso del settimo round. Pamela in attacco, Pamela che pressa. Lo ha fatto per tutti i 10 round. Con impressionante energia. Nadia Flahli alle corde, impegnata a cercare di alleggerire la pressione dell’avversaria. Uno scontro fortuito con le teste. Nessun taglio, nessuna ferita. Pamela è più bassa di statura e la botta della testata le è arrivata dritta nell’occhio. Per qualche attimo ha dovuto frenare. Un po’, soltanto un po’.

La botta l’aveva un tantinello stordita e la testa le doleva, aveva confidato al suo allenatore Danè, appena arrivata all’angolo nell’intervallo fra la settima e l’ottava ripresa. 

Non se n’è accorto nessuno, fra gli spettatori, poiché Pamela ha ripreso a macinare la sua boxe. Continuando ad assalire, a pressare, portando regolarmente Nadia Flalhi alle corde. Un’azione incessante. Senza un attimo di pausa. Lavorando al corpo. Mai, mai un colpo solo. Sempre a due mani. Colpi in serie, pesanti e rapidi, sui fianchi della marchigiana. Tante, tante combinazioni. Le più efficaci: sinistro-destro e montante; sinistro-destro e gancio. E anche colpi d’incrocio.  Ma come si riesce a mantenere un ritmo così intenso per tutto il match come ha fatto Pamela?

Lei mi confessa che… “All’ultimo round devo dirti che ero bella affaticata. Davvero. Mi sono detta: Dài, resisti, manca solo questa ripresa”.

Un campionato d’Italia femminile davvero spettacolare. Pamela ha acceso il combattimento, lo ha infiammato. Nandia Flahli ha resistito al turbine vorticoso dell’azione di Pamela. La ragazza marchigiana ha fatto vedere belle cose quando alle corde riusciva a spostarsi, a girare con  coordinazione ed eleganza. Però, sottoposta regolarmente al pressing incessante della bolognese, era costretta anche a rifiatare. E a fermarsi un po’ con le gambe. Ogni volta che Nadia Flahli non riusciva a danzare, Pamela Noutcho le era addosso. Muovendo le mani. 

Valorosa resistenza, quella di Nadia Flalhi. Che ha provato a metter colpi boxando di rimessa. Non è riuscita a fare di più, non ha quasi mai costruito attacchi sostanziosi poiché Pamela non glielo ha permesso.

Nadia, la ragazza marchigiana, ha comunque buona tecnica. Oltre all’altezza e all’allungo. Si vocifera che potrebbe chiudere qui la carriera. Spero di no. Non deve mollare. Le consiglio di insistere. Ha perso due match quest’anno per il titolo italiano, contro Martina Righi (ora passata nella categoria dei superpiuma) e contro la Noutcho. Deve crederci ancora, Nadia Flahli. Ha 28 anni. Sa fare la boxe. Quando Pamela, fra un anno, o forse prima (dopo la difesa del titolo) potrebbe lasciare questa cintura per tentare strade europee, e il “Tricolore” dei leggeri diventasse vacante, la Flahli avrebbe una bella chance per salire sul trono italiano. Nella mattinata odierna il Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha scritto un post in Facebook complimentandosi con Pamela Malvina Noutcho e con la Bolognina Boxe per la conquista del titolo.

Pamela entra nella Storia della Boxe di Bologna, una città che vanta un prestigioso passato nello sport della Noble Art. 

Lei è la primissima donna bolognese ad essere Campione d’Italia.

E adesso? Quali programmi?

Mario Loreni, il suo manager, spende volentieri belle parole per Pamela Malvina Noutcho. “Ha dimostrato tutte le sue qualità. E’ stata dominante. Andiamo avanti per la nostra strada, rispettando la programmazione che ci siamo dati. Farà una difesa del titolo italiano, poi valuteremo i passi da fare sul percorso europeo”.

Una notizia importante. Prossimamente l’EBU introdurrà, anche per il settore femminile, il titolo dell’Unione Europea. Preziosissima tappa di avvicinamento all’Europeo vero e proprio. Può essere molto utile a Pamela Noutcho, che ha soltanto n6 incontri alle spalle (tutti vinti) e nessuna esperienza internazionale. In festa Bologna per la sua prima donna a diventare campionessa nel pugilato professionistico.

 

E in festa è anche Casoria che stavolta ha potuto vedere il suo Gianluca Picardi trionfare in un match titolato.

C’era stata amarezza, quella sera del 27 maggio 2022, quando Gianluca davanti alla sua gente non era riuscito a centrare l’obiettivo del titolo italiano. In un combattimento intenso, duro, aspro, Picardi aveva combattuto con coraggio, soffrendo però il veloce jab sinistro di Fateh  Benkorichi. Che vinse bene ai punti al Palacasoria.

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L’affetto della sua gente, Gianluca ha continuato a sentirlo. A ridargli morale e nuova spinta. E ovviamente l’affetto della sua famiglia. Una famiglia di valorosi combattenti, quella dei Picardi. Dal padre, Antonio, che come pugile Professionista è stato 6 volte campione d’Italia dei gallo (dalla  metà Anni Ottanta alla metà dei Novanta) ai figli Vincenzo, Giuseppe e Gianluca.

Il giorno dopo la conquista del primo titolo da Pro è un giorno pieno di belle sensazioni per Gianluca Picardi. Se lo gode tutto, questo momento di gloria. Meritatissimo. Per la costanza che ha avuto nel cercare di migliorarsi, con tanto rigoroso e paziente lavoro in palestra, dopo quelle due sconfitte per il titolo italiano (per mano di Lenti nell’aprile 2021 a Livorno e poi a Casoria contro Benkorichi nel maggio 2022). 

Mi è parso un Gianluca Picardi più maturo e sereno, quello che ha battuto l’ostico Rafael “El Potro” Hernandez un veterano scomodo per via di un tipo di boxe non semplice da interpretare. Il venezuelano, più alto e con maggiore allungo, utilizzando molto la mobilità del tronco ha tentato di confondere il pugile di Casoria. Picardi non si è mai fatto sorprendere. Ha anche costretto Hernandez ad un knock-down.

Era rimasto l’unico, Gianluca, a non avere ancora conquistato un titolo da Professionista. I fratelli gli sono sempre stati vicino. Incoraggiandolo. Soprattutto sono stati (e sono, ogni giorno) gonfi d’amore e di competenza i consigli, i suggerimenti del suo Maestro. Che è suo padre Antonio. La “Picardi Boxe”, a Casoria, è una bella realtà. Un punto di riferimento per i ragazzi e le ragazze del territorio napoletano.

Gianluca Picardi è stato bravo - commenta il manager Mario Loreni - ha fatto il match giusto, ciò che doveva fare affrontando un pugile molto esperto e smaliziato come il venezuelano Rafael Hernandez. Mi è piaciuto come Gianluca ha tenuto sotto controllo un veterano con tanti più match. Senza mai dargli la possibilità di diventare pericoloso”.

“Il giorno dopo - racconta Gianluca Picardi - riesci a realizzare tutto quello che hai fatto il giorno prima. A valutare le emozioni con più equilibrio e freddezza, a riguardare il video del match e, perché no, a capire qualche sbaglio. Credo che gli sbagli siano stati pochissimi. Il combattimento lo avevamo studiato e preparato alla perfezione. E’ andato tutto secondo i piani. Mio padre, che è il mio maestro, è stato felicissimo e mi ha fatto i complimenti”.

E adesso? Quali programmi?

“Ci prendiamo una settimana di stop e poi ripartiamo. Stiamo programmando la difesa di questo titolo IBF del Mediterraneo entro fine anno. Il mio manager Loreni sta lavorando per questa difesa”.

Un successo chiaro, chiarissimo ai punti come indicano i 9, 11, 11 punti di vantaggio sui cartellini dei tre giudici. Gianluca, 31 anni, ha conquistato così il Titolo IBF del Mediterraneo. Nella categoria dei pesi leggeri. Una performance e una vittoria che lo rilanciano e che gli trasmettono nuove certezze. Il suo record, a questo punto della carriera, dice 12 combattimenti vinti, 2 persi.

E adesso non c’è più un Picardi non titolato!”, ha esclamato Gianluca. Che aggiunge una cintura Pro a quelle di suo fratelli Vincenzo (6) e di suo padre Antonio (6). 

E così diventano 13. 

Casoria può tornare a festeggiare. 

 

RISULTATI
Pesi welter: Akrem Ouina (Padova, kg 68,200) batte Fernando Mosquera (Colombia, kg 67,800) ai punti in 8 round.

Pesi medi: Francesco Aiello (Marcianise, kg 74,5) batte Orlando De Jesus Estrada (Colombia, kg 76) ai punti in 6 round.

Pesi leggeri: Gianluca Ceglia (kg. 61,350) batte Maicol Velazco (Colombia, Sarno, kg. 62,200) ai punti in 6 round.

 Campionato d’Italia Femminile pesi leggeri (titolo vacante):

Pamela Malvina Noutcho batte  Nadia Flalhi hai punti 1o round (97-93, 98-92, 98-92).

Titolo IBF del Mediterraneo pesi leggeri  vacante 

Gianluca Picardi batte  Rafael Hernandez  ai punti 10 round  (99-90, 100-89, 100-89)

 

 

 

 

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