Gonzalez poteva anche non salire sul ring
La boxe statunitense ha un problema di giudici e anche grosso! Non è una novità ma purtroppo sono sempre gli stessi figuri che imperversano togliendo il giusto merito a chi sale sul ring rischiando anche la salute. Lo scandalo non sta nel fatto che il messicano Luis Alberto Lopez abbia conservato il titolo di sigla IBF dei pesi piuma battendo ai punti lo statunitense Joet Gonzalez ma nello scarto determnato dai cartellini. Già poco credibile era il cartellino di Mr Carrion che diceva 116-112, semplicemente scandalosi quelli di Steve Weisfeld (117-111) e Robert Hoyle (118-110) degni di prova del palloncino. Nè è una valida giustificazione il fatto che si combattesse a Corpus Christi, Texas, parte del mondo che è più messicana che altro, tanto più che il cognome di Joet è Gonzalez e non Kennedy o Smith per intenderci.
Ma veniamo al match. Lopez è un pugile molto atipico, pugni portati da angolazioni imprevedibili, guardia inesistente e difesa affidata al senso della distanza e alle gambe. Gonzalez non ha la sua potenza ma boxa molto più in linea e aveva nel gancio destro l'arma migliore per arrivare al volto di Lopez correndo qualche rischio sul gancio sinistro e su quei montanti che non si sa da dove arrivino.
Il match ha quasi sempre visto leggermente avanti Lopez ma Gonzalez ha più volte aumentato il ritmo e stretto alle corde il suo avversario. Il messicano è comunque nettamente calato nell'ultimo terzo di match nel quale ha dovuto concedersi qualche pausa, cosa che gli era successa anche quando conquistò il titolo contro Warrington a Leeds.
Ripetiamo, non contestiamo la vittoria di Lopez ma la netta sensazione che tutto fosse stato deciso prima. Per noi il match è finito in pareggio 114-114 e conterà pochissimo ma pensate che il team di commento di ESPN, comprendente Tim Bradley, aveva avanti Gonzalez 115-113.
A noi comunque sembra che il titolo di Lopez sia a disposizione di un avversario di classe che abbia la mano un po' più pesante di quella di Joet Gonzalez.



