
L'annunciato dell'abbandono della boxe da parte del colosso televisivo Showtime ha creato stupore e preoccupazione non meno di quanto ne creò sei anni fa HBO che aveva seguito le vicende dal ring dagli anni settanta. Personaggi di notevole caratura come il campione assoluto dei welter Terence Crawford e l'organizzatore Oscar De La Hoya hanno espresso il loro punto di vista su questo addio esprimendo opinioni molto diverse.
De La Hoya ha chiesto un maggiore senso di cooperazione tra i promoter, mentre Crawford ha sostenuto che i combattenti devono essere coinvolti negli aspetti commerciali della boxe per mantenere e migliorare l'immagine del pugilato.
De la Hoya ha scritto su X:
'Rendo omaggio a Showtime per il suo impegno quasi quarantennale nello sport che amo'. Spero che noi promotori possiamo sfruttare questa sfortunata situazione per mettere da parte il nostro antagonismo e iniziare a lavorare insieme più spesso per contribuire a realizzare incontri più grandi e far crescere il nostro sport”.

"Bud" Crawford, che ha esordito al professionismo nel 2008, non è d'accordo con il Golden Boy" e chiede l'ingresso del pugile nella sfera organizzativa.
'Con tutto il rispetto per ciò che ha detto Oscar De La Hoya credo che se i pugili non diventeranno parte attiva nelle organizzazioni la boxe non crescerà e farà un ulteriore passo indietro. Oscar ha detto che i pugili devono concentrarsi sul loro lavoro e lasciare fare ai promoter la progettazione del match io invece credo che dobbiamo avere un ruolo attivo nella organizzazione. In fin dei conti siamo noi i protagoinisti dell'evento pugilistico e non possono impedirci di usarlo-



