Poco fa, 21 ottobre, sul ring della EWS Arena di Goppingen, davanti a 6.000 spettatori paganti, il 53enne massimo leggero tedesco di origini turca Firat Arslan (55-9-3) ha messo la parola fine, con una prestazione d’eccellenza, alla sua più che ventennale carriera iniziata nel 1997.
Arslan si è impadronito della vacante cintura “Gold” WBA, ente che lo ha inserito per 18 anni nel suo ranking e che lo vede tuttora occupare la posizione n. 4 della classifica, battendo per kot alla sesta ripresa il bosniaco Edin Puhalo (23-2) n. 5 del ranking, atterrato una prima volta nel secondo round.
Dopo aver conquistato la versione ad interim del mondiale cruiser WBA nel 2007 battendo a Budapest il russo Valery Brudov, raggiunse l’apice della carriera nello stesso anno impossessandosi della cintura “regolare” grazie alla vittoria ai punti sullo statunitense Virgil Hill, uno dei migliori medio massimi di tutti i tempi.
Dopo una comoda difesa contro Darnell Wilson, Arslan lascio il titolo nelle mani del panamense Guillermo Jones che lo sconfisse per KO alla decima ripresa.
Dopo di allora al campione tedesco venne offerta in tre occasioni di riconquistare il titolo mondiale venendo però battuto da Marco Huck, nel 2012 e nel 2014, per la versione WBO, e dal cubano residente in Germania Yoan Pablo Hernandez per quella IBF.
Nella stessa riunione il 38enne massimo leggero Huseyin Cinkara (21-0), n. 10 WBA e n. 5 IBF, si è liberato velocemente del venezuelano Reinaldo Gutierrez (20-11), messo KO nel corso della prima ripresa.
Max




