L'ex pugile portoricano Felix “Diamante” Verdejo(27-2) passerà il resto della sua vita in prigione.
Dopo che lo scorso 28 luglio venne riconosciuto colpevole del rapimento che ha poi provocato la morte di Keishla Rodríguez Ortiz, la donna di 27 anni con la quale da anni intratteneva una relazione extraconiugale, che oltretutto era incinta di suo figlio, Verdejo è stato punito con la massima pena dell’ergastolo durante in udienza tenutasi in data odierna presso il tribunale federale di San Juan di Porto Rico.
Il verdetto di colpevolezza arrivò dopo un processo durato 25 settimane nel quale la giuria raccolse prove e ascoltò dettagli raccapriccianti sull'uccisione della donna avvenuta nell'aprile 2021.
Il Testimone chiave che si è rivelato determinante per la condanna di Verdejo è stato l’amico complice Luis Antonio Cádiz, che, vista la mal parata, si è dichiarato colpevole dopo aver patteggiato la pena con le autorità in modo da non essere condannato.
Cadiz testimoniò che Verdejo fece forti pressioni sulla Rodríguez per farla abortire prima di essere uccisa.
Secondo le sue dichiarazioni, il giorno dell'uccisione, Verdejo prese a pugni la donna iniettandole poi una sostanza, che il Cádiz credeva fosse eroina, prima che entrambi le legassero gli arti ad un blocco di cemento, lanciandola da un ponte in pieno giorno.
Cadiz ha detto di aver in seguito fatto una chiamata anonima al 911, il numero telefonico unico per le emergenze negli Stati Uniti e nel Nord America, giorni dopo per fornire la posizione dove far rinvenire il corpo della Rodríguez.
L’autopsia stabilì che la donna aveva nel suo organismo analgesici quali fentanil e xilazina, quest’ultimo utilizzato per sedare cavalli e altri animali.
Verdejo rappresentò Porto Rico in occasione dei giochi olimpici di Londra 2012 dove venne eliminato nei quarti di finale dal campionissimo ucraino Vasyl Lomachenko.
Subito dopo passò professionista con la Top Rank che gli garantì un bonus d’ingaggio di 100.000 $.
La sua carriera non fu pari alle attese, complice soprattutto una condotta poco professionale al di fuori del ring, e quando era oramai prossimo a combattere per il titolo mondiale, arrivarono le inaspettate battute d’arresto contro Antonio Lozada e Masayoshi Nakatani che ne ridimensionarono le ambizioni.
Max




