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5 Novembre 1994: Michael Moorer vs George Foreman…una sfida per la storia !

5 Novembre 1994: Michael Moorer vs George Foreman a Las Vegas IBF- Wba

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Sono già passati 29 anni anche se non sembra. Forse perché l’eco di quell’evento risuona ancora oggi tale ne è stata la portata. Eppure è così. 5 Novembre 1994, sul ring del MGM di Las Vegas va in scena il Mondiale dei Massimi WBA e IBF. Il campione è l’imbattuto e formidabile picchiatore americano Michael Moorer che sette mesi prima nel vicino Caesars Palace ha conquistato le cinture sfilandole dalle mani del favoritissimo Evander Holyfield, detronizzato ai punti di misura. A sfidarlo un’autentica leggenda del ring come George Foreman, al terzo tentativo iridato dopo il clamoroso rientro sul ring avvenuto nel Marzo dell’87 che aveva messo fine ad un periodo sabbatico durato ben dieci anni e durante i quali l’ex campione, dopo un’esperienza post-mortem, si era dedicato a professare la parola del Signore diventando Reverendo. I precedenti due assalti iridati come detto terminarono con due onorevolissime sconfitte, entrambe ai punti. Il primo valevole per le cinture WBA,WBC e IBF nel 1991 contro il sopracitato Evander Holyfield, il secondo nell’ultimo match disputato diciassette mesi prima contro il giovane Tommy Morrison e valido per la cintura WBO. Entrambe queste sfide, sebbene perse come del resto ampiamente previsto dai pronostici degli addetti ai lavori e dalle quote dei bookmakers, in realtà ingigantirono e rafforzarono l’immagine di Big George, dando un senso al suo ritorno sul ring che all’epoca dei fatti venne accolto non solo con un generale scetticismo ma spesso anche dall’ilarità di quanti evidentemente, trovandosi di fronte ad un ex pugile fermo da dieci anni, in età da ritiro agonistico e soprattutto con una condizione atletica più simile a quella di un lottatore di Sumo che di un pugile, avevano comunque sottovalutato il fatto che la potenza è l’ultima delle qualità ad abbandonare un pugile e Foreman era stato uno dei fighters col pugno più devastante della storia della boxe, secondo forse solo ad Ernie Shavers. Certo ora a quasi 46 anni suonati e con un anno e mezzo di inattività alle spalle pensare di poter battere un campione all’apice della carriera come il ventiseienne Michael Moorer, imbattuto dopo 35 incontri e con all’attivo ben 30 Ko’s, più che una speranza era un vero e proprio atto di fede. O almeno questo era quello che pensavano tutti quanti, dal grande pubblico agli addetti ai lavori, per non parlare degli allibratori che davano Moorer favorito 3-1. Tutti erano insomma preoccupati più per l’incolumità di Big George che per l’esito quasi scontato della sfida.

Qualche numero…Al Campione venne riconosciuta una borsa di 7 milioni di dollari a fronte dei 3 percepiti da Foreman. Se come detto per quest’ultimo si trattava della terza sfida mondiale dal suo rientro (la settima in totale considerando anche la prima parte di carriera quando tra il 1973 ed il 1974 distrusse Joe Frazier, Josè Roman e Ken Norton prima di soccombere contro Muhammad Alì nel famoso “Rumble in the Jungle” di Kinshasa) anche Moorer era abituato alle sfide titolate. Nel 1992 aveva infatti conquistato la vacante e meno prestigiosa cintura WBO dei Massimi in un drammatico match contro il connazionale Bert Cooper concluso al quinto round dopo che entrambi assaggiarono il tappeto in due occasioni per parte. Nel biennio precedente 89-90 aveva invece regnato incontrastato tra i Mediomassimi inaugurando il titolo WBO contro il pugile giordano Ramzi Hassan (KOT5) prima di lasciarlo nove difese più tardi contro il canadese Danny Stonewalker (KOT8). In questa sua seconda vita agonistica Foreman al momento di salire sul ring aveva raccolto 27 vittorie e due sconfitte con 25 soluzioni prima del limite che andavano ad aggiungersi alle 45 vittorie (42 Ko’s) e due sconfitte messe a referto tra il 199 ed il 1977. Va per altro rimarcata la bontà degli avversari sconfitti dopo il suo rientro a testimoniare la serietà del progetto che tutto era tranne che una patetica trovata pubblicitaria o il solito tentativo disperato da parte di un ex pugile in difficoltà. Può anche darsi che le prime motivazioni vadano ricercate dal desiderio di raccogliere i fondi necessari a sostenere i bisogni della sua comunità, quel che è certo è che dopo un inizio soft utile a riprendere confidenza con le sedici corde e a togliere qualche chilo di ruggine i test diventarono sempre più impegnativi, andando di pari passo con le proprie crescenti ambizioni. Sotto i colpi del picchiatore texano caddero infatti pugili del calibro di Dwight Qawi (già campione tra i Mediomassimi ed i Cruiser), Bert Cooper, Gerry Cooney (ex speranza bianca che entusiasmò il mondo nel 1982 contro Larry Holmes), il giamaicano Alex Stewart ed il sudafricano Pierre Coetzer oltre i già citati matches contro Evander Holyfield e Tommy Morrison.

A dare ulteriore spinta alle motivazioni del vecchio George vi erano due records a portata di mano: diventare il più anziano campione dei pesi Massimi e riconquistare il titolo dopo 20 anni. Detto ciò questo Moorer non poteva che fare paura.Roby Maddonini

 La grande sfida in video

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