
Roma, PalaEur.
22 novembre del 1969.
Nino Benvenuti difende il titolo mondiale dei pesi medi.
L’avversario è Luis Manuel Rodriguez, cubano di 32 anni. Ne ha diciannove quando diventa professionista sotto il regime di Fulgencio Batista. L’avvento di Fidel Castro, e il divieto di fare sport per soldi, lo convincono ad emigrare a Miami. Si allena nella 5th Street Gym con Angelo Dundee. Diventa campione del mondo dei welter nel 1963. Conquista il titolo il 23 marzo al Dodger Stadium di Los Angeles, contro Emile Griffith. Si presenta in Italia con un record di 96-7-0. È lo sfidante ufficiale.
Undicesimo round.
La faccia di Nino è una maschera di sangue. È così dal terzo round, quando i colpi del cubano lo hanno tagliato. La fine arriva a 1:10 dell'undicesima ripresa, in uno scambio a corta distanza, quando Rodriguez è ormai sicuro di vincere. Lo sfidante ha aperto la faccia di Benvenuti con ganci destri taglienti e sinistri di incontro che hanno lasciato i segni sul volto di Nino.
Il campione fa partire un colpo improvviso, un tremendo gancio sinistro che si stampa sul volto di Rodriguez. Lo sfidante crolla al tappeto. La folla, ci sono 18.000 persone al Palasport, esplode in urla di gioia, in molti si fanno strada sul ring per portare in trionfo Benvenuti. Rodriguez è nel suo angolo, ancora visibilmente scosso (resoconto della UPI, United Press Internazional).
Un gancio sinistro da artista, portato con tecnica, giusta velocità, perfetta scelta di tempo. Un gancio alla Benvenuti azzera ogni timore, restituisce al campione fiducia nel futuro. Forse lo illude di avere appena ritrovato il filtro dell’eterna giovinezza.
Il braccio sinistro, spinto dalla spalla, vibra il pugno verso destra, in avanti, con lo stesso preciso tempo dello scatto effettuato dalla gamba sinistra. Si deve fare attenzione che il gomito si stacchi dal corpo, ma che resti più basso del bersaglio. Si badi anche che il braccio, in blocco con la spalla, formi con la schiena una sola linea dritta. Il pugno, durante la traiettoria, dovrà fare di un quarto di giro. Il peso del corpo, che prima gravava leggermente sulla gamba sinistra, dovrà passare a quella destra. Il tallone del piede destro dovrà essere portato a leggero contatto con il tappeto, in relazione allo scatto della gamba sinistra e al giro del tronco. In quanto al braccio destro, si solleverà un poco per proteggere, con la mano semiaperta, il mento. (Steve Klaus, Insegnamento tecnico del pugilato)
Nel momento in cui fa partire il fulmine, Nino non ha sottomano il libro di Klaus, ma si comporta come se stesse leggendo le parole del vecchio maestro.
È perfetto.
Risolve un match ancora in equilibrio, un combattimento in cui ha rischiato molto. Un attimo prima del ko la UPI nel suo cartellino ha Rodriguez in vantaggio (5-4-1, il conteggio è sulle riprese), l’Associated Press ha match pari (5-5).
La campanella ha suonato, nessuno ha voluto ascoltarla.

(tratto dal libro di Dario Torromeo: NINO, il divo ribelle della boxe. Si può acquistare su Amazon, in offerta speciale: 2,99 formato Kindle; 10,39 copertina flessibile; 15,59 copertina rigida)



