I colpi al corpo decisivi a Las Vegas
Ci sono molte motivazioni dietro la sconfitta prima del limite subita dal 35enne Demetrius Andrade contro il 26enne David Benavidez e la prima è proprio la differenza d'età. La seconda la relativa inattività di Andrade contro l'attività maggiore del rivale, le terza la inconsistenza di troppi suoi avversari degli anni recenti. La quarta la differenza di potenza e se ne potrebbero trovare altre. Non crediate però che la vittoria di Benavidez, in realtà si tratta di abbandono, sia stata così facile come si potrebbe credere di fronte a un uomo che da dilettante è stato campione del mondo (Chicago 2007) e che era considerato uno dei migliori al mondo sul piano della difesa.
L'inizio del match ha subito visto un destro di Benavidez accusato da Andrade ma delle prime tre riprese secondo noi il mancino Andrade aveva vinto la seconda e anche la terza. Andrade ha scelto di affrontare la potenza dell'avversario con una tattica piuttosto aggressiva che probabilmente Benavidez non si attendeva, serie pregevoli di colpi a cui seguiva il tentativo di lavorare di rimessa. E' stato Andrade a cercare per primo i colpi al corpo, alcuni un po' sotto la cintura, Benavidez lo ha ripagato della stessa moneta, colpi bassi inclusi, la differenza era tutta nella potenza.
Nel 4° round quel lavoro sotto aveva spezzato la resistenza di Andrade e se Benavidez sente l'avversario in difficoltà lo trasforma senza pietà in vittima. Nei secondi finali un largo destro al volto ha messo a terra Andrade che si è rialzato poco prima del suono del gong. Il quinto round è stato pura sofferenza, Benavidez non ha più mollato di un centimetro Andrade bastonandolo sopra e sotto con ganci e montanti al punto che a fine round il medico è andato a monitorare le condizoni del pugile di Providence.
L'inizio del 6° roud ha visto Andrade sputare il paradenti per godere di qualche secondo di respiro ma poi il martellamento di Benavidez è ripreso. Ad onor del vero c'è stato un momento all'inizio dell'ultimo minuto in cui Andrade ha provato un disperato tentativo di ribellione ma è stato subito punito da colpi devastanti con altro sputo del paradenti. A fine round l'arbitro è andato all'angolo di Andrade dicendo di non poter ammettere un altro round così. Gli uomini di Andrade hanno capito e accettato la sconfitta che è nello stesso tempo la probabile fine di una carriera che poteva e doveva dare al pugile maggiore lustro.
Sarà ora difficile per Canelo Alvarez, il vero campione del mondo dei supermedi, evitare un match con Benavidez che ha dimostrato di meritarlo ampiamente. Che Benavidez possa vincerlo è un altro discorso ma il match va fatto.



