Gavin Gwynne, nuovo campione europeo dei leggeri, era sotto ai punti
La sfortuna purtroppo ci vede benissimo. Lo sanno anche gli inglesi che Emiliano Marsili stava dando una lezione di boxe al gallese Gavin Gwynne ma un infortunio alla spalla lo ha fermato sull'orlo, giudici pernettendo, (ma per due di loro "Tizzo" era avanti) di una impresa storica. E' una delusione terribile perché assomiglia troppo a una ingiustizia. Quest'uomo di 47 anni era più veloce e immensamente più bravo di un avversario di 33 anni che aveva tutto il pubblico della York Hall alle spalle , un pubblico che sa benissimo che solo la sfortuna di questo eroico italiano gli ha impedito di diventare campione europeo dei pesi leggeri e che ha festeggiato diremmo quasi sommessamente viste le circostanze.
Fin dall'inizio "Tizzo" ha anticipato Gwynne, ha mosso le gambe con una velocità impressionante, ha confuso il gallese che fisicamente lo sovrastava, ha emozionato tutti. Poi Gwynne è un po' risalito quando riusciva a inchiodare Marsili alle corde ma anche lì il campione laziale rispondeva colpo su colpo ribadendo che il pugilato fatto così è tanto vicino all'arte. Poi l'epilogo e a Marsili, che secondo noi aveva un problema alla spalla da tempo e non da quell'ultima ripresa, l'ottava, ha dovuto arrendersi non all'avversario ma alla sorte.
Marsili ci ha regalato 24 minuti di grande boxe, forse per l'ultima volta anche se strameriterebbe una rivincita. E stasera si è avuta la conferma, proprio la prima volta che Marsili ha perso, di cosa il pugilato italiano non ha saputo valorizzare come avrebbe dovuto. Bisogna riconoscere il dovuto anche al maestro Massai, un pugile come questo in un Paese diverso sarebbe stato uno dei grandi di sempre. A Marsili non rimane che dire grazie.



