Il superleggero italoalbanese batte Mosquera in un positivo collaudo e punta al titolo italiano di Ramundo
di Maurizio Roveri
Secondo match per Arblin Kaba nello spazio di 21 giorni.
Se il collaudo del 25 novembre sul ring di Mantova era stato troppo semplice (vittoria per kot al terzo round contro il georgiano Achiko Odikadze), il combattimento andato in scena sabato al “Binario Centrale” del DumBO a Bologna è stato decisamente più intenso e indicativo. Perfetto. Come lo voleva Kaba, come lo voleva il maestro Paolo Pesci. Le risposte sono state positive. Il superleggero italoalbanese, già campione d’Italia dal maggio 2019 al marzo 2022, e anche detentore del titolo WBC del Mediterraneo nel luglio 2022, ha vinto bene, in buon controllo, contro un collaudatore esperto, ostico, resistente come Fernando Mosquera. Il colombiano è un tipo che non si tira indietro mai. Sa fare battaglia. Il classico pugile con la valigia pronta. Dove viene chiamato, lui va. E con orgoglio fa il proprio lavoro. Una vittoria contro di lui te la devi guadagnare. E Kaba se l’è guadagnata, esprimendo un buon pugilato. Ha portato colpi rapidi, precisi e anche potenti, che Mosquera ha retto con le sue doti di incassatore e con astuzia. Ha perso, Mosquera. Ai punti. Nessuno l’ha mai sconfitto prima del limite.

Per Kaba vittoria numero 17 in una carriera Professionistica cominciata nel “Santo Stefano bolognese”
del 2016. Quattro le sconfitte, accettando di battersi con avversari di valore internazionale come ad esempio Rohan Polanco in Repubblica Dominicana e poi un campione di alta qualità come lo spagnolo Sandor Martin (42+, 3-), numero 1 per la WBC come sfidante del campione del mondo in carica Regis Prograis.
Quel giorno del 15 luglio scorso, al Teatro Maggiore di Verbania, Arblin Kaba affrontò con coraggio il grande pugile catalano. Cinque riprese intense, con il superleggero bolognese a tener testa ad un avversario in possesso di maggior classe. Poi Sandor Martin aumentò il ritmo, mettendo colpi duri, rapidi, velenosi con un efficace e “chirurgico” lavoro al corpo. Kaba era in sofferenza, anche per via di un gancio all’orecchio che gli stava creando problemi di equilibrio. Saggiamente, al sesto round - in occasione del secondo knock down del proprio pugile - il maestro Pesci dall’angolo lanciò l’asciugamano. Giusto. Inutile correre rischi. Era un combattimento che non aveva alcun titolo in palio. Kaba l’aveva affrontato senza alcuna soggezione psicologica e già per questo andava apprezzato. La differenza di classe, però, era tanta. E s’era fatta evidente sul cambio di ritmo prodotto dall’abilissimo catalano, già campione d’Europa prima di scalare le classifiche mondiali dei superleggeri.
Chiaro che un match duro come quello di Verbania, con conseguente dolorosa sconfitta, poteva non essere semplice da digerire. Però Kaba, una volta superate tutte le necessarie visite mediche, è ripartito in palestra con sicurezza e motivazioni. Senza condizionamenti. Le sconfitte prima del limite fanno parte di questo sport, di questo mestiere. Vanno accettate e assorbite, se la testa e il fisico dicono okay.
L’taloalbanese della Boxe Le Torri di Bologna sente di avere ancora cartucce da sparare. Ha 29 anni, è pugile integro, presenta un record di 17 vittorie, 4 sconfitte e 1 “pari tecnico”.
Punta di nuovo al Tricolore, attualmente detenuto da Stefano Ramundo (12+, 1-) abruzzese di Vasto.
Senza trascurare delle opportunità internazionali.
“Siamo pronti. A cogliere l’occasione”, afferma Paolo Pesci.
La serata pugilistica bolognese di sabato scorso ha avuto successo. Nove incontri fra pugili Dilettanti e 1 Professionistico. Quasi 500 spettatori, in gran parte ragazzi. E’ importante, questo segnale poiché il pugilato italiano ha bisogno di conquistare un pubblico nuovo e in particolare di farsi conoscere dai giovani. Fondamentale, per avere un domani.
Lo ha capito, Alessandro Barbetta. Che nelle vesti di organizzatore ha allestito (in collaborazione con Lavoropiù) una riunione pugilistica decisamente interessante e gradevole. E lo ha fatto mettendo tanta attenzione alla location. Scegliendo un contesto suggestivo, quello del “Binario Centrale” DumBO: la sua ampia sala e la tecnologia che possiede sono adatte per diversi eventi. Dal grande concerto musicale alla rappresentazione teatrale, dai Brands Events alle varie Convention.
Alessandro Barbetta è il Presidente e il Tecnico principale della palestra Boxing Club Bologna, una giovane realtà emergente nel panorama pugilistico bolognese.
Le idee non gli mancano. Ha la collaborazione di uno sponsor come Lavoropiù. E diverse iniziative da portare avanti. In palestra vi sono ragazzi che stanno crescendo bene. Come Lorenzo Muratori, nominato miglior pugile della Boxing Club Bologna nella riunione di sabato, o come Luca Casarsa uno junior quindicenne che ha già 16 match combattuti (11 vinti) che nel luglio scorso si è aggiudicato ad Assisi il “Torneo Nazionale A.Mura”.



