Perdura la crisi
CAMPIONE DEL MONDO: JAY OPETAIA
MIGLIOR PICCHIATORE: JAY OPETAIA
MIGLIOR TECNICO: MAIRIS BRIEDIS
SORPRESA DELL’ANNO: BADOU JACK
DELUSIONE DELL’ANNO: LAWRENCE OKOLIE
LA PROMESSA: SOSLAN ASBAROV
DA SEGUIRE: CHEAVON CLARKE
MATCH DELL’ANNO: CHRIS BILLAM-SMITH W 12 LAWRENCE OKOLIE
MATCH CHE VORREMMO VEDERE: JAY OPETAIA-MAIRIS BRIEDIS
La categoria dei pesi massimi leggeri non è certo in salute, eppure ha un vero campione del mondo che non è un pugile qualunque. Parliamo dell’australiano Jay Opetaia che è rientrato nell’ultima parte dell’anno dopo una lunga pausa seguita alla conquista del titolo contro il lettone Mairis Briedis e a un lungo infortunio riportato in quel match. I due avversari liquidati in poche battute da Opetaia, gli inglesi Thompson e Zorro, non erano assolutamente all’altezza di una sfida mondiale e lo si sapeva già prima. La speranza è che nel 2024 si possa vedere la rivincita fra lo stesso Opetaia e Briedis che però non sale sul ring dalla sera in cui perse il titolo ed ha ora quasi 39 anni che pochi non sono soprattutto dopo un lungo periodo di inattività. Il match dell’anno è stato quello che ha visto affrontarsi due inglesi, Chris Billam-Smith e Lawrence Okolie, meritatamente vinto dal primo che era sfavorito in un match che ha confermato la fragilità psicologica di Okolie, pugle peraltro dotato di una fisicità che meriterebbe ben altra consistenza. Okolie è sicuramente la delusione dell’anno. Anche Billam-Smith, alla luce dell’ultimo match vinto contro il veterano polacco Mateusz Masternak per infortunio mentre stava perdendo, non ci sembra uomo che possa fare la storia di questa sfortunata categoria.
Anche qui la sorpresa è un 40enne immarcescibile come lo svedese Badou Jack che ha battuto Ilonga Makabu che poi è andato a perdere anche contro l’armeno Mikaeljan uscendo praticamente dai giochi importanti. Ma il problema della categoria è proprio quello di avere tanti pugili o in età o che non riescono a sfondare o che rappresentano vere e proprie “minestre riscaldate”. Ci riferiamo in particolare allo stesso Masternak, ad Aleksei Papin, allo stesso Mikaeljan che pure ha asfaltato Makabu. Potrebbe essere diverso il caso dell’inglese Richard Riakporhe che ha liquidato in fretta sia il declinante polacco Glowacki che il modestro francese Bregeon. Riakporhe è stato frenato da qualche guaio fisico ma in questa compagnia non esaltante ci sembra, pur a 33 anni, un possibile avversario serio di Opetaia. C’è poi da verificare l’adattamento alla categoria di Gilberto “Zurdo” Ramirez, approdato fra i 200 libbre dopo la sconfitta subita fra i mediomassimi da Bivol. Sulla qualità di Ramirez c’è poco da discutere ma il fatto è che finora da massimo leggero ha combattuto, e vinto bene, solo con Joe Smith Jr che nell’occasione saliva anche lui di categoria.
Come promessa ci sentiamo di indicare il russo Soslan Asbarov che è vero che ha combattuto solo 5 volte ma ha anche dominato il connazionale Aleksei Papin. Da tenere d’occhio sicuramente l’inglese Cheavon Clarke che oltre ad essere promettente sembra avere anche una buona personalità. Menzione anche per un altro inglese, Isaac Chamberlain, per il russo Evegenij Tischenko e il belga Yves Ngabu. Sostanzialmente però si tratta, come avrete capito, di una categoria poco interessante in cui manca un adeguato ricambio.



