E' questa la boxe di oggi
Quello appena terminato non è stato un buon weekend per la boxe anche se qualcuno cercherà di farcelo passare per tale. Dapprima la riunione saudita con un clou su cui c'è molto da dire, poi la pur prevedibile sconfitta di una persona seria come Giovanni De Carolis. Ho avuto modo di ascoltare la telecronaca inglese di DAZN della riunione di venerdì e l'ho trovata assolutamente vergognosa, come se chi ne era responsabile avesse a che fare con un branco di deficienti. Un match squilibratissimo che non si doveva assolutamente fare che viene fatto passare per una cosa seria, con un pugile che tale non è e che sta sempre nella distanza giusta per essere colpito in pieno, che non arriverebbe a conquistare il titolo italiano e che accetta, poveraccio, di rischiare la pelle perchè due organizzatori che si odiavano adesso fanno finta di andare d'accordo per i petrodollari e la volontà di mettere di fronte Tyson Fury e Anthony Joshua, ammesso che il primo riesca, e non è detto, a battere Oleksandr Usyk. Vi domanderete allora come questo non pugile sia riuscito a perdere solo ai punti e di stretta musura con Tyson Fury. Oggi in una intervista a Repubblica Salvatore Cherchi afferma che Fury fosse preparato al 20% ed è possibile, ma è anche possibile che tutto fosse stato organizzato per bene, compresa la preparazione al 20 per cento..
Ieri sera durante la telecronaca del match di De Carolis, almeno una telecronaca seria che non ha venduto il match come se fosse alla pari, Aalessandro Duran e Niccolò Pavesi hanno sostenuto che nella boxe ci sono molti meno match dal risultato preordinato di quanto si creda, il problema non è quello, è che comunque ci sono, eccome se ci sono. Sono stati tirati in ballo i match Leonard-Hagler, che non era truccato (ma che con un giudice come Lupe Guerra Hagler aveva grandi possibilità di perdere comunque), e i due Ali-Liston che invece lo sono stati sicuramente anche se molti fanno fatica ad ammetterlo. Ma quella è storia, e ben documentata. Tornando ai nostri giorni quella dell'Arabia Saudita è stata una gigantesca presa in giro, non è la prima, ma questa a euro 19,99 più il costo di un abbonamento. Andate a rileggere cosa diceva Eddie Hearn qualche anno fa a proposito delle pay per view anche se nessuno gli credeva. Ingiustificabile anche se a DAZN le cose pare non stiano andando benissimo. E adesso gli allocchi si preparino a sborsare la stessa somma per un bel Jake Paul-Mike Tyson.
Forse lo avrete capito ma più passa il tempo più sono disilluso da questo ambiente. E una telecronaca come quella inglese che parla di K.O. del secolo, con magari in aggiunta i fischi del pubblico francese all'Inno di Mameli la sera dopo, non alleviano certo questa disillusione.



