Da tempo malato di Alzheiner, all’età di 71 anni, è venuto a mancare Emilio Correa, gloria del pugilato cubano, medaglia d’oro ai giochi olimpici di Monaco 72 e campione mondiale dilettanti a L’Havana 74.
É stato tra i più grandi interpreti di una generazione leggendaria del pugilato cubano. Con il suo stile e i risultati ottenuti ha segnato un'epoca nella storia sportiva del paese caraibico.
In sua memoria riproponiamo il suo profilo pubblicato su questo sito il 13 novembre 2021.
Emilio Correa, il campione della volontà.
La strategia di Fidel Castro studiata dal momento dell’ascesa al potere del 1959, ovvero fare dalla squadra nazionale di pugilato il fiore all’occhiello dello sport cubano, inizió a raccogliere i suoi frutti in occasione dei giochi olimpici di Monaco 72.
Già a Mexico 68 si iniziarono ad intravedere le prime avvisaglie dello squadrone che avrebbe dominato il panorama pugilistico degli anni a venire, con le medaglie d’argento vinte dal s.leggero Enrique Regueiferos e dal peso medio Rolando Garbey.
I giochi di Monaco furono un trionfo per la rappresentativa cubana che conquistò tre medaglie d’oro: con il peso gallo Orlando Martinez e con il fenomenale s.massimo Teofilo Stevenson.
A vincere il terzo oro fu, nella categoria dei pesi welter, Emilio Correa Vaillant.
A differenza dei suoi connazionali non era un funambolo, tutt’altro.
I tecnici cubani lo avevano impostato con un tipo di guardia molto raccolta, con la spalla destra alta a protezione della mascella difficilmente penetrabile che gli permetteva di sfruttare al meglio la sua arma migliore, la rapidità del braccio sinistro.
Correa nacque a Santiago de Cuba nel 1952, e motivato dalle gesta dei suoi concittadini Roberto Caminero, Enrique Regüeiferos, Félix Betancourt e Rolando Garbey, tutti olimpionici, decise di dedicarsi al pugilato attivo con un imperativo nella testa: “lavora! potrai diventare uno di loro”.
Calmo e introverso, nonostante non fosse un talento naturale la carriera sportiva di Correa fu contraddistinta da una enorme forza di volontà che lo portò a realizzare il suo sogno, vincere la medaglia d’oro ai giochi olimpici.
Per raggiungere il suo obiettivo, nel 1966, all’età di 14 anni iniziò a frequentare la palestra locale Los Hoyos.
Il suo inizio di carriera non fu certo brillante visto che venne battuto nei suoi primi incontri disputati.
Queste battute d’arresto non scoraggiarono il ragazzino anzi per lui furono da insegnamento per gli incontri a venire.
La prima volta che il nome di Correa si affaccia alla ribalta internazionale fu nel 1969, quando arrivò secondo al torneo Giraldo Córdova Cardín, battuto in finale da uno dei migliori pugili di quel tempo, Arnaldo "Látigo" Martínez.
Identico risultato anche nell’edizione successiva, questa volta superato dal suo idolo Enrique Regüeiferos, medaglia di bronzo ai giochi di Mexico 68.
Le sue prestazioni non sfuggirono ai tecnici federali che lo convocarono nella preselezione nazionale e lo promossero titolare della squadra cubana per i giochi panamericani di Cali, in Colombia, del 1971.
Correa non tradì la fiducia riposta in lui vincendo il suo primo torneo internazionale dove superò in finale lo statunitense Larry Carlisle.
La sua definitiva consacrazione arrivò nel 1972 quando vinse il Playa Girón, torneo che assegna il titolo di campione nazionale cubano, battendo nella finale un altro suo idolo, Félix Betancourt, quarti di finale a Tokyo 64.
Oramai non vi era più alcun dubbio. Sarebbe stato lui a rappresentare il suo paese al torneo olimpico di Monaco nella categoria pesi welter.
In Germania il suo percorso fu trionfale.
Superò nell’ordine il nostro Damiano Lassandro (5-0), il tedesco dell’est Manfred Wolke (KO 2), campione olimpico a Mexico 68, il tedesco dell’ovest Gunter Meier (3-2), lo statunitense Jessie Valdez (3-2) e nell’incontro decisivo l'ungherese Janos Kadji (5-0).
Negli anni successivi mantenne lo status di campione nazionale vincendo le edizioni del torneo Playa Giron dal 1973 al 1976.
Vinse anche l’edizione del 1977 battendo in finale un ragazzino di belle speranze José Gómez, futuro campione olimpico a Mosca 80.
Si impose anche nella prima edizione dei mondiali dilettanti disputati a L’Havana nel 1974 dove superò nell’ordine il finlandese Kalevi Kosunen (PTS), Reggie Ford della Guyana (ko 2), il bulgaro Plamen Yankov (PTS) e lo statunitense Clinton Jackson (KO 3).
Il suo declino iniziò subito dopo.
Già ai giochi panamericani di Città del Messico 75 venne eliminato in semifinale da Clint Jackson che si prese così la rivincita della sconfitta dei mondiali di l’Havana.
Ai giochi olimpici di Montreal 76 dopo aver eliminato il bulgaro Yankov venne battuto dal venezuelano Pedro Gamarro che gli impose un terribile KO alla seconda ripresa.
Il suo ultimo combattimento ebbe luogo nel 1979 quando al torneo Playa Girón conquistò il settimo titolo nazionale sconfiggendo in finale Luis Felipe Martínez.
Emilio Correa non abbandonò mai il mondo delle dodici corde diventando istruttore.
La sua eredità venne racconta da suo figlio Emilio Veyeux jr che per diversi anni ha difeso i colori della sua nazionale, arrivando a conquistare la medaglia d’argento ai giochi di Pechino, superato in finale dall’inglese James De Gale.
Max




