Dalla morte di Paret alla paura di Colleferro
24 marzo 1962, Madison Square Garden, New York. Il 25enne peso welter cubano Benny "Kid" Paret difende il titolo mondiale dei pesi welter dall'assalto del 24enne Emile Griffith, statunitense delle Isole Vergini al quale lo stesso Paret aveva sottratto il titolo dopo averglielo ceduto in un primo incontro. Pochi mesi prima Paret aveva tentato la conquista del titolo mondiale dei pesi medi contro Gene Fullmer subendo una pesante sconfitta prima del limite. Dopo una dura battaglia, al 12° round (allora si combatteva al limite delle 15 ruprese) , Paret era stato sottoposto a un duro pestaggio da parte di Griffith he lo aveva stretto all'angolo. Senza più difese la testa di Paret aveva più volte sbattuto contro un sostegno metallico sotto i colpi di uno scatenato Griffith. L'arbitro era Ruby Goldstein, 55 anni, il più famoso della storia assieme a Jack Donovan, Arthur Mercante Sr, Mills Lane e qualche altro. Goldstein tardò troppo a intervenire e quando finalmente lo fece era troppo tardi: Paret aveva già perso conoscenza. trasportato subito al Roosevelt Hospital e operato d'urgenza Paret non si riprese più e morì il 3 aprile. Goldstein, sconvolto dall'accaduto, avrebbe arbitrato solo un'altra volta nel 1964.
22 marzo 2024: Palazzetto Romboli, Colleferro, Italia. Il peso superpiuma Michael Magnesi difende un titolo minore della sigla WBC chiamato "Silver" contro il giapponese Masanori Rikihishi. Il match è molto duro ma Magnesi lo sta vincendo quando al 12° round si ritrova nella stessa situazione di Paret con il giapponese addosso. La posizione di Magnesi è un po' defilata rispetto all'angolo, dove peraltro non c'è quell'oggetto di ferro, ma la situazione è la stessa. E se Paret aveva subito un pestaggio poco prima, Magnesi era stato atterrato due volte e una era addirittura caduto da solo in un modo in cui qualsiasi persona con un minimo di senno e soprattutto un arbitro, avrebbero dovuto capire all'istante che potesse trattarsi di un problema quanto meno commotivo. L'arbitro era il panamense Hector Afu. l'unica differenza con il match di New York è che alla fine del match mancavano pochi secondi e l'uomo di casa stava avanti ai punti, un fatto che non dovrebbe contare assolutamente per un arbitro che ci auguriamo non possa più salire su un ring.
Storie simili e, per fortuna, esito finale diverso. Ma che nel 2024 si corrano ancora rischi simili, pur in uno sport pericoloso, non è più ammissibile.



