La bolognese si confida in vista dell’Europeo Silver dei pesi leggeri. “Il mio mito è Katie Taylor. Alle Olimpiadi, oltre a Irma Testa, vedo da medaglia d’oro anche Sirine Charaabi”
di Maurizio Roveri
Prima di diventare l’ammiratissima Basket City, Bologna era già Boxe City. Il recente racconto di anni pugilisticamente intensi e ruggenti, che abbiamo pubblicato a puntate su Boxeringweb, ne è una orgogliosa dimostrazione. Tanti, tantissimi i Campioni del pugilato italiano che hanno combattuto, almeno una volta, nella città delle Due Torri.
Ebbene, adesso - che siamo a metà del terzo decennio di un nuovo millennio - un’altra storia sta per essere scritta. E non ha precedenti, qui nel capoluogo dell’Emilia Romagna. La sera del 5 aprile torna al Palazzo dello sport bolognese un evento di boxe. A distanza di dodici anni. E proporrà un capitolo inedito. In un antico “tempio” del pugilato (ovviamente solo maschile, poiché sul ring potevano salire solo gli uomini…) ecco che a reggere il main event sarà un combattimento Femminile. Di livello internazionale. In palio il titolo Europeo Silver dei pesi leggeri. A contenderselo saranno Pamela Malvina Noutcho, nata in Camerun, vive in Italia fin da bambina, cittadina italiana, bolognesissima nello spirito, nel suo modo di esprimersi, di comunicare, e Jordan Barker Porter inglese di Newcastle.
Non è la prima volta che in Italia un combattimento Femminile regge il clou d’una riunione pugilistica di qualità. Pensiamo, ad esempio, agli anni della forlivese Simona Galassi “la regina di Romagna” e della milanese Stefania Bianchini, che sono state più volte campionesse del mondo WBC e d’Europa. Aprendo una strada importante. Assieme alla coraggiosa Maria Moroni, quella che per prima andò a combattere i pregiudizi. Sabato scorso, per fare un esempio fresco fresco, Novara ha proposto per clou un titolo Mondiale IBO Light Fly. Il tentativo di Martina Bernile non è andato a buon fine, ma è stato comunque coraggioso e apprezzato.
Soltanto all’alba del nuovo millennio, nel 2001, le donne ebbero in Italia l’opportunità di praticare pugilato e salire sul ring. Per combattere. Per avere pari opportunità. Prima di quella data non c’era questa possibilità. Perfino nel Regno Unito, che pure è la culla della boxe moderna, la Federazione rifiutò fino al 1998 di rilasciare licenze alle donne.
Pamela, la responsabilità è forte. Sulle tue spalle, nei tuoi pensieri, nei tuoi pugni. Sarai al centro della scena, sul ring d’una città dove hanno combattuto dei miti come Cavicchi, Benvenuti, Arcari, Loi, Mitri, Mazzinghi, Burruni, Carlo Duran, Canè…
“Lo so, lo so quanta storia è passata da qui. Mi vengono i brividi a sentir nominare questi grandi Campioni. Ed è chiaro che farò tutto quanto è nelle mie possibilità per essere all’altezza dell’impegno che mi attende. Sto bene, sono pronta. Mi rendo conto che ci saranno al Palasport spettatori che hanno visto combattere quei miti, e si aspettano di rivivere le stesse emozioni. Allora avverto una certa inquietudine: è la paura di non trasmettere le emozioni intense che hanno vissuto in passato. Tuttavia salirò sul ring con l’orgoglio di combattere nella mia città, per la mia città. E con la voglia di sentir dire: Che bello, è tornata la boxe a Bologna!”.
Il Pugilato non è più soltanto un territorio maschile…
“No, non lo è più. E’ diventato uno sport che coinvolge agonisticamente sia donne, sia uomini. Anzi, i numeri del settore Femminile sono costantemente in aumento. In Italia e a livello internazionale. Noto una grande crescita. E’ altresì indicativo che a qualificarsi per i Giochi Olimpici di Parigi, nella Nazionale azzurra, vi siano state cinque donne. E tre gli uomini. Cambiano i tempi, le generazioni, la mentalità. Le ragazze di oggi non hanno paura a praticare la boxe. Per quanto riguarda le Olimpiadi, sappiamo bene qual è il valore di Irma Testa. Io credo che anche Sirine Charaabi sia competitiva per la medaglia d’oro”.
Nel tempo, e combattendo dure battaglie, le donne hanno sconfitto certe preclusioni dettate da una mentalità antiquata
“Nello sport sì. Il pugilato, per tantissimo tempo considerato soltanto maschile, ha prodotto campionesse spettacolari. Capaci di essere coinvolgenti. Faccio un nome, Katie Taylor. E’ l’esempio di una pugile inarrivabile. Lei è una grandissima, per tecnica, fondamentali, intensità, presenza sul ring, e anche come persona, come vive la sua vita privata. Esprime una boxe chiara, concreta, vincente. Pugilisticamente è perfetta. Ha già vinto tantissimo, eppure ogni volta cerca di aggiungere qualcosa in più”.
Pamela in allenamento
E invece, lasciando per un attimo il discorso-sport, in certe parti del mondo nella vita di tutti i giorni la parità di diritti fra uomini e donne ancora non esiste. Ed è ancora atrocemente lontana
“Purtroppo è così. Nel settanta per cento del mondo molte donne non hanno gli stessi diritti degli uomini, ma non sono neanche libere. Debbono tuttora sottostare a determinati dettami che non dovrebbero più esistere. Ad esempio, non possono studiare! E sappiamo che lo studio è alla base della crescita d’una persona. Non possono lavorare. Conseguentemente, sono destinate a dipendere sempre da qualcun altro. E quel qualcun altro potrà fare di loro quel che vuole, nella figura di padre o di marito. Non permettere ad una donna di esprimersi è un danno per la società”.
Torniamo al pugilato. E’ vero che da ben quattro mesi sei in preparazione per il combattimento del 5 aprile?
“Sì. Quattro mesi. Resisto. Sono tanti, ma proprio per questo motivo la fatica viene diradata nel tempo. Alla base c’è una buona programmazione. E ovviamente tanta costanza. Certo, vi sono anche i giorni in cui sono in completo down, l’allenamento non è brillante, mi sento stanca. Ebbene, in questo mi aiuta il mio lavoro di infermiera del Pronto Soccorso. Vado al lavoro, ho dei colleghi comprensivi, e poi c’è il rapporto con i pazienti, e parlare con loro, vederli sorridere, ecco sono quelle sensazioni che mi rigenerano, delocalizzo un po’ la boxe, e il giorno dopo mi ripresento serena in palestra”.
Bologna è già tappezzata con manifesti dell’evento pugilistico del 5 aprile. Ieri, alla conferenza stampa che si è svolta nella sede della Regione Emilia Romagna, è stato anche presentato come “lancio promozionale” un video del regista Valerio Lo Muzio. Diverse iniziative collaterali sono in preparazione. Il noto tenore bolognese Cristiano Cremonini canterà l’Inno italiano sul ring, alla presentazione di Pamela Malvina.



