L'Arabia Saudita è sempre piu' spesso la sede delle grandi riunioni di pugilato; il 18 maggio ci sarà Fury-Usyk con un sottoclou di tutto rispetto.
I sauditi hanno tanto denaro da spendere per organizzare eventi sportivi di altissimo livello, possono infischiarsene dei profitti e al momento Londra e Las Vegas non riescono a tenere il passo di Riyadh.
Molti sono i critici e scettici soprattutto perchè in Arabia non vengono rispettati i diritti civili che vigono in occidente, ma Paul Malignaggi, commentatore e due volte iridato, non è d'accordo e ne ha parlato durante una puntata della trasmissione di ProBox TV’ “Deep Waters”:
"Preferisco guardare una bella serie di incontri in TV piuttosto che una manifestazione dal vivo noiosa. Non ho bisogno di essere lì ".
Dello stesso parere è anche l’ex campione Wbo dei superleggeri 2015, Chris Algieri:
"E' difficile combattere ad alto livello in questo momento e non andrò su un aereo per l'Arabia Saudita per assistere ad un match. Oggi ci sono tanti modi per vedere la boxe e i pugili preferiti. Alla fine, non vivremo l'esperienza di andare allo stadio, ma il mondo sta cambiando, soprattutto dopo la pandemia del 2020. Posso essere su un treno, su un aereo o proprio qui e posso guardare un incontro. Trovo sia positivo".
A Riad il 18 maggio oltre a Fury e ci saranno anche campioni del calibro di Deontay Wilder contro Zhilei Zhang, Filip Hrgovic contro Daniel Dubois, il campione WBA dei pesi superpiuma Raymond Ford contro Nick Ball, il medio Hamzah Sheeraz contro Austin Wlliams e i pesi massimi leggeri britannici Craig Richard e Willy Hutchinson.
Il primo giugno, sempre a Riad, vedremo gli imbattuti Artur Beterbiev e Dmitrii Bivol che si batteranno per il titolo assoluto dei mediomassimi.
Sitti Boarini



