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Ryan Garcia batte nettamente un Haney che ha sbagliato tutto

Ryan Garcia batte nettamente un Haney che ha sbagliato tutto

 Vittoria ai punti contropronostico a New York dopo 3 atterramenti

L'aspetto psicologico ha il suo peso anche nella boxe.  Dopo pochi secondi un gancio sinistro di Ryan Garcia ha fatto piegare le gambe a Devin Haney facendo andare a gambe all'aria non il pugile ma i pronostici che erano a vantaggio di un pugile finora senza macchia ma a cui probabilmente Garcia era riuscito ad andare sottopelle. Un professionista però non dovrebbe permettere a un rivale linguacciuto e dal comportamento imprevedibile di esercitare una pressione psicologica deleteria. Fatto sta che Haney ha sbagliato in questo match tutto lo sbagliabile e anche di più.

E' pur vero che, perso il primo round, Haney ha vinto i successivi quattro ma era evidente che stesse facendo non il suo match ma quello che l'avversario voleva. Non aveva molto senso, infatti, che Haney, eccellente incontrista, andasse a caccia di Garcia con il rischio di esporsi ai suoi colpi più pesanti, in particolare a quel gancio sinistro che in fin dei conti ha deciso il match.  Dopo un 6° round in cui Garcia aveva colpito e fatto vedere di essere lì pronto a sfruttare la minima situazione favorevole, al 7° round tutto avrebbe potuto, e secondo noi dovuto finire.  

Era quel gancio sinistro alla mascella a mettere a terra, e scosso, Devin Haney che si esibiva, una volta rialzatosi a fatica, in una serie di scandalose tenute che l'arbitro Harvey Dock, nell'ccasione pessimo, non sanzionava, così come non contava Haney in altre due cadute dovute al fatto che o abbracciava Garcia o non stava in piedi. Era prontissimo invece, il signor Dock, a togliere un punto a Garcia per un colpo dopo il break che peraltro c'era stato.

Da quel round in poi Haney si è praticamente liquefatto. Vero è che l'arbitro consentiva, sbagliando ancora, a Garcia di girarsi di schiena sotto gli attacchi richiamando non ufficialmente Haney per colpi alla schiena quando la scorrettezza impunita era dell'altro.  Haney però dimostrava di non avere idee per recuperare un match che gli stava sfuggendo, intimorito certamente anche dalla potenza di Garcia che esplodeva il gancio sinistro anche nel decimo e undicesimo round producendo altrettanti atterramenti con seguito delle solite tenute impunite.

Garcia, troppo preoccupato a festeggiare, non riusciva a chiudere prima del limite, ma ad Haney mancavano le energie per riuscire in un disperato recupero finale. Veramente disgustoso il comportamento sfottente di Garcia nell'ultimo minuto a danni di un rivale battuto e ormai spento, ma il ragazzo tutto è fuorchè un gentiluomo..

Questo match, non bello ma molto teso, dimostra parecchie cose. La prima è che Garcia è un pugile vero, la seconda che Gervonta Davis, che lo ha battuto prima del limite, è di un altro pianeta rispetto a tutti e due, la terza che Haney o riesce a fare il suo match o va in confusione e la quarta che il mento di Haney non è dei più granitici.

Incredibile cbe un match così abbia avuto una decisione a maggioranza, infatti  il giudice Max De Luca ha visto pari 112-112 ed andrebbe preso a calci così come il commentatore Chris Mannix (ma questa non è una sorpresa, anzi).  Noi avevamo 114-110 per Garcia come il giudice Eric Marlinski mentre il giudice Robin Taylor aveva 115-109 per Garcia ovviamente. 

Garcia, che ha fallito il peso, non conquista il titolo di sigla WBC dei superleggeri che Haney comunque perde, lasciandolo così vacante.  Il match è andato in scena al Barclays Center di Brooklyn, New York.

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