All’età di 82 anni è venuto a mancare Tommaso Galli (38-9-4), unico italiano a diventare campione europeo in tre diverse categorie di peso.
Iniziò a praticare il pugilato all’età di 16 anni nel popolare quartiere romano di Centocelle.
Nel 1962 si laureò campione italiano dilettanti tra i pesi mosca.
Chiuso nelle gerarchie della squadra nazionale, in prospettiva dei giochi olimpici di Tokyo 64, da Fernando Atzori, decise di togliersi la maglietta e passare professionista con Gigi Proietti, il vulcanico manager di Giulio Rinaldi, Sergio Caprari e Bruno Visintin.
Dopo aver messo insieme una striscia di diciannove incontri senza sconfitte, tra i quali un successo sul triestino Nevio Carbi e un pareggio sull’ex campione europeo Rene Libeer, nel giugno del 1965 conquistò il titolo italiano dei pesi gallo battendo ai punti il veterano Federico Scarponi.
Due mesi dopo, sul ring del teatro Ariston di Sanremo, diventò campione europeo della categoria battendo ai punti l’ostico spagnolo di origini marocchine Mimou Ben Ali, già avversario di Salvatore Burruni e Piero Rollo.
Difese il titolo in due occasioni, pareggiando a Roma con il fuoriclasse scozzese Walter Mc Gowan, futuro campione mondiale mosca, e superando a Marsiglia Pierre Vetroff, prima di lasciarlo nelle mani di Ben Ali nel rematch disputato alla Plaza de Toros di Barcellona nel 1966.
La successiva sconfitta contro Franco Zurlo nel l’incontro con titolo italiano in palio, rese necessario il suo passaggio tra i pesi piuma.
I risultati nella nuova categoria di peso non furono subito positivi.
Galli combatté con alterni risultati in Italia e all’estero, dove venne sconfitto a Belfast da Jim McCann, a Parigi da Felix Brami e a Melbourne dall’aborigeno Lionel Rose, futuro campione mondiale.
Il riscatto arrivò nel 1969 a Barcellona quando sconfisse, contro pronostico, per Kot alla quattordicesima ripresa lo spagnolo Manuel Calvo, conquistando la cintura europea dei piuma, superiorità confermata con la vittoria nel rematch di sei mesi dopo.
Sulla sua strada trova però il funambolo cubano naturalizzato spagnolo Jose Legra, che aveva già all’attivo oltre cento incontri anche lui futuro campione mondiale, che nel giugno del 1970 lo sconfisse con un chiaro verdetto ai punti.
Tommasino salì subito sul treno giusto grazie all’approdo nella categoria di nuova istituzione a livello continentale dei super piuma, nella quale conquistò il suo terzo titolo europeo battendo nel febbraio del 1971 a Ladispoli lo spagnolo Luis Aisa.
Dopo la sconfitta subita a Parigi dall’algerino Ould Makloufi, uomo di classifica mondiale, difese la cintura continentale battendo il tedesco Lothar Abend (pts 15), il belga Jean De Keers (KO 7) e ancora Luis Aisa (kot 11).
Nell’agosto del 1972 a Lignano Sabbiadoro arrivò inaspettata la sconfitta ai punti contro il tarantino Domenico Chiloiro che gli costò la perdita del titolo europeo.
Fu quello l’ultimo incontro della carriera del campione romano che a 31 anni capì che era arrivato il momento di dire basta per il sopraggiunto logorio per la lunga e dispendiosa attività svolta e per l’impossibilità di rimanere nei limiti di peso della categoria.
Tommaso Galli, con i suoi tre titoli europei in bacheca, lascia un'impronta indelebile nella storia del pugilato italiano, che avrebbe potuto essere ancora più profonda se la sua fama non fosse stata oscurata dai grandi campioni di quel periodo e se avesse avuto la possibilità di combattere per il mondiale con quattro titoli a disposizione come ai giorni nostri. RIP
Max




