Non c'è da stupirsi, il mondo della boxe è quello che è, purtroppo
Una volta venire a combattere in Italia era rischioso, abbiamo avuto nella storia favori dai giudici che non ci hanno fatto una bella pubblicità mentre, all'epoca, in Inghilterra si poteva avere un trattamento più equo. Non e' più così, anzi la situazione si è probabilmene rovesciata. Non importa tanto il fatto che ieri Francesco Grandelli sia stato battuto da Nathaniel Collins ai punti alla York Hall, quanto il fatto che, visti i cartellini, poteva risparmiarsi il viaggio. Non esiste che Collins abbia vinto con i punteggi di 116-112 (due volte) e addirittura 117-111 un match equilibrato che in campo neutro Grandelli poteva essersi aggiudicato. Lì sta il vero scandalo di questo verdetto che gli toglie il titolo Silver dei pesi piuma dell'ente europeo, l'EBU, i cui titoli e la cui importanza cominciano ad avvicinare quella del 2 a briscola.
La boxe è una grande comunità di persone che si conoscono da sempre, una confraternita di individui che grano il mondo, nel caso specifico l'Europa, mangiando allo stesso tavolo tutti insieme. Mi è capitato proprio ieri di leggere il bando per l'assegnazione di un incarico in una scuola di livello universitario: chi propone un nome non deve essere non solo parente o affine ma nemmeno commensale dell'interessato . Nella boxe non è certamente csì. Se hai bisogno di proteggere qualcuno, e certi organizzatori magari dalla faccia pulita questo lo sanno benissimo, basta cercare di avere certi giudici che ti portano in dote quei 3 o 4 punti di vantaggio in partenza che rendono, o quasi, il K.O. l'unica possibilità di rovesciare il tavolo. Grandelli il pugno del K.O. non l'ha mai avuto. E torna quindi in Italia a mani vuote. Ricorderete la lezione di boxe che nella stessa York Hall Emiliano Marsili stava impartendo a Gavin Gwynne prima di infortunarsi. Ebbene, un giudice lo aveva in svantaggio ai punti. Di fronte a queste cose cadono davvero le braccia.
L'ambiente è quello che è, come il mondo è quello che è, vi sono i galantuomini e i mascalzoni, poche vie di mezzo, vi sono ambienti di cui non si può scrivere male, pugili sui quali non si può scrivere la propria opinione, ci sono avvocati azzeccagarbugli pronti a minacciare cause quando si esercita il diritto a esprimere la propria opinione, giornalisti messi al bando perché scrivono cose scomode. E' la legge del più forte contro il più debole. Ieri sera Francesco Grandelli è stato il più forte ma non sapeva di essere il più debole.



